% ============================================================ % capitoli/001-grandezze-fisiche-misure.tex % Dispensa 01 — Grandezze fisiche e misure % Struttura a 5 paragrafi canonici (001_001..001_005) % ============================================================ \chapter{Grandezze fisiche e misure}\label{cap:01} \hubcap{001} \citazioneinizio{% Misurare ciò che è misurabile e rendere misurabile ciò che non lo è ancora.% }{Galileo Galilei (attr.)} % ================================================================== \section*{Introduzione} % ================================================================== Immagina di dover comunicare a qualcuno che si trova dall'altra parte del mondo la lunghezza di un oggetto. Potresti dire ``è lungo quanto il mio braccio'', ma il tuo braccio non è uguale al suo. Oppure potresti dire ``è lungo \SI{42}{\centi\meter}'': in questo caso la comunicazione è \emph{inequivocabile}, perché il centimetro ha lo stesso significato in tutto il mondo. Questo esempio banale racchiude il nucleo della \textbf{fisica come scienza quantitativa}: la descrizione della natura richiede \emph{grandezze} misurabili e \emph{unità} condivise. Senza misura non c'è confronto, senza confronto non c'è legge fisica. In questo capitolo costruiamo gli strumenti concettuali e operativi che renderanno possibile, dal capitolo successivo in poi, parlare di vettori, moto, forze, energia. \begin{attenzione}[Perché studiare le misure?] Ogni formula della fisica, da $F = ma$ alla relatività di Einstein, è scritta in termini di grandezze fisiche misurabili. Capire \emph{cosa si misura} e \emph{come si misura} è il primo passo per capire la fisica. \end{attenzione} % ================================================================== \section{Il metodo sperimentale}\label{sec:01-01-metodo-sperimentale} % ================================================================== \subsection{Osservazione, modello, esperimento} Per quasi due millenni, da Aristotele al Rinascimento, lo studio della natura procedeva per \emph{autorità}: si discutevano le opere degli antichi e si argomentava \emph{a priori} sulla base di principi filosofici (i ``luoghi naturali'' dei corpi, l'idea che il moto richieda continuamente una causa). La svolta decisiva si compie tra fine Cinquecento e metà Seicento con Galileo Galilei (1564--1642), che mette al centro della scienza tre azioni operative: \emph{osservare}, \emph{modellare}, \emph{esperimentare}. \begin{definizione}[Metodo sperimentale] Il \textbf{metodo sperimentale} (o metodo scientifico) è il procedimento ciclico per cui una conoscenza della natura si costruisce attraverso: \begin{enumerate} \item \textbf{Osservazione} di un fenomeno e identificazione delle grandezze rilevanti. \item Formulazione di una \textbf{ipotesi} o \textbf{modello} matematico che descriva il fenomeno. \item \textbf{Predizione} quantitativa di un risultato in condizioni controllate. \item \textbf{Esperimento} riproducibile per confrontare predizione e misura. \item \textbf{Revisione} del modello in base ai risultati, ricominciando dal punto 1. \end{enumerate} \end{definizione} Tre caratteristiche distinguono questo metodo da quello pre-galileiano: \begin{itemize} \item \emph{Quantitativo}: ogni grandezza è espressa con un numero e un'unità, mai con aggettivi qualitativi (``veloce'', ``pesante''). \item \emph{Riproducibile}: l'esperimento deve poter essere ripetuto da altri sperimentatori, in altri laboratori, ottenendo lo stesso risultato entro le incertezze. \item \emph{Falsificabile}: il modello deve fare predizioni che possono in linea di principio essere smentite dall'esperimento (criterio di Karl Popper, 1934). Una teoria che si adatta a qualsiasi risultato non è fisica. \end{itemize} \begin{nota}[Esempio storico — la caduta dei gravi] Aristotele sosteneva che corpi più pesanti cadano proporzionalmente più rapidamente. Galileo, nei \emph{Discorsi e dimostrazioni matematiche intorno a due nuove scienze} (1638), formula il modello opposto: in assenza di resistenza dell'aria \emph{tutti i corpi cadono con la stessa accelerazione}. Per verificarlo costruisce piani inclinati con scanalature levigate, fa rotolare sfere e misura tempi con un orologio ad acqua (clessidra). Dalle proporzioni $s \propto t^2$ ricava la legge del moto uniformemente accelerato — un modello quantitativo nato dall'esperimento. \end{nota} \subsection{Definizione operativa di grandezza fisica} \begin{definizione}[Grandezza fisica] Una \textbf{grandezza fisica} è qualsiasi proprietà di un fenomeno, di un corpo o di una sostanza che può essere \emph{misurata} e \emph{espressa con un numero seguito da un'unità di misura}. \end{definizione} Sono grandezze fisiche: lunghezza ($\SI{3.5}{\meter}$), massa ($\SI{75}{\kilo\gram}$), temperatura ($\SI{37}{\celsius}$), velocità ($\SI{130}{\kilo\meter\per\hour}$). \emph{Non} lo sono, in senso stretto: il colore di un oggetto (categoria, non numero), la bellezza, la simpatia (soggettive). Il fisico statunitense Percy Bridgman, in \emph{The Logic of Modern Physics} (1927), formalizza un concetto centrale: una grandezza fisica è definita \emph{operativamente}, cioè attraverso la procedura concreta con cui la si misura. \begin{definizione}[Definizione operativa] La \textbf{definizione operativa} di una grandezza fisica è la descrizione precisa della procedura sperimentale che permette di assegnarle un valore numerico. \end{definizione} Esempio: la temperatura di un corpo è ``ciò che si legge su un termometro'' (definizione operativa di base), poi raffinata attraverso la termodinamica (\ref{cap:12}) come grandezza legata all'energia cinetica media molecolare. Senza definizione operativa una grandezza è solo un nome: la definizione fissa l'unità, l'incertezza minima, le condizioni di validità. \subsection{Dalle misure ai concetti fisici} Le grandezze misurate sono i mattoni da cui si costruiscono i \emph{concetti fisici}, attraverso due movimenti opposti e complementari: \begin{itemize} \item \textbf{Induzione}: dai dati alla legge. Si osservano molte cadute di gravi, si misura $s$ e $t$, e si \emph{induce} la legge $s = \tfrac{1}{2} g t^2$. \item \textbf{Deduzione}: dalla legge alle predizioni. Conoscendo la legge, si \emph{deduce} che in $\SI{2}{\second}$ un corpo lasciato cadere percorre $\SI{19.6}{\meter}$. Si verifica con l'esperimento. \end{itemize} Il fisico Eugene Wigner, in \emph{The Unreasonable Effectiveness of Mathematics in the Natural Sciences} (1960), osserva che la matematica si rivela ``irragionevolmente efficace'' nel descrivere la natura: leggi semplici, scoperte in un contesto, predicono fenomeni in contesti del tutto diversi. Newton scopre la gravitazione dalle orbite planetarie e la stessa legge spiega la caduta di una mela; Maxwell formula le equazioni dell'elettromagnetismo e ne deriva la velocità della luce. La fisica è il linguaggio in cui questa efficacia diventa esplicita. % ================================================================== \section{Il Sistema Internazionale di unità}\label{sec:01-02-sistema-internazionale} % ================================================================== \subsection{Grandezze fondamentali e grandezze derivate} Il \textbf{Sistema Internazionale di unità} (SI), adottato nel 1960 dalla Conferenza Generale dei Pesi e delle Misure (CGPM) e periodicamente aggiornato (ultima revisione: 2019), definisce sette grandezze fondamentali e le rispettive unità. Tutte le altre grandezze fisiche sono \emph{derivate}: ottenute moltiplicando e dividendo le fondamentali. \begin{definizione}[Grandezze fondamentali e derivate] Le \textbf{grandezze fondamentali} sono le grandezze \emph{primitive}, scelte per convenzione internazionale, dalle quali si derivano tutte le altre. Le \textbf{grandezze derivate} si ottengono combinando algebricamente le fondamentali. Esempio: $\text{velocità} = \text{lunghezza}/\text{tempo}$. \end{definizione} \begin{table}[H] \centering \caption{Le sette grandezze fondamentali del Sistema Internazionale.} \label{tab:si-fondamentali} \begin{tabular}{llll} \toprule \textbf{Grandezza} & \textbf{Simbolo} & \textbf{Unità SI} & \textbf{Simb.} \\ \midrule Lunghezza & $\ell$ & metro & \si{\meter} \\ Massa & $m$ & chilogrammo & \si{\kilo\gram}\\ Tempo & $t$ & secondo & \si{\second} \\ Corrente elettrica & $I$ & ampere & \si{\ampere} \\ Temperatura termodinamica & $T$ & kelvin & \si{\kelvin} \\ Quantità di sostanza & $n$ & mole & \si{\mol} \\ Intensità luminosa & $I_v$ & candela & \si{\candela} \\ \bottomrule \end{tabular} \end{table} Dalla revisione 2019, le sette unità non sono più definite tramite campioni materiali (come il vecchio prototipo del chilogrammo conservato a Sèvres) ma fissando i valori di sette costanti fondamentali della natura: la velocità della luce $c$, la costante di Planck $h$, la carica elementare $e$, la costante di Boltzmann $k_B$, il numero di Avogadro $N_A$, la frequenza di transizione del cesio $\Delta\nu_\text{Cs}$, l'efficacia luminosa $K_\text{cd}$. \subsection{Multipli, sottomultipli e prefissi} Per maneggiare valori molto grandi o molto piccoli senza scrivere lunghe sequenze di zeri si usano i \emph{prefissi SI}, ciascuno equivalente a una potenza di $10$. \begin{figure}[H] \centering % --------------------------------------------------------------- % FIGURA: Scala logaritmica dei prefissi SI % Ogni nodo rappresenta un prefisso; la posizione è ordinale, % non lineare nell'esponente. % --------------------------------------------------------------- \begin{tikzpicture}[ tick/.style = {line width=1pt, color=BLU}, plabel/.style = {font=\small\bfseries, color=BLU, above=4pt}, elabel/.style = {font=\footnotesize, color=gray!70!black, below=4pt} ] \draw[-{Stealth[scale=1.2]}, line width=1.5pt, color=BLU] (-0.5, 0) -- (11.5, 0) node[right, font=\small\bfseries, color=BLU] {ordine di grandezza}; \foreach \xpos/\nome/\simb/\esp in { 0/pico/p/{-12}, 1/nano/n/{-9}, 2/micro/$\mu$/{-6}, 3/milli/m/{-3}, 5/base/--/{0}, 7/kilo/k/{+3}, 8/mega/M/{+6}, 9/giga/G/{+9} }{ \draw[tick] (\xpos, -0.25) -- (\xpos, 0.25); \node[plabel] at (\xpos, 0.25) {\nome\ (\simb)}; \node[elabel] at (\xpos, -0.25) {$10^{\esp}$}; } \node[font=\scriptsize, color=VERDE, above=22pt] at (9,0) {$\longrightarrow$ più grande}; \node[font=\scriptsize, color=ROSSO, above=22pt] at (0,0) {più piccolo $\longleftarrow$}; \end{tikzpicture} \caption{Scala dei prefissi SI principali (passo $\times 10^3$, non in scala lineare).} \label{fig:01-prefissi} \end{figure} \begin{nota}[Regola pratica per i prefissi] Per convertire da un'unità con prefisso all'unità base, \emph{moltiplica} per il fattore corrispondente: \[ \SI{3.5}{\kilo\meter} = 3.5 \times 10^{3}\,\si{\meter} = \SI{3500}{\meter}. \] Per la tabella completa (yotta, zetta, exa, peta, tera, $\ldots$, atto, zepto, yocto) vedi l'appendice~\ref{app:simboli}. \end{nota} \subsection{Conversioni tra unità di misura} Quando un valore è espresso in un'unità non-SI (ad esempio $\si{\kilo\meter\per\hour}$, $\si{\litre}$, $\si{\degree}$ angolari) conviene convertirlo nell'unità SI prima di sostituirlo nelle formule. La tecnica più sicura è quella delle \emph{frazioni unitarie}: si moltiplica per frazioni equivalenti a $1$, costruite in modo da cancellare le unità indesiderate. \begin{procedura}[Conversione con frazioni unitarie] \begin{enumerate} \item Scrivi il valore da convertire con la sua unità. \item Moltiplica per frazioni equivalenti a $1$ (es.\ $\tfrac{\SI{1000}{\meter}}{\SI{1}{\kilo\meter}}$). \item Disponi numeratori e denominatori in modo che le unità indesiderate si cancellino. \item Esegui i conti numerici, lasciando le unità SI nel risultato. \end{enumerate} \end{procedura} Esempio: $\SI{72}{\kilo\meter\per\hour}$ in $\si{\meter\per\second}$: \[ 72\,\frac{\cancel{\text{km}}}{\cancel{\text{h}}} \cdot \frac{1000\,\text{m}}{1\,\cancel{\text{km}}} \cdot \frac{1\,\cancel{\text{h}}}{3600\,\text{s}} = \frac{72\,000}{3600}\,\si{\meter\per\second} = \SI{20}{\meter\per\second}. \] Da ricordare: $\SI{3.6}{\kilo\meter\per\hour} = \SI{1}{\meter\per\second}$ esatti. \subsection{Analisi dimensionale come strumento di controllo} L'\textbf{analisi dimensionale} consiste nel verificare che, in una formula fisica, i due membri abbiano le stesse \emph{dimensioni} (cioè la stessa combinazione di lunghezze, masse, tempi, ecc.). Se le dimensioni non tornano, la formula è certamente sbagliata; se tornano, la formula può essere giusta (ma serve verifica numerica). \begin{formulabox} \[ [F] = \si{\kilo\gram\meter\per\second\squared} = \si{\newton} \qquad [E] = \si{\kilo\gram\meter\squared\per\second\squared} = \si{\joule} \] \end{formulabox} \begin{nota}[Forza del metodo] L'analisi dimensionale è il primo controllo da fare su qualunque formula scritta a memoria o ricavata in fretta. Se a destra c'è $\si{\meter\per\second}$ e a sinistra $\si{\meter\squared\per\second\squared}$, c'è un errore — non importa quanto sia ``elegante'' il calcolo che l'ha prodotto. \end{nota} % ================================================================== \section{Notazione scientifica e ordini di grandezza}\label{sec:01-03-notazione-scientifica} % ================================================================== \subsection{Dalla notazione decimale alla notazione scientifica} In fisica si incontrano routinariamente numeri come la massa del Sole ($\num{1.989e30}$ kg) o la massa dell'elettrone ($\num{9.109e-31}$ kg). Scriverli in notazione decimale completa, con tutti gli zeri, è impraticabile e fonte di errori. La \emph{notazione scientifica} risolve il problema esprimendo ogni numero come prodotto di una mantissa $a$ e di una potenza di $10$. \begin{definizione}[Notazione scientifica] Un numero $x$ è scritto in \textbf{notazione scientifica} se ha la forma \[ x = a \times 10^{n}, \qquad 1 \le |a| < 10, \quad n \in \mathbb{Z}. \] La mantissa $a$ ha una sola cifra non nulla prima del punto decimale; l'esponente $n$ può essere positivo (numeri grandi), negativo (numeri piccoli) o nullo. \end{definizione} \begin{formulabox} \[ \num{6.022e23} \;\;\text{(numero di Avogadro)} \qquad \num{1.602e-19} \;\;\text{(carica elementare, C)} \] \end{formulabox} \subsection{Operazioni in notazione scientifica} Le regole sono quelle delle potenze: si separa mantissa ed esponente, e si trattano in modo indipendente. \begin{procedura}[Operazioni con potenze di 10] \begin{itemize} \item \emph{Moltiplicazione}: $(a \times 10^{n})(b \times 10^{m}) = (ab) \times 10^{n+m}$. \item \emph{Divisione}: $(a \times 10^{n})/(b \times 10^{m}) = (a/b) \times 10^{n-m}$. \item \emph{Addizione/sottrazione}: serve \textbf{lo stesso esponente}. Si riduce uno degli addendi allo stesso esponente dell'altro, poi si sommano le mantisse. \item \emph{Potenza/radice}: $(a \times 10^{n})^k = a^k \times 10^{nk}$ (vale anche per $k$ frazionario, attenzione al segno di $a$). \end{itemize} Al termine si riporta sempre il risultato in forma canonica $a \times 10^n$ con $1 \le |a| < 10$. \end{procedura} \textit{Esempio:} $(\num{3.0e8}) \cdot (\num{2.0e-6}) = \num{6.0e2}$; \ $(\num{4.5e7}) + (\num{2.0e6}) = \num{4.5e7} + \num{0.20e7} = \num{4.70e7}$. \subsection{Cifre significative e arrotondamenti} Una misura di lunghezza $\SI{1.20}{\meter}$ non è equivalente a $\SI{1.2}{\meter}$ né a $\SI{1.200}{\meter}$: il numero di cifre scritte comunica la \emph{precisione} con cui la misura è stata effettuata. \begin{definizione}[Cifre significative] Le \textbf{cifre significative} di un numero sono le cifre che portano informazione reale sulla misura, a partire dalla prima cifra non nulla. \end{definizione} \begin{procedura}[Regole di conteggio] \begin{enumerate} \item Le cifre non nulle sono sempre significative ($3456 \to 4$ c.s.). \item Gli zeri \emph{tra} cifre non nulle sono significativi ($1007 \to 4$ c.s.). \item Gli zeri a \emph{sinistra} della prima cifra non nulla non sono significativi ($\num{0.0045} \to 2$ c.s.). \item Gli zeri a \emph{destra} del punto decimale sono significativi ($3.40 \to 3$ c.s.). \item Per numeri interi tipo $3700$ il conteggio è ambiguo: meglio scrivere $\num{3.7e3}$ ($2$ c.s.) o $\num{3.700e3}$ ($4$ c.s.) con la notazione scientifica. \end{enumerate} \end{procedura} \begin{procedura}[Operazioni con cifre significative] \begin{itemize} \item \emph{Moltiplicazione e divisione}: il risultato ha tante c.s.\ quante ne ha il fattore con \emph{meno} cifre significative. \item \emph{Addizione e sottrazione}: il risultato si arrotonda alla posizione decimale \emph{meno precisa} tra i termini. \item \emph{Arrotondamento}: se la cifra immediatamente dopo l'ultima da tenere è $0$--$4$ si arrotonda per difetto; $5$--$9$ per eccesso. (Per dataset estesi si usa la regola dell'arrotondamento al pari per minimizzare il bias.) \end{itemize} \end{procedura} \subsection{Stima degli ordini di grandezza} Spesso, prima di eseguire un calcolo preciso, conviene stimare \emph{quanto grande} sarà il risultato a meno di un fattore $10$. Questa è la \emph{stima dell'ordine di grandezza}, una pratica che Enrico Fermi (1901--1954) trasformò in arte (le ``domande di Fermi''). Le stime di Fermi servono per: validare grossolanamente un calcolo, decidere se un esperimento è fattibile, sviluppare l'intuito fisico. \begin{procedura}[Stima alla Fermi] \begin{enumerate} \item Decompose il problema in stime indipendenti più semplici. \item Per ciascun fattore, stima a meno di un ordine di grandezza ($10^n$). \item Moltiplica gli ordini di grandezza (somma gli esponenti). \item Confronta con valori di riferimento per giudicare la plausibilità. \end{enumerate} \end{procedura} \begin{nota}[L'esempio classico — accordatori di piano a Chicago] Fermi chiedeva ai suoi studenti: ``quanti accordatori di pianoforte ci sono a Chicago?''. Stima: popolazione $\sim 10^6$, famiglie $\sim 10^6/3 \approx \num{3e5}$, frazione con piano $\sim 10\% \to \num{3e4}$ piani. Ciascun piano viene accordato $\sim$ una volta all'anno. Un accordatore lavora $\sim 200$ giorni/anno $\times$ $4$ piani/giorno $\sim 800$ accordature/anno. Risultato: $\num{3e4}/800 \approx 40$ accordatori. Stima reale dell'epoca: $\sim 50$. Più che sufficiente per l'ordine di grandezza. \end{nota} % ================================================================== \section{Misura e incertezza}\label{sec:01-04-misura-incertezza} % ================================================================== \subsection{Strumenti di misura: portata, sensibilità, precisione} Ogni strumento di misura è caratterizzato da tre parametri che ne definiscono la zona di lavoro. \begin{definizione}[Caratteristiche di uno strumento] \begin{itemize} \item \textbf{Portata} (o fondo scala): il massimo valore che lo strumento può misurare. Oltre la portata lo strumento si danneggia o satura. \item \textbf{Sensibilità} (o risoluzione): la più piccola variazione della grandezza che lo strumento riesce a distinguere; coincide con il valore di una tacca (per strumenti analogici) o con la cifra meno significativa visualizzata (per strumenti digitali). \item \textbf{Precisione}: l'attitudine dello strumento a fornire valori vicini tra loro in misure ripetute della stessa grandezza, anche se non necessariamente vicini al valore vero. \end{itemize} \end{definizione} Esempio: un righello da $\SI{30}{\centi\meter}$ con tacche al millimetro ha portata $\SI{30}{\centi\meter}$ e sensibilità $\SI{1}{\milli\meter}$. Un calibro a corsoio ventesimale ha sensibilità $\SI{0.05}{\milli\meter}$, un micrometro centesimale $\SI{0.01}{\milli\meter}$. \textbf{Misura diretta e indiretta}. Una misura è \emph{diretta} se confronta direttamente la grandezza incognita con lo strumento di misura (es.\ lunghezza di un tavolo con un metro a nastro). È \emph{indiretta} se la grandezza si ricava dalla misura di altre grandezze tramite una formula (es.\ velocità media $\vmedia = \Delta s / \Delta t$ misurando separatamente $\Delta s$ e $\Delta t$). \subsection{Errori sistematici ed errori casuali} Nessuna misura è perfetta. Le cause di errore si dividono in due famiglie con effetti opposti sul comportamento delle misure ripetute. \begin{definizione}[Errori sistematici e casuali] \begin{itemize} \item Un \textbf{errore sistematico} sposta tutte le misure nella stessa direzione (per eccesso o per difetto). Cause tipiche: strumento scalibrato, metodo di lettura sbagliato, formula incompleta. \emph{Non si riduce} ripetendo la misura. \item Un \textbf{errore casuale} causa fluttuazioni in entrambi i versi attorno al valore vero. Cause tipiche: piccole vibrazioni, tempo di reazione dell'operatore, condizioni ambientali. \emph{Si riduce} eseguendo molte misure e calcolando la media. \end{itemize} \end{definizione} \begin{figure}[H] \centering % --------------------------------------------------------------- % FIGURA: Quattro bersagli — combinazioni di accuratezza % (vicinanza al centro/valore vero) e precisione (dispersione). % --------------------------------------------------------------- \newcommand{\bersaglioC}[3]{% \foreach \r in {1.8, 1.2, 0.6}{ \draw[gray!50, line width=0.7pt] (#1,#2) circle (\r); } \fill[black] (#1,#2) circle (3pt); \node[above=1.9cm, font=\small\bfseries, align=center] at (#1,#2) {#3}; } \begin{tikzpicture} \bersaglioC{0}{0}{Accurato\\e preciso} \foreach \px/\py in {0.15/0.1, -0.1/0.2, 0.05/-0.15, -0.05/0.05, 0.1/-0.05}{ \fill[VERDE] (\px,\py) circle (3.5pt); } \bersaglioC{5}{0}{Preciso ma\\non accurato} \foreach \px/\py in {5.9/0.7, 5.75/0.85, 5.95/0.6, 5.8/0.75, 5.85/0.65}{ \fill[ROSSO] (\px,\py) circle (3.5pt); } \bersaglioC{10}{0}{Accurato ma\\non preciso} \foreach \px/\py in {10.8/0.5, 9.4/-0.7, 10.2/1.1, 9.8/-0.4, 10.5/0.2}{ \fill[ARANCIO] (\px,\py) circle (3.5pt); } \bersaglioC{15}{0}{Né accurato\\né preciso} \foreach \px/\py in {16.2/0.8, 14.3/-0.9, 15.8/1.3, 14.7/-0.3, 15.4/1.0}{ \fill[gray] (\px,\py) circle (3.5pt); } \fill[black] (6,-2.8) circle (3pt); \node[right, font=\small] at (6.2,-2.8) {valore vero}; \node[right, font=\small] at (6.2,-3.3) {(colpi = singole misure)}; \end{tikzpicture} \caption{Accuratezza (vicinanza al valore vero, lotta agli errori sistematici) vs precisione (raggruppamento delle misure, lotta agli errori casuali).} \label{fig:01-bersagli} \end{figure} \begin{definizione}[Accuratezza e precisione] \begin{itemize} \item \textbf{Accuratezza}: vicinanza tra valore misurato e valore vero. È legata agli errori sistematici. \item \textbf{Precisione}: vicinanza tra misure ripetute della stessa grandezza. È legata agli errori casuali. \end{itemize} Una misura buona è insieme accurata \emph{e} precisa. \end{definizione} \subsection{Incertezza assoluta e incertezza relativa} Il risultato di una misura non è mai un singolo numero, ma sempre un \emph{intervallo}: $x = x_0 \pm \Delta x$, dove $x_0$ è il valore migliore (es.\ media di più misure) e $\Delta x$ è l'\emph{incertezza assoluta}, che ha le stesse unità di $x$. \begin{formulabox} \[ x = \incert{x_0}{\Delta x}{[\text{unità}]} \] \end{formulabox} Per valori migliori e incertezze ottenuti da $N$ misure ripetute $x_1, \ldots, x_N$: \[ x_0 = \bar x = \frac{1}{N}\sum_{i=1}^{N} x_i, \qquad \Delta x = \frac{x_\text{max} - x_\text{min}}{2} \;\text{(semidispersione massima)}. \] Per analisi statistiche più raffinate si usa la deviazione standard, ma la semidispersione è già adeguata in laboratorio liceale. \begin{definizione}[Incertezza relativa] L'\textbf{incertezza relativa} è il rapporto adimensionale \[ \varepsilon_r = \frac{\Delta x}{|x_0|}, \] spesso espresso in percentuale $(\varepsilon_r \times 100\%)$. \end{definizione} L'incertezza relativa permette di confrontare la qualità di misure di grandezze diverse: misurare una lunghezza di $\SI{1}{\meter}$ con $\Delta x = \SI{1}{\milli\meter}$ ($\varepsilon_r = \num{e-3}$) è più ``buono'' che misurare $\SI{1}{\centi\meter}$ con la stessa $\Delta x$ ($\varepsilon_r = \num{e-1}$). \subsection{Propagazione dell'incertezza nelle operazioni} Quando una grandezza si calcola a partire da altre grandezze misurate, l'incertezza si \emph{propaga} dalla formula al risultato. Le regole semplificate adottate in laboratorio liceale sono le seguenti. \begin{formulabox} \noindent \textbf{Somma e differenza:} si sommano le incertezze \emph{assolute}. \[ z = x \pm y \implies \Delta z = \Delta x + \Delta y. \] \textbf{Prodotto e quoziente:} si sommano le incertezze \emph{relative}. \[ z = x \cdot y \;\text{oppure}\; z = x/y \implies \frac{\Delta z}{|z|} = \frac{\Delta x}{|x|} + \frac{\Delta y}{|y|}. \] \textbf{Potenza:} l'incertezza relativa si moltiplica per l'esponente. \[ z = x^n \implies \frac{\Delta z}{|z|} = |n|\,\frac{\Delta x}{|x|}. \] \end{formulabox} \begin{nota}[Origine delle regole] Le formule sopra sono \emph{stime per eccesso} basate sul caso peggiore: assumono che gli errori si sommino tutti nella stessa direzione. Una trattazione statistica più accurata (somma in quadratura) attende l'analisi delle variabili aleatorie: $\Delta z = \sqrt{(\Delta x)^2 + (\Delta y)^2}$ per somme di errori indipendenti. \end{nota} % ================================================================== \section{Grafici e rappresentazione dei dati}\label{sec:01-05-grafici-dati} % ================================================================== \subsection{Costruzione e interpretazione dei grafici} Un grafico cartesiano è il modo più sintetico per visualizzare la dipendenza tra due grandezze fisiche. Convenzioni di base: \begin{itemize} \item \emph{Asse orizzontale} (ascisse): variabile \textbf{indipendente}, quella controllata dallo sperimentatore (es.\ il tempo $t$). \item \emph{Asse verticale} (ordinate): variabile \textbf{dipendente}, quella misurata (es.\ la posizione $s$). \item Le unità di misura vanno sempre indicate sugli assi, vicino al simbolo della grandezza. \item La scala deve essere scelta in modo che i dati riempiano almeno $2/3$ del grafico. \item Ogni punto sperimentale va accompagnato da \emph{barre di errore} (verticali per $\Delta y$, orizzontali per $\Delta x$). \item La curva tracciata deve essere ``il miglior compromesso'' che attraversa la maggior parte delle barre di errore, senza per forza passare per tutti i punti. \end{itemize} \subsection{Proporzionalità diretta, inversa, quadratica} Tre tipi di dipendenza compaiono ovunque nella fisica liceale; riconoscerli a occhio dal grafico è un'abilità fondamentale. \begin{formulabox} \[ y = k x \;\;(\text{diretta}), \qquad y = \frac{k}{x} \;\;(\text{inversa}), \qquad y = k x^2 \;\;(\text{quadratica}). \] \end{formulabox} \begin{figure}[H] \centering % --------------------------------------------------------------- % FIGURA: confronto fra retta (k=1), iperbole (k=2) e parabola % (k=0.5) nel primo quadrante, x in [0.3, 4]. % --------------------------------------------------------------- \begin{tikzpicture}[scale=0.85] \draw[->, line width=1pt] (-0.3, 0) -- (5, 0) node[right] {$x$}; \draw[->, line width=1pt] (0, -0.3) -- (0, 5) node[above] {$y$}; \foreach \x in {1,2,3,4} \draw (\x, -0.1) -- (\x, 0.1) node[below=8pt, font=\scriptsize] {\x}; \foreach \y in {1,2,3,4} \draw (-0.1, \y) -- (0.1, \y) node[left=8pt, font=\scriptsize] {\y}; % Retta y = x \draw[VERDE, line width=1.2pt, domain=0:4.5, samples=2] plot (\x, {\x}) node[right, font=\small] {$y=x$}; % Iperbole y = 2/x \draw[ROSSO, line width=1.2pt, domain=0.45:4.5, samples=80] plot (\x, {2/\x}) node[right, font=\small] {$y=2/x$}; % Parabola y = x^2 / 2 \draw[BLU, line width=1.2pt, domain=0:3, samples=60] plot (\x, {(\x)*(\x)/2}) node[above right, font=\small] {$y=x^2/2$}; \end{tikzpicture} \caption{Proporzionalità diretta (verde), inversa (rosso), quadratica (blu) nel primo quadrante.} \label{fig:01-proporzionalita} \end{figure} Indicatori grafici qualitativi: \begin{itemize} \item Diretta: retta passante per l'origine; raddoppiando $x$ raddoppia $y$. \item Inversa: iperbole equilatera; il prodotto $xy = k$ è costante. \item Quadratica: parabola passante per l'origine; raddoppiando $x$, $y$ quadruplica. \end{itemize} \subsection{Linearizzazione di leggi non lineari} L'occhio umano riconosce con grande precisione le \emph{rette}, molto meno le curve. Per questa ragione, davanti a una legge non lineare conviene riscriverla come retta tramite un opportuno cambio di variabili: questa operazione si chiama \emph{linearizzazione}. \begin{procedura}[Linearizzare per riconoscere la legge] \begin{enumerate} \item Se sospetti $y = k x^n$ con $n$ noto, riporta $y$ in funzione di $x^n$: ottieni una retta di pendenza $k$. \item Se sospetti $y = k x^n$ con $n$ \emph{ignoto}, riporta $\log y$ in funzione di $\log x$: ottieni una retta di pendenza $n$ e intercetta $\log k$. \item Se sospetti una legge esponenziale $y = k\,a^x$, riporta $\log y$ in funzione di $x$: ottieni una retta di pendenza $\log a$ e intercetta $\log k$. \end{enumerate} \end{procedura} \textit{Esempio.} Il periodo $T$ di un pendolo dipende dalla lunghezza $L$ secondo $T = 2\pi\sqrt{L/g}$. Tracciare $T$ in funzione di $L$ dà una curva ramo di parabola. Tracciare invece $T^2$ in funzione di $L$ dà una retta di pendenza $4\pi^2/g$: misurando la pendenza si ricava $g$ direttamente. % ================================================================== \section{Esempi svolti}\label{sec:01-06-esempi-svolti} % ================================================================== \begin{esempio}[Conversione di unità di misura] Converti $\SI{72}{\kilo\meter\per\hour}$ in $\si{\meter\per\second}$. \begin{soluzione} \[ 72\,\frac{\cancel{\text{km}}}{\cancel{\text{h}}} \cdot \frac{1000\,\text{m}}{1\,\cancel{\text{km}}} \cdot \frac{1\,\cancel{\text{h}}}{3600\,\text{s}} = \frac{72\,000}{3600}\,\si{\meter\per\second} = \SI{20}{\meter\per\second}. \] \end{soluzione} \end{esempio} \begin{esempio}[Analisi dimensionale — pressione] Verifica che l'unità della pressione $p = F/A$ sia il pascal (\si{\pascal}). \begin{soluzione} \[ [F] = \si{\kilo\gram\meter\per\second\squared} = \si{\newton}, \qquad [A] = \si{\meter\squared}. \] \[ [p] = \frac{[F]}{[A]} = \frac{\si{\newton}}{\si{\meter\squared}} = \si{\pascal}. \] La formula è dimensionalmente coerente. \end{soluzione} \end{esempio} \begin{esempio}[Notazione scientifica e operazioni] Calcola $\dfrac{(\num{6.0e8})(\num{4.0e-3})}{\num{2.0e2}}$ in notazione scientifica, con le c.s.\ corrette. \begin{soluzione} Mantisse: $6.0 \cdot 4.0 / 2.0 = 12$. Esponenti: $8 + (-3) - 2 = 3$. Risultato grezzo: $12 \times 10^3 = \num{1.2e4}$. Le c.s.\ sono $2$ (vincolo del fattore con minor numero di c.s., qui tutti a $2$): \[ \boxed{\num{1.2e4}}. \] \end{soluzione} \end{esempio} \begin{esempio}[Cifre significative nella moltiplicazione] Esegui $3.24\,\si{\meter} \times 1.8\,\si{\meter}$ con il corretto numero di c.s. \begin{soluzione} $3.24\,\si{\meter}$ ha $3$ c.s., $1.8\,\si{\meter}$ ha $2$ c.s. Nella moltiplicazione si prende il minimo, dunque $2$ c.s. \[ 3.24 \times 1.8 = 5.832\,\si{\meter\squared} \;\xrightarrow{\text{2 c.s.}}\; \boxed{\SI{5.8}{\meter\squared}}. \] \end{soluzione} \end{esempio} \begin{esempio}[Stima alla Fermi — capelli sulla testa] Quanti capelli ha in media una persona? \begin{soluzione} Superficie del cuoio capelluto $\sim \pi r^2$ con $r \sim \SI{10}{\centi\meter}$, dunque $A \sim \SI{300}{\centi\meter\squared}$. Densità di capelli $\sim 300$ capelli/$\si{\centi\meter\squared}$ (stima qualitativa). Numero totale $\sim 300 \times 300 = \num{9e4}$, dunque ordine di grandezza $\sim 10^5$. Il valore tipico in letteratura è $\sim \num{1e5}$: la stima è corretta a meno di un fattore $10$. \end{soluzione} \end{esempio} \begin{esempio}[Misura ripetuta con incertezza] Cinque misure della lunghezza di una sbarra danno (in cm): $25.3 - 25.5 - 25.2 - 25.4 - 25.3$. Calcola valore medio e incertezza. \begin{soluzione} Valore medio: \[ \bar L = \frac{25.3+25.5+25.2+25.4+25.3}{5} = \frac{126.7}{5} = \SI{25.34}{\centi\meter}. \] Semidispersione massima: \[ \Delta L = \frac{L_\text{max} - L_\text{min}}{2} = \frac{25.5 - 25.2}{2} = \SI{0.15}{\centi\meter} \approx \SI{0.2}{\centi\meter}. \] Risultato: \[ \boxed{\incert{25.3}{0.2}{\centi\meter}}. \] (L'incertezza si arrotonda a una cifra; il valore medio si allinea alla stessa posizione decimale.) \end{soluzione} \end{esempio} \begin{esempio}[Propagazione: area di un rettangolo] Si misurano i lati di un rettangolo: $a = \incert{12.0}{0.1}{\centi\meter}$, $b = \incert{8.0}{0.1}{\centi\meter}$. Calcola l'area con la sua incertezza. \begin{soluzione} Area: $A = a b = 12.0 \cdot 8.0 = \SI{96.0}{\centi\meter\squared}$. Per il prodotto si sommano le incertezze relative: \[ \frac{\Delta a}{a} = \frac{0.1}{12.0} \approx \num{8.3e-3}, \qquad \frac{\Delta b}{b} = \frac{0.1}{8.0} = \num{1.25e-2}. \] \[ \frac{\Delta A}{A} = \num{8.3e-3} + \num{1.25e-2} \approx \num{2.1e-2}. \] $\Delta A = 0.021 \cdot 96.0 \approx \SI{2}{\centi\meter\squared}$, quindi $A = \incert{96}{2}{\centi\meter\squared}$. \end{soluzione} \end{esempio} \begin{esempio}[Linearizzazione del pendolo] In laboratorio si misura il periodo $T$ di un pendolo per cinque lunghezze $L$: \[ (L, T): \;(0.25, 1.00),\;(0.50, 1.42),\;(0.75, 1.74),\;(1.00, 2.01),\;(1.25, 2.24)\;\;[\si{\meter}, \si{\second}]. \] Ricava una stima di $g$. \begin{soluzione} La legge è $T = 2\pi\sqrt{L/g}$, dunque $T^2 = (4\pi^2/g)\,L$: tracciando $T^2$ in funzione di $L$ si ottiene una retta di pendenza $m = 4\pi^2/g$. Calcoliamo $T^2$: \[ (L, T^2): \;(0.25, 1.00),\;(0.50, 2.02),\;(0.75, 3.03),\;(1.00, 4.04),\;(1.25, 5.02)\;\;[\si{\meter}, \si{\second\squared}]. \] La pendenza si stima dai due punti estremi: $m \approx (5.02 - 1.00)/(1.25 - 0.25) = \SI{4.02}{\second\squared\per\meter}$. Da $m = 4\pi^2/g$ segue $g = 4\pi^2/m \approx 39.48/4.02 \approx \SI{9.82}{\meter\per\second\squared}$, in ottimo accordo col valore vero $\SI{9.81}{\meter\per\second\squared}$. \end{soluzione} \end{esempio} % ================================================================== \section{Esercizi proposti}\label{sec:01-07-esercizi-proposti} % ================================================================== \begin{eserciziobox} \begin{enumerate} \item \emph{Conversioni di lunghezza.} Converti: (a) $\SI{3.5}{\kilo\meter}$ in \si{\meter}; (b) $\SI{250}{\milli\meter}$ in \si{\centi\meter}; (c) $\SI{0.045}{\meter}$ in \si{\milli\meter}; (d) $\SI{8.2}{\micro\meter}$ in \si{\nano\meter}. \item \emph{Conversioni di velocità.