“Per ogni azione vi è sempre una reazione uguale e contraria; ovvero le azioni reciproche di due
corpi l’uno sull’altro sono sempre uguali e dirette in verso contrario.”
— Isaac Newton, Philosophiæ Naturalis Principia Mathematica, 1687
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Nei capitoli precedenti abbiamo descritto il moto di un corpo e le forze che lo provocano, per poi introdurre il concetto di energia come grandezza conservata. Perché, allora, abbiamo bisogno di un’altra grandezza?
Immaginiamo un giocatore di biliardo che colpisce una palla ferma: il contatto dura una frazione di secondo, eppure la seconda palla parte a velocità elevata. Oppure pensiamo al rinculo di un fucile, o all’esplosione di un fuoco d’artificio: in tutti questi casi la forza agisce per un tempo brevissimo e ciò che conta è il prodotto tra forza e intervallo di tempo. Questo prodotto prende il nome di impulso, e la grandezza che ne descrive l’effetto è la quantità di moto.
La quantità di moto e il suo principio di conservazione permettono di analizzare problemi nei quali l’approccio energetico, da solo, non è sufficiente: gli urti, le esplosioni, le separazioni. Completeremo il quadro con il momento angolare, la grandezza che governa il moto rotatorio e la cui conservazione spiega, ad esempio, perché una pattinatrice gira più veloce quando avvicina le braccia al corpo.
Definizione 9.1 — Quantità di moto
Quantità di moto La quantità di moto di un punto materiale di massa \(m\) e velocità \(\vec{v} \) è la grandezza vettoriale
La quantità di moto è un vettore che ha la stessa direzione e lo stesso verso della velocità; il suo modulo vale
Se un corpo è fermo (\(\vec{v} = \vec {0}\)), la sua quantità di moto è nulla.
Esempio 9.1
Quantità di moto di un’automobile Un’automobile di massa \(m = 1200\,{\mathrm{k} \mathrm{g} }\) viaggia a \(v = 90\,{\mathrm{k} \mathrm{m} / \mathrm{h} }\). Determiniamo il modulo della quantità di moto.
Impostazione algebrica.
Conversione e sostituzione numerica.
Quando una forza \(\vec {F}\) agisce su un corpo per un intervallo di tempo \(\Delta t\), l’effetto complessivo è descritto dall’impulso.
Definizione 9.2 — Impulso
Impulso L’impulso di una forza costante \(\vec {F}\) nell’intervallo \(\Delta t\) è
Nel caso di una forza variabile nel tempo, l’impulso è l’integrale
che nel grafico \(F\)-\(t\) corrisponde all’area sotto la curva.
Teorema 9.1 — Teorema dell'impulso (o della quantità di moto)
Teorema dell’impulso (o della quantità di moto) L’impulso della forza risultante agente su un punto materiale è uguale alla variazione della sua quantità di moto:
Dimostrazione. Dalla seconda legge di Newton:
Il teorema dell’impulso è la riformulazione della seconda legge di Newton in termini di quantità di moto: la forza è tanto più grande quanto più rapidamente cambia la quantità di moto. Questa lettura spiega perché, in un incidente stradale, l’airbag “allunga” il tempo di arresto e riduce la forza media sul corpo.
Esempio 9.2
Forza media durante un calcio Un pallone da calcio di massa \(m = 0.45\,{\mathrm{k} \mathrm{g} }\), inizialmente fermo, viene calciato e parte con velocità \(v_f = 25\,{\mathrm{m} / \mathrm{s} }\). Il contatto piede-pallone dura \(\Delta t = 8.0\times 10^{-3}\,{\mathrm{s} }\). Calcoliamo la forza media.
Impostazione algebrica.
Sostituzione numerica.
Definizione 9.3 — Sistema isolato
Sistema isolato Un sistema isolato è un insieme di corpi sui quali la risultante delle forze esterne è nulla: \(\vec {F}_{\text {ext}} = \vec {0}\).
Legge 9.1 — Conservazione della quantità di moto
Conservazione della quantità di moto In un sistema isolato la quantità di moto totale si conserva:
La dimostrazione discende direttamente dalla terza legge di Newton: le forze interne al sistema sono sempre a coppie uguali e opposte; pertanto la loro somma è nulla e la quantità di moto totale non cambia.
Attenzione!
La conservazione della quantità di moto è un principio vettoriale: vale componente per componente. Anche se l’energia cinetica varia (come negli urti anelastici), la quantità di moto totale resta costante purché il sistema sia isolato.
Rinculo. Consideriamo un fucile di massa \(M\) che spara un proiettile di massa \(m\). Prima dello sparo il sistema è fermo: \(\vec{p} _{\text {tot},i} = \vec {0}\). Dopo lo sparo, per la conservazione della quantità di moto:
Il segno negativo indica che il fucile rincula nel verso opposto al proiettile.
Esempio 9.3
Rinculo di un fucile Un fucile di massa \(M = 4.0\,{\mathrm{k} \mathrm{g} }\) spara un proiettile di massa \(m = 12\,{\mathrm{g} }\) con velocità \(v_p = 350\,{\mathrm{m} / \mathrm{s} }\). Calcoliamo la velocità di rinculo.
Impostazione algebrica.
Sostituzione numerica.
La velocità di rinculo è sensibilmente inferiore a quella del proiettile, ma percepita dall’utilizzatore come un colpo secco alla spalla.
Propulsione a reazione. Un razzo espelle gas ad alta velocità verso il basso; per la conservazione della quantità di moto, il razzo accelera verