\chapter{Cinematica del punto materiale}\label{cap:03} \citazioneinizio{Ignorare il moto è ignorare la natura.}{Aristotele, Fisica} \section*{Introduzione}\label{sec:03-01-introduzione} Nei capitoli precedenti abbiamo costruito gli strumenti — misure, vettori — di cui ora possiamo servirci per affrontare il primo grande tema della fisica: il \emph{movimento}. Una palla che rotola, un'auto che frena, la Luna che orbita: cosa hanno in comune? Tutti questi fenomeni si possono descrivere indicando come variano nel tempo la posizione, la velocità e l'accelerazione di un corpo. La parte della meccanica che si occupa di \emph{descrivere} il moto si chiama \textbf{cinematica}, dal greco \emph{kínēma}, movimento. La cinematica risponde a domande del tipo: \emph{dove si trovava il corpo a un certo istante? Quanto velocemente si muoveva? Si stava accelerando o decelerando?} Non si occupa invece di \emph{perché} il moto avvenga in un certo modo: questa domanda — cosa causa il moto, come le forze lo modificano — è il dominio della \emph{dinamica}, che affronteremo nel capitolo~\ref{cap:06}. Studieremo qui il moto di un solo corpo, idealizzato come un punto, lungo una linea retta o secondo leggi semplici. Vedremo i due moti più importanti — il moto rettilineo uniforme e quello uniformemente accelerato — e li applicheremo alla caduta dei gravi e al piano inclinato, due situazioni paradigmatiche con cui Galileo aprì la fisica moderna. In coda, un'anticipazione del moto armonico, che ritroveremo nel capitolo~\ref{cap:11}. \section{Modello del punto materiale e sistema di riferimento}\label{sec:03-modello} \subsection{Idealizzazione di un corpo come punto materiale}\label{sub:03-punto-materiale} Una palla da calcio, un'auto, un pianeta sono corpi estesi: hanno una forma, ruotano su sé stessi, si possono deformare. Studiare contemporaneamente il moto traslatorio, la rotazione e le deformazioni è un problema complesso. La fisica procede allora per \emph{semplificazioni successive}: prima si studiano le situazioni in cui un solo aspetto è dominante; poi, capito quello, si aggiunge un livello di complessità. \begin{definizione}[Punto materiale] Un \textbf{punto materiale} è un corpo idealizzato, dotato di massa ma privo di estensione spaziale. Il modello è applicabile ogni volta che le dimensioni del corpo sono \emph{trascurabili} rispetto agli spazi entro cui si muove, oppure quando il moto interno (rotazione, deformazione) non è rilevante per il problema in esame. \end{definizione} Un'auto che percorre $\SI{100}{\kilo\meter}$ può essere trattata come punto materiale: la sua lunghezza di pochi metri è irrilevante. Lo stesso vale per la Terra che orbita attorno al Sole: il diametro terrestre, $\SI{12700}{\kilo\meter}$, è trascurabile rispetto al raggio dell'orbita, $\SI{1.5e8}{\kilo\meter}$. Non vale invece per un sasso che ruota su sé stesso, o per la stessa auto in un parcheggio, dove la sua geometria è essenziale. \subsection{Sistema di riferimento e scelta dell'origine}\label{sub:03-riferimento} \textbf{Il moto è una nozione relativa.} Se sono seduto in un treno che viaggia a $\SI{100}{\kilo\meter\per\hour}$ e lascio cadere una penna, vedo la penna scendere verticalmente; chi mi osserva da terra la vede invece tracciare una parabola in avanti. Chi ha ragione? Entrambi: stiamo descrivendo lo stesso moto in due \emph{sistemi di riferimento} diversi. \begin{definizione}[Sistema di riferimento] Un \textbf{sistema di riferimento} è l'insieme costituito da: \begin{itemize} \item un \emph{punto $O$} scelto come origine; \item una \emph{terna di assi cartesiani} $Oxyz$ orientati nello spazio; \item un \emph{cronometro} che misura il tempo a partire da un istante iniziale $t = 0$. \end{itemize} \end{definizione} La scelta del sistema di riferimento è libera, ma alcune scelte sono più convenienti di altre. Per il moto di un'auto su una strada rettilinea conviene un asse $x$ lungo la strada; per un proiettile, un riferimento con $x$ orizzontale e $y$ verticale; per un pianeta, un riferimento con il Sole all'origine. \begin{nota} Approfondiremo l'aspetto della relatività del moto nel capitolo~\ref{cap:07}, dedicato alla relatività galileiana, e nel capitolo~\ref{cap:19} per la relatività ristretta. Per ora ci limiteremo a fissare un sistema di riferimento e a lavorare in esso. \end{nota} \subsection{Posizione traiettoria spostamento}\label{sub:03-posizione} Fissato un sistema di riferimento, la \textbf{posizione} di un punto materiale al tempo $t$ è individuata dal vettore $\pos(t)$ che congiunge l'origine $O$ al punto. In componenti, $\pos(t) = (x(t), y(t), z(t))$. Quando il punto si muove, le coordinate $x(t), y(t), z(t)$ sono funzioni del tempo, dette \textbf{leggi orarie}. \begin{definizione}[Traiettoria] Si chiama \textbf{traiettoria} l'insieme di tutte le posizioni occupate dal punto materiale durante il suo moto. Geometricamente, è la curva tracciata dal punto nello spazio. \end{definizione} \begin{definizione}[Spostamento] Lo \textbf{spostamento} fra due istanti $t_1$ e $t_2$ è il vettore \begin{equation}\label{eq:03-spostamento} \spos = \pos(t_2) - \pos(t_1). \end{equation} \end{definizione} \begin{figure}[ht] \centering \begin{tikzpicture}[>=Stealth] % Assi \draw[->] (0,0) -- (5.5,0) node[right] {$x$}; \draw[->] (0,0) -- (0,3.5) node[above] {$y$}; \filldraw[black] (0,0) circle (1.5pt) node[below left] {$O$}; % Traiettoria \draw[VERDE, thick, dashed] (0.7,0.6) .. controls (1.5,2.2) and (3,2.6) .. (4.6,1.1); % Vettori posizione \draw[->, thick, BLU] (0,0) -- (0.7,0.6) node[midway, above left, BLU] {\small $\pos_1$}; \draw[->, thick, ROSSO] (0,0) -- (4.6,1.1) node[midway, below right, ROSSO] {\small $\pos_2$}; % Punti \filldraw[BLU] (0.7,0.6) circle (2pt) node[above right, BLU] {\small $P_1$}; \filldraw[ROSSO] (4.6,1.1) circle (2pt) node[above right, ROSSO] {\small $P_2$}; % Spostamento \draw[->, very thick, VIOLA] (0.7,0.6) -- (4.6,1.1) node[midway, above, VIOLA] {\small $\spos$}; % Etichetta traiettoria \node[VERDE] at (2.7,2.6) {\small traiettoria}; \end{tikzpicture} \caption{Vettore posizione, traiettoria e spostamento. Il punto materiale si muove dalla posizione $P_1$ alla posizione $P_2$ lungo la curva verde tratteggiata. Lo spostamento $\spos = \pos_2 - \pos_1$ \emph{non} dipende dal cammino percorso, solo dagli estremi.} \label{fig:03-posizione} \end{figure} \begin{attenzione} \textbf{Spostamento} e \textbf{spazio percorso} sono concetti distinti. Un'auto che fa il giro completo di una pista chiusa di lunghezza $\SI{2}{\kilo\meter}$ ha percorso uno spazio di $\SI{2}{\kilo\meter}$, ma il suo spostamento è il vettore nullo (è tornata alla stessa posizione). Lo spostamento dipende solo dai punti iniziale e finale; lo spazio percorso dipende dall'intera traiettoria. \end{attenzione} \section{Velocità e accelerazione}\label{sec:03-velocita} \subsection{Velocità media e velocità istantanea}\label{sub:03-vel-media-istantanea} Quanto si muove rapidamente un corpo? La risposta più immediata è la \emph{velocità media}: lo spostamento diviso il tempo impiegato. \begin{definizione}[Velocità media] Detti $\spos$ lo spostamento del punto materiale nell'intervallo $\Dlt t = t_2 - t_1$, la \textbf{velocità media} è il vettore \begin{equation}\label{eq:03-vel-media} \vel_{\text{m}} = \frac{\spos}{\Dlt t}. \end{equation} \end{definizione} Nel moto rettilineo, in cui ci si muove lungo un solo asse, la velocità media si scrive come quantità scalare con segno: \[ \vmedia = \frac{\Dlt x}{\Dlt t} = \frac{x(t_2) - x(t_1)}{t_2 - t_1}. \] La velocità media è positiva se il punto si è spostato nel verso positivo dell'asse, negativa altrimenti. La sua unità di misura nel SI è $\si{\meter\per\second}$. La velocità media, però, non dice nulla su \emph{come} il moto si svolge istante per istante. Un'auto che percorre $\SI{60}{\kilo\meter}$ in un'ora ha velocità media $\SI{60}{\kilo\meter\per\hour}$, ma può aver viaggiato a velocità costanti, oppure averne attraversate di tutti i tipi: code, sorpassi, frenate, accelerazioni. Per cogliere il dettaglio occorre la \emph{velocità istantanea}. \begin{definizione}[Velocità istantanea] La \textbf{velocità istantanea} all'istante $t$ è il vettore $\vel(t)$ a cui tende la velocità media calcolata su un intervallo $\Dlt t$ centrato in $t$, quando $\Dlt t$ diventa molto piccolo: \begin{equation}\label{eq:03-vel-istantanea} \vel(t) = \lim_{\Dlt t \to 0}\,\frac{\spos}{\Dlt t}. \end{equation} \end{definizione} \begin{nota} Il passaggio al limite è il punto di partenza del calcolo differenziale, che lo studente affronterà al quinto anno. Per ora ne usiamo l'idea intuitiva: la velocità istantanea è il valore a cui si stabilizza la velocità media quando l'intervallo di tempo è abbastanza breve da poter considerare il moto, in quel piccolo lasso, sostanzialmente uniforme. \end{nota} Geometricamente, sul grafico spazio-tempo $x(t)$, la velocità media corrisponde alla pendenza della retta secante che congiunge due punti, mentre la velocità istantanea corrisponde alla pendenza della retta tangente al grafico nel punto considerato. \subsection{Accelerazione media e accelerazione istantanea}\label{sub:03-accelerazione} Allo stesso modo in cui la velocità misura quanto rapidamente cambia la posizione, l'\textbf{accelerazione} misura quanto rapidamente cambia la velocità. \begin{definizione}[Accelerazione media e istantanea] L'\textbf{accelerazione media} su un intervallo $\Dlt t$ è il vettore \[ \acc_{\text{m}} = \frac{\Dlt \vel}{\Dlt t} = \frac{\vel(t_2) - \vel(t_1)}{t_2 - t_1}, \] mentre l'\textbf{accelerazione istantanea} è il valore a cui essa tende quando $\Dlt t \to 0$: \begin{equation}\label{eq:03-acc-istantanea} \acc(t) = \lim_{\Dlt t \to 0}\,\frac{\Dlt \vel}{\Dlt t}. \end{equation} \end{definizione} L'unità di misura SI dell'accelerazione è $\si{\meter\per\second\squared}$, cioè metri al secondo \emph{ogni secondo}: il numero di m/s che la velocità acquista (o perde) ogni secondo che passa. \subsection{Velocità e accelerazione come grandezze vettoriali}\label{sub:03-vel-acc-vettoriali} Velocità e accelerazione sono \emph{vettori}. Ciò significa che non basta dire ``il modulo è cresciuto'' per dire che il corpo sta accelerando: anche un cambio di direzione è una variazione di velocità, e quindi richiede un'accelerazione. \begin{attenzione} Un'auto che percorre una curva a velocità di modulo costante \emph{sta accelerando}. La direzione del vettore velocità cambia istante per istante, e la variazione $\Dlt\vel$ è non nulla. Questa accelerazione, detta \emph{centripeta}, è ciò che ti spinge contro lo schienale o ti fa pendere lateralmente in curva. La studieremo in dettaglio nel capitolo~\ref{cap:06}. \end{attenzione} Nel resto di questo capitolo ci limitiamo al \emph{moto rettilineo}, in cui la traiettoria è una retta e velocità e accelerazione hanno una sola componente non nulla: possiamo trattarle come grandezze scalari con segno, riferite all'asse del moto. \section{Moto rettilineo uniforme}\label{sec:03-mru} \subsection{Legge oraria del moto uniforme}\label{sub:03-mru-leggi} \begin{definizione}[Moto rettilineo uniforme] Un punto materiale si muove di \textbf{moto rettilineo uniforme} (MRU) se la sua traiettoria è una retta e la sua velocità è costante (in modulo, direzione e verso) per tutta la durata del moto. \end{definizione} Scelto un asse $x$ lungo la traiettoria, sia $v$ il valore costante della velocità e $x_0$ la posizione all'istante iniziale $t = 0$. Poiché la velocità non cambia, la velocità media coincide con quella istantanea, e dalla definizione~\eqref{eq:03-vel-media} ricaviamo $\Dlt x = v\,\Dlt t$, ovvero $x - x_0 = v\,t$. Si ottiene la \textbf{legge oraria}: \begin{formulabox} \begin{equation}\label{eq:03-mru} x(t) = x_0 + v\,t \end{equation} \end{formulabox} In tre dimensioni, la stessa legge si scrive vettorialmente come $\pos(t) = \pos_0 + \vel\,t$, con $\vel$ vettore costante. \subsection{Grafici spazio-tempo e velocità-tempo}\label{sub:03-mru-grafici} I grafici sono il modo più efficace per leggere a colpo d'occhio le caratteristiche di un moto. \begin{figure}[ht] \centering \begin{tikzpicture}[>=Stealth, scale=0.95] % Grafico x-t (sinistra) \begin{scope} \draw[->] (0,0) -- (4.5,0) node[right] {$t$}; \draw[->] (0,0) -- (0,3) node[above] {$x$}; \draw[BLU, very thick] (0,0.5) -- (4,2.7); \filldraw[BLU] (0,0.5) circle (1.5pt); \node[BLU] at (-0.4,0.5) {\small $x_0$}; \draw[dashed, GRIGIO] (3,0) -- (3,2.15); \draw[dashed, GRIGIO] (0,2.15) -- (3,2.15); \node at (3,-0.3) {\small $t_1$}; \node at (-0.4,2.15) {\small $x_1$}; \node[BLU] at (2.5,1) {\small pendenza $= v$}; \node at (2,-1) {\small grafico $x$-$t$}; \end{scope} % Grafico v-t (destra) \begin{scope}[xshift=7cm] \draw[->] (0,0) -- (4.5,0) node[right] {$t$}; \draw[->] (0,0) -- (0,3) node[above] {$v$}; \draw[VERDE, very thick] (0,1.8) -- (4,1.8); \filldraw[VERDE] (0,1.8) circle (1.5pt); \node[VERDE] at (-0.4,1.8) {\small $v$}; % Area \fill[VERDE!15] (0,0) rectangle (3,1.8); \draw[dashed, GRIGIO] (3,0) -- (3,1.8); \node at (3,-0.3) {\small $t_1$}; \node[VERDE!50!black] at (1.5,0.9) {\small $\Dlt x = v\cdot t_1$}; \node at (2,-1) {\small grafico $v$-$t$}; \end{scope} \end{tikzpicture} \caption{Moto rettilineo uniforme. Nel grafico $x$-$t$ la legge oraria è una retta di pendenza pari alla velocità $v$ e ordinata all'origine $x_0$. Nel grafico $v$-$t$ la velocità è una retta orizzontale e l'area sottesa fra $0$ e $t_1$ rappresenta lo spazio percorso $\Dlt x = v\cdot t_1$.} \label{fig:03-mru-grafici} \end{figure} Due osservazioni importanti, valide per qualunque moto: \begin{itemize} \item nel grafico $x$-$t$, la \textbf{pendenza della tangente} a un punto è la velocità istantanea in quell'istante; \item nel grafico $v$-$t$, l'\textbf{area sottesa} dal grafico fra due istanti è lo spostamento compiuto in quell'intervallo. \end{itemize} Ritroveremo questi due fatti nel moto uniformemente accelerato, dove la lettura grafica diventa ancora più suggestiva. \subsection{Problemi di incontro e di inseguimento}\label{sub:03-mru-incontro} Una classe particolare di problemi nel MRU riguarda due o più corpi che si muovono lungo la stessa retta. Sono i problemi di \emph{incontro} (i due corpi vanno l'uno verso l'altro) o di \emph{inseguimento} (vanno nella stessa direzione, uno più veloce dell'altro). \begin{esempio}[Incontro fra due ciclisti] Due ciclisti partono nello stesso istante da due paesi distanti $\SI{30}{\kilo\meter}$ e pedalano l'uno incontro all'altro lungo la stessa strada rettilinea. Il primo viaggia a $\SI{18}{\kilo\meter\per\hour}$, il secondo a $\SI{12}{\kilo\meter\per\hour}$. Dopo quanto tempo si incontrano e in che punto? \end{esempio} \begin{soluzione} Scegliamo un sistema di riferimento con l'asse $x$ orientato dal primo paese verso il secondo, origine nel primo paese e $t = 0$ all'istante della partenza. Detti $L$ la distanza fra i paesi, $v_1$ il modulo della velocità del primo ciclista (orientata nel verso positivo) e $v_2$ il modulo della velocità del secondo (orientata nel verso negativo), le leggi orarie sono: \begin{align} x_1(t) &= v_1\,t, \\ x_2(t) &= L - v_2\,t. \end{align} L'incontro si ha quando $x_1(t^*) = x_2(t^*)$: \begin{align} v_1\,t^* &= L - v_2\,t^*, \\ t^* &= \frac{L}{v_1 + v_2}. \end{align} La posizione di incontro è $x^* = v_1\,t^*$. Sostituendo i valori, $L = \SI{30}{\kilo\meter}$, $v_1 = \SI{18}{\kilo\meter\per\hour}$, $v_2 = \SI{12}{\kilo\meter\per\hour}$: \begin{align} t^* &= \frac{\SI{30}{\kilo\meter}}{\SI{18}{\kilo\meter\per\hour} + \SI{12}{\kilo\meter\per\hour}} = \SI{1.0}{\hour}, \\ x^* &= \SI{18}{\kilo\meter\per\hour} \cdot \SI{1.0}{\hour} = \SI{18}{\kilo\meter}. \end{align} I ciclisti si incontrano dopo $\SI{1.0}{\hour}$, a $\SI{18}{\kilo\meter}$ dal primo paese. Verifica di plausibilità: il primo è più veloce, quindi deve aver percorso più della metà della strada — e infatti $\SI{18}{\kilo\meter} > \SI{15}{\kilo\meter}$. \end{soluzione} \section{Moto rettilineo uniformemente accelerato}\label{sec:03-mrua} \subsection{Legge della velocità e legge oraria}\label{sub:03-mrua-leggi} \begin{definizione}[Moto rettilineo uniformemente accelerato] Un punto materiale si muove di \textbf{moto rettilineo uniformemente accelerato} (MRUA) se la sua traiettoria è una retta e la sua accelerazione è costante (in modulo, direzione e verso). \end{definizione} Detto $a$ il valore costante (con segno) dell'accelerazione e $v_0$ la velocità all'istante $t = 0$, dalla definizione di accelerazione media — che nel moto uniformemente accelerato coincide con quella istantanea — si ricava $\Dlt v = a\,\Dlt t$, ovvero la \textbf{legge della velocità}: \begin{formulabox} \begin{equation}\label{eq:03-mrua-vel} v(t) = v_0 + a\,t \end{equation} \end{formulabox} Per ottenere la legge oraria osserviamo che, fra $0$ e $t$, la velocità cresce linearmente da $v_0$ a $v_0 + a\,t$. La velocità media in tale intervallo è semplicemente la media aritmetica fra valore iniziale e finale: \[ \vmedia = \frac{v_0 + v(t)}{2} = v_0 + \tfrac{1}{2}\,a\,t. \] Lo spostamento è $\Dlt x = \vmedia \cdot t$, da cui: \begin{formulabox} \begin{equation}\label{eq:03-mrua-x} x(t) = x_0 + v_0\,t + \tfrac{1}{2}\,a\,t^2 \end{equation} \end{formulabox} Si noti che, posto $a = 0$, la~\eqref{eq:03-mrua-x} si riduce alla legge del MRU~\eqref{eq:03-mru}: il moto uniforme è il caso particolare di moto uniformemente accelerato con accelerazione nulla. \subsection{Equazione senza il tempo}\label{sub:03-mrua-senza-tempo} In molti problemi non interessa sapere a che istante avviene un evento, ma solo legare velocità e posizione. Eliminando $t$ dal sistema formato dalle equazioni~\eqref{eq:03-mrua-vel} e~\eqref{eq:03-mrua-x} si ottiene: \begin{formulabox} \begin{equation}\label{eq:03-mrua-senza-t} v^2 - v_0^2 = 2\,a\,(x - x_0) \end{equation} \end{formulabox} \begin{nota} La~\eqref{eq:03-mrua-senza-t} è particolarmente comoda quando si conosce la lunghezza di un tratto e si vuole calcolare la velocità finale (o viceversa). Anticipa il \emph{teorema dell'energia cinetica} che incontreremo nel capitolo~\ref{cap:08}: moltiplicando entrambi i membri per $\tfrac{1}{2}\,m$ ed elaborando, si ottiene il teorema delle forze vive. \end{nota} \subsection{Interpretazione delle aree nel grafico v-t}\label{sub:03-mrua-aree} Nel grafico $v$-$t$ del MRUA la velocità è una retta inclinata di pendenza $a$. Lo spostamento fra $0$ e $t$, già calcolato algebricamente, deve coincidere con l'area del trapezio sotteso dalla retta. \begin{figure}[ht] \centering \begin{tikzpicture}[>=Stealth] % Assi \draw[->] (0,0) -- (5.5,0) node[right] {$t$}; \draw[->] (0,0) -- (0,3.5) node[above] {$v$}; % Retta v(t) \draw[BLU, very thick] (0,0.7) -- (4.5,3) node[right, BLU] {$v(t) = v_0 + a\,t$}; % Punti notevoli \filldraw[BLU] (0,0.7) circle (1.5pt); \node[BLU] at (-0.4,0.7) {\small $v_0$}; \filldraw[BLU] (4,2.75) circle (1.5pt); % Trapezio \fill[CELESTE!30] (0,0) -- (4,0) -- (4,2.75) -- (0,0.7) -- cycle; \draw[dashed, GRIGIO] (4,0) -- (4,2.75); \draw[dashed, GRIGIO] (0,2.75) -- (4,2.75); \node at (4,-0.3) {\small $t$}; \node at (-0.4,2.75) {\small $v(t)$}; % Etichette area \node[BLU!60!black] at (2,1.3) {\small $\Dlt x = $ area trapezio}; \end{tikzpicture} \caption{Moto uniformemente accelerato. La retta $v(t) = v_0 + a\,t$ ha pendenza pari all'accelerazione $a$ e ordinata all'origine $v_0$. L'area del trapezio compreso fra la retta e l'asse dei tempi rappresenta lo spostamento $\Dlt x$ compiuto fra $0$ e $t$, ed è pari a $\Dlt x = \tfrac{1}{2}(v_0 + v(t))\cdot t = v_0\,t + \tfrac{1}{2}\,a\,t^2$.} \label{fig:03-mrua-aree} \end{figure} L'area del trapezio è $\tfrac{1}{2}(\text{base}_1 + \text{base}_2)\cdot \text{altezza}$, dove le ``basi'' sono $v_0$ e $v(t) = v_0 + a\,t$ e l'``altezza'' è $t$. Si ottiene \[ \Dlt x = \frac{v_0 + v_0 + a\,t}{2}\cdot t = v_0\,t + \tfrac{1}{2}\,a\,t^2, \] in pieno accordo con la~\eqref{eq:03-mrua-x}. La regola \emph{``lo spostamento è l'area sottesa dal grafico $v$-$t$''} non vale solo per il MRUA: vale per qualunque moto rettilineo, e diventa nel quinto anno la base del concetto di \emph{integrale}. \section{Moti notevoli sotto gravità}\label{sec:03-gravita} \subsection{Moto di caduta dei gravi}\label{sub:03-caduta} Vicino alla superficie terrestre, e in assenza di attrito dell'aria, ogni corpo lasciato libero di muoversi cade con la stessa accelerazione costante diretta verso il basso, indipendente dalla massa e dalla forma del corpo. È la celebre scoperta di Galileo, che la dedusse studiando il moto sui piani inclinati e — secondo la tradizione — lasciando cadere oggetti dalla Torre di Pisa. \begin{legge}[Accelerazione di gravità] In prossimità della superficie terrestre, ogni corpo in caduta libera è soggetto all'accelerazione $\grav$ diretta verso il basso, con modulo \[ \grav \approx \SI{9.81}{\meter\per\second\squared}. \] Il valore esatto varia leggermente con la latitudine e l'altitudine, ma per i nostri scopi può essere considerato costante. \end{legge} Scelto un asse $y$ verticale orientato verso l'alto, l'accelerazione vale $-\grav$ (negativa perché diretta verso il basso). Un corpo lasciato cadere da fermo dalla quota $y_0$ ha: \begin{align} v(t) &= -\grav\,t, \\ y(t) &= y_0 - \tfrac{1}{2}\,\grav\,t^2. \end{align} \begin{esempio}[Caduta da una torre] Un sasso viene lasciato cadere dalla cima di una torre alta $\SI{20}{\meter}$. Trascurando la resistenza dell'aria, calcolare il tempo di caduta e la velocità all'impatto. \end{esempio} \begin{soluzione} Scegliamo l'asse $y$ verticale verso l'alto, con origine alla base della torre. La quota iniziale è $y_0 = h = \SI{20}{\meter}$, la velocità iniziale è $v_0 = 0$. Le leggi orarie sono $v(t) = -\grav\,t$ e $y(t) = h - \tfrac{1}{2}\,\grav\,t^2$. Il tempo di caduta $t^*$ è quello per cui $y(t^*) = 0$: \begin{align} 0 &= h - \tfrac{1}{2}\,\grav\,(t^*)^2, \\ t^* &= \sqrt{\frac{2\,h}{\grav}}. \end{align} La velocità all'impatto si ottiene da $v(t^*) = -\grav\,t^* = -\sqrt{2\,\grav\,h}$, oppure più rapidamente dalla~\eqref{eq:03-mrua-senza-t}: $v^2 = 2\,\grav\,h$. Sostituendo i valori: \begin{align} t^* &= \sqrt{\frac{2\cdot \SI{20}{\meter}}{\SI{9.81}{\meter\per\second\squared}}} \approx \SI{2.0}{\second}, \\ \modulo{v} &= \sqrt{2\cdot \SI{9.81}{\meter\per\second\squared}\cdot \SI{20}{\meter}} \approx \SI{20}{\meter\per\second}. \end{align} Il sasso impiega circa $\SI{2.0}{\second}$ a cadere e impatta a circa $\SI{20}{\meter\per\second}$, ovvero $\approx \SI{72}{\kilo\meter\per\hour}$. Verifica dimensionale: $\sqrt{\si{\meter}/(\si{\meter\per\second\squared})} = \sqrt{\si{\second\squared}} = \si{\second}$, e $\sqrt{\si{\meter\per\second\squared}\cdot\si{\meter}} = \si{\meter\per\second}$, entrambe corrette. \end{soluzione} \subsection{Moto lungo un piano inclinato liscio}\label{sub:03-inclinato} L'esperimento storicamente più importante di Galileo è quello del piano inclinato: rallentando la caduta lungo un piano inclinato, riuscì a misurare con orologi ad acqua i tempi e a verificare che il moto è uniformemente accelerato. Anticipiamo qui il risultato cinematico, riservando la dimostrazione dinamica al capitolo~\ref{cap:06}. \begin{figure}[ht] \centering \begin{tikzpicture}[>=Stealth, scale=1] % Piano inclinato \draw[thick] (0,0) -- (5,0); \draw[thick] (0,0) -- (4.33,2.5); \draw[thick] (4.33,2.5) -- (5,0); % Angolo \draw (1.2,0) arc (0:30:1.2); \node at (1.55,0.25) {\small $\theta$}; % Blocco \filldraw[BLU!30] (3.0,1.73) -- (3.65,2.11) -- (3.30,2.71) -- (2.65,2.33) -- cycle; \coordinate (C) at (3.15,2.22); % Vettore accelerazione lungo il piano (verso il basso del piano) \draw[->, very thick, ROSSO] (C) -- ++({-1.5*cos(30)},{-1.5*sin(30)}) node[midway, above left=-2pt, ROSSO] {\small $\acc$}; % Asse del piano \draw[->, dashed, GRIGIO] (0.3,0.17) -- (4.7,2.71) node[right, GRIGIO] {\small $x$}; \end{tikzpicture} \caption{Piano inclinato liscio di angolo $\theta$. Un blocco lasciato libero scivola lungo il piano con accelerazione costante di modulo $a = \grav\sin\theta$, diretta lungo il piano verso il basso.} \label{fig:03-inclinato} \end{figure} \begin{legge}[Accelerazione su piano inclinato liscio] Un punto materiale che scivola senza attrito lungo un piano inclinato di angolo $\theta$ rispetto all'orizzontale è soggetto a un'accelerazione costante diretta lungo il piano, di modulo \begin{equation}\label{eq:03-inclinato} a = \grav\sin\theta. \end{equation} \end{legge} Si verificano i due casi limite: per $\theta = \SI{0}{\degree}$ (piano orizzontale) si ha $a = 0$ e il blocco resta fermo, come deve; per $\theta = \SI{90}{\degree}$ (piano verticale) si ha $a = \grav$ e il moto coincide con la caduta libera. \subsection{Lancio verticale verso l'alto}\label{sub:03-lancio} Un sasso lanciato verticalmente verso l'alto è ancora un moto uniformemente accelerato con $a = -\grav$, ma con velocità iniziale $v_0 > 0$. Le leggi orarie sono: \begin{align} v(t) &= v_0 - \grav\,t, \\ y(t) &= y_0 + v_0\,t - \tfrac{1}{2}\,\grav\,t^2. \end{align} Il sasso sale, decelera, si ferma per un istante alla quota massima, poi ricade accelerando verso il basso. Il tempo di salita $t_{\text{s}}$ è quello in cui la velocità si annulla, $v(t_{\text{s}}) = 0$: \[ t_{\text{s}} = \frac{v_0}{\grav}. \] La quota massima raggiunta, partendo da $y_0 = 0$, si ricava dalla~\eqref{eq:03-mrua-senza-t} ponendo $v = 0$: \[ h_{\text{max}} = \frac{v_0^2}{2\,\grav}. \] Per simmetria, il tempo totale di volo (salita + discesa fino al punto di partenza) è $2\,t_{\text{s}}$, e all'impatto la velocità è $-v_0$ (stesso modulo, verso opposto a quello iniziale). \begin{esempio}[Lancio verticale] Una pallina viene lanciata verticalmente verso l'alto con velocità $\SI{15}{\meter\per\second}$. Determinare l'altezza massima raggiunta e dopo quanto tempo torna al punto di partenza. \end{esempio} \begin{soluzione} Algebricamente, $h_{\text{max}} = v_0^2/(2\,\grav)$ e $t_{\text{tot}} = 2\,v_0/\grav$. Sostituendo: \begin{align} h_{\text{max}} &= \frac{(\SI{15}{\meter\per\second})^2}{2\cdot \SI{9.81}{\meter\per\second\squared}} \approx \SI{11}{\meter}, \\ t_{\text{tot}} &= \frac{2\cdot \SI{15}{\meter\per\second}}{\SI{9.81}{\meter\per\second\squared}} \approx \SI{3.1}{\second}. \end{align} La pallina raggiunge circa $\SI{11}{\meter}$ di altezza e torna a terra dopo circa $\SI{3.1}{\second}$. \end{soluzione} \section{Introduzione cinematica al moto armonico}\label{sec:03-armonico} \subsection{Moto periodico e moto armonico}\label{sub:03-periodico} Non tutti i moti sono rettilinei e con accelerazione costante. Una classe particolarmente importante è quella dei moti che si ripetono identicamente nel tempo. \begin{definizione}[Moto periodico] Un moto si dice \textbf{periodico} se esiste un intervallo di tempo $T$, detto \emph{periodo}, tale che la posizione, la velocità e l'accelerazione del punto materiale assumano gli stessi valori dopo ogni intervallo $T$: \[ \pos(t + T) = \pos(t),\quad \vel(t + T) = \vel(t),\quad \acc(t + T) = \acc(t). \] \end{definizione} Esempi di moti periodici sono il moto della Terra attorno al Sole, l'oscillazione di un pendolo o di una massa attaccata a una molla, le vibrazioni di una corda di chitarra. Il caso più semplice e fondamentale è il \textbf{moto armonico}. \begin{definizione}[Moto armonico] Un punto materiale si muove di \textbf{moto armonico} lungo un asse $x$ se la sua posizione varia nel tempo secondo la legge \begin{equation}\label{eq:03-armonico} x(t) = A\cos(\omega\,t + \varphi), \end{equation} con $A$, $\omega$, $\varphi$ costanti. \end{definizione} \subsection{Periodo, frequenza, ampiezza, fase iniziale}\label{sub:03-grandezze-armoniche} Le quattro costanti che caratterizzano il moto armonico hanno un significato preciso. \begin{itemize} \item L'\textbf{ampiezza} $A > 0$ è il massimo allontanamento dal centro di oscillazione (la posizione $x = 0$). Il punto oscilla fra $-A$ e $+A$. \item La \textbf{pulsazione} $\omega$ (in $\si{\radian\per\second}$) determina la rapidità dell'oscillazione. \item La \textbf{fase iniziale} $\varphi$ (in $\si{\radian}$) fissa la posizione del punto all'istante $t = 0$, dato che $x(0) = A\cos\varphi$. \item Il \textbf{periodo} $T$ e la \textbf{frequenza} $f$ sono legati a $\omega$ dalle relazioni \end{itemize} \begin{formulabox} \begin{equation}\label{eq:03-armonico-T} T = \frac{2\pi}{\omega},\qquad f = \frac{1}{T} = \frac{\omega}{2\pi}. \end{equation} \end{formulabox} La frequenza si misura in \emph{hertz} ($\si{\hertz} = \si{\per\second}$): un'oscillazione al secondo. Il periodo è il tempo impiegato per compiere un'oscillazione completa, la frequenza il numero di oscillazioni che il punto compie nell'unità di tempo. Studieremo a fondo il moto armonico, e il sistema massa-molla che ne è il prototipo, nel capitolo~\ref{cap:11}. \begin{riepilogo} \begin{itemize} \item La \textbf{cinematica} descrive il moto senza occuparsi delle sue cause, che competono alla dinamica. \item Un \textbf{punto materiale} è un corpo idealizzato senza estensione spaziale; il modello vale quando le dimensioni sono trascurabili rispetto agli spazi del moto. \item La \textbf{posizione} $\pos(t)$, la \textbf{traiettoria} (curva descritta nel tempo) e lo \textbf{spostamento} $\spos = \pos_2 - \pos_1$ caratterizzano la geometria del moto. \item La \textbf{velocità istantanea} è il limite della velocità media per intervalli di tempo che tendono a zero; analogamente per l'accelerazione. \item Nel grafico $x$-$t$ la pendenza della tangente è $v$; nel grafico $v$-$t$ l'area sottesa è lo spostamento. \item Nel \textbf{moto rettilineo uniforme} (MRU) la velocità è costante e $x(t) = x_0 + v\,t$. \item Nel \textbf{moto rettilineo uniformemente accelerato} (MRUA) l'accelerazione è costante: $v(t) = v_0 + a\,t$, $x(t) = x_0 + v_0\,t + \tfrac{1}{2}\,a\,t^2$, $v^2 - v_0^2 = 2\,a\,(x - x_0)$. \item In prossimità della superficie terrestre, ogni corpo in caduta libera è soggetto a un'accelerazione costante $\grav \approx \SI{9.81}{\meter\per\second\squared}$ diretta verso il basso, indipendente dalla massa. \item Sul piano inclinato liscio di angolo $\theta$ l'accelerazione è $a = \grav\sin\theta$. \item Il \textbf{moto armonico} $x(t) = A\cos(\omega\,t + \varphi)$ è il prototipo dei moti periodici, descritto da ampiezza $A$, pulsazione $\omega$, fase iniziale $\varphi$, periodo $T = 2\pi/\omega$ e frequenza $f = 1/T$. \end{itemize} \end{riepilogo} \begin{eserciziobox} \begin{enumerate} \item Un'auto percorre un primo tratto di $\SI{30}{\kilo\meter}$ a $\SI{60}{\kilo\meter\per\hour}$ e un secondo tratto di $\SI{30}{\kilo\meter}$ a $\SI{120}{\kilo\meter\per\hour}$. Calcolare la velocità media sull'intero percorso. (Suggerimento: non è la media aritmetica delle due velocità.) \item Un treno parte dalla stazione $A$ alle $\SI{8}{\hour}{:}\SI{00}{}$ con velocità costante $\SI{90}{\kilo\meter\per\hour}$ verso $B$. Un secondo treno parte da $B$ alle $\SI{8}{\hour}{:}\SI{30}{}$ con velocità costante $\SI{120}{\kilo\meter\per\hour}$ verso $A$. La distanza fra $A$ e $B$ è $\SI{300}{\kilo\meter}$. A che ora e a quale distanza da $A$ si incrociano? \item Un'auto in MRU passa per $x_1 = \SI{20}{\meter}$ all'istante $t_1 = \SI{2.0}{\second}$ e per $x_2 = \SI{80}{\meter}$ all'istante $t_2 = \SI{6.0}{\second}$. Determinare velocità e legge oraria. \item Un'auto accelera da ferma con $a = \SI{2.5}{\meter\per\second\squared}$ costante. Quanto spazio percorre nei primi $\SI{8.0}{\second}$? Quale velocità raggiunge? \item Un'auto viaggia a $\SI{108}{\kilo\meter\per\hour}$ e frena con decelerazione costante $a = \SI{-6.0}{\meter\per\second\squared}$. Calcolare lo spazio di frenata e il tempo necessario a fermarsi. \item Un sasso viene lasciato cadere in un pozzo. Si sente il rumore dell'impatto sul fondo dopo $\SI{2.5}{\second}$ dal lancio. Trascurando il tempo di propagazione del suono, determinare la profondità del pozzo. \item Una pallina viene lanciata verticalmente verso l'alto da terra con velocità iniziale $v_0$. Sapendo che raggiunge un'altezza massima di $\SI{20}{\meter}$, calcolare $v_0$ e il tempo totale di volo. \item Un blocco scivola lungo un piano inclinato liscio di lunghezza $\SI{2.0}{\meter}$ e angolo $\SI{30}{\degree}$. Partendo da fermo, con quale velocità arriva alla base? \item Un punto materiale si muove di moto armonico con ampiezza $A = \SI{0.10}{\meter}$ e periodo $T = \SI{0.50}{\second}$. Determinare la pulsazione $\omega$, la frequenza $f$ e la posizione del punto agli istanti $t = 0$, $t = T/4$, $t = T/2$, supponendo $\varphi = 0$. \end{enumerate} \end{eserciziobox}