} (a) $\SI{90}{\kilo\meter\per\hour}$ in \si{\meter\per\second}; (b) $\SI{15}{\meter\per\second}$ in \si{\kilo\meter\per\hour}; (c) $\SI{1080}{\kilo\meter\per\hour}$ in \si{\meter\per\second}. \item \emph{Notazione scientifica.} Riscrivi in notazione scientifica con $2$ c.s.: $0.000\,047$; $\,3\,800\,000$; $0.020$; $\,672$. \item \emph{Operazioni esponenziali.} Calcola $(\num{2.5e6})(\num{4.0e-2})/(\num{5.0e3})$ con le c.s.\ corrette. \item \emph{Cifre significative.} Quante c.s.\ hanno: $3700$, $\num{0.0082}$, $5.060$, $\num{1.00e5}$? \item \emph{Stima di Fermi.} Quanti battiti di cuore esegue un essere umano in tutta la sua vita? \item \emph{Stima di Fermi.} Quanto pesa l'aria nella tua aula scolastica? (Considera $\rho_\text{aria} \approx \SI{1.2}{\kilo\gram\per\meter\cubed}$.) \item \emph{Misura e incertezza.} Un cronometro ha sensibilità $\SI{0.01}{\second}$. Un atleta percorre $\SI{100}{\meter}$ in $t = \SI{10.52}{\second}$. Calcola la velocità media e indica quante c.s.\ ha il risultato. \item \emph{Sensibilità di strumenti.} Confronta sensibilità e portata di: righello da $\SI{30}{\centi\meter}$, calibro ventesimale ($\SI{0.05}{\milli\meter}$, portata $\SI{15}{\centi\meter}$), micrometro centesimale ($\SI{0.01}{\milli\meter}$, portata $\SI{25}{\milli\meter}$). Quale useresti per misurare lo spessore di un foglio di carta? \item \emph{Errore sistematico vs casuale.} Classifica come sistematico o casuale: (a) un termometro letto sempre a $\SI{2}{\celsius}$ in più del vero; (b) un cronometro azionato a mano con tempi di reazione variabili; (c) una bilancia non azzerata; (d) misure di velocità del vento al variare del vento. \item \emph{Incertezza relativa.} Si misura il diametro di un capello, $d = \incert{50}{2}{\micro\meter}$, e l'altezza di una persona, $h = \incert{1.75}{0.01}{\meter}$. Quale misura è di qualità migliore? \item \emph{Propagazione, somma.} Si misurano due tempi $t_1 = \incert{12.3}{0.1}{\second}$ e $t_2 = \incert{8.7}{0.2}{\second}$. Calcola $t_1 + t_2$ con l'incertezza. \item \emph{Propagazione, prodotto.} Misuri $r = \incert{5.0}{0.1}{\centi\meter}$ il raggio di un cerchio. Calcola area e circonferenza con le rispettive incertezze. \item \emph{Analisi dimensionale.} Verifica che $v^2 = v_0^2 + 2 a s$ sia dimensionalmente corretta. \item \emph{Linearizzazione.} Per una sostanza in caduta libera, le misure danno: $(t, s)$ in $(\si{\second}, \si{\meter})$: $(0.5, 1.2)$, $(1.0, 4.9)$, $(1.5, 11.0)$, $(2.0, 19.5)$, $(2.5, 30.6)$. Traccia $s$ in funzione di $t^2$ e ricava $g/2$ dalla pendenza. \item \emph{Sfida (stima di Fermi).} Quanti granelli di sabbia ci stanno in una spiaggia di $\SI{1}{\kilo\meter}$ di lunghezza, $\SI{30}{\meter}$ di larghezza, $\SI{2}{\meter}$ di profondità? Confronta con la stima storica di Archimede nell'\emph{Arenario}. \end{enumerate} \end{eserciziobox} % ================================================================== \section{Riepilogo del capitolo}\label{sec:01-08-riepilogo-del-capitolo} % ================================================================== \begin{riepilogo}[Cap.~\ref{cap:01} — Grandezze fisiche e misure] \begin{enumerate} \item Il \textbf{metodo sperimentale} (Galileo) procede per cicli osservazione $\to$ modello $\to$ predizione $\to$ esperimento $\to$ revisione. Le grandezze fisiche hanno sempre una \emph{definizione operativa}. \item Il \textbf{Sistema Internazionale} adotta sette grandezze fondamentali (metro, chilogrammo, secondo, ampere, kelvin, mole, candela). I prefissi (kilo, milli, mega, $\ldots$) sono potenze di $10$ che evitano lunghe sequenze di zeri. \item L'\textbf{analisi dimensionale} verifica la coerenza delle formule: se le dimensioni non tornano, la formula è certamente sbagliata. \item La \textbf{notazione scientifica} $a \times 10^n$ con $1 \le |a| < 10$ rende leggibili e operativi i numeri molto grandi o molto piccoli. Le \emph{cifre significative} comunicano la precisione; nelle operazioni si segue il termine con meno c.s. \item Le \textbf{stime alla Fermi} forniscono ordini di grandezza con minimo sforzo; sono uno strumento essenziale di intuito fisico. \item Ogni \textbf{misura} ha incertezza $x = x_0 \pm \Delta x$. Errori \emph{sistematici} e \emph{casuali} hanno comportamenti opposti; accuratezza e precisione sono concetti distinti. \item La \textbf{propagazione dell'incertezza}: somma/differenza $\to$ somma di $\Delta$ assolute; prodotto/quoziente $\to$ somma di $\Delta$ relative; potenza $\to$ relativa $\times$ esponente. \item I \textbf{grafici} ben costruiti rivelano la legge fisica: la proporzionalità diretta, inversa e quadratica si riconoscono a occhio. La \emph{linearizzazione} (es.\ $T^2$ vs $L$ per il pendolo) trasforma curve in rette e permette di leggere parametri come la pendenza. \item \emph{Prossimo capitolo}: dalla scalare alla vettoriale, con vettori, somma vettoriale, prodotto scalare/vettoriale (\ref{cap:02}). \end{enumerate} \end{riepilogo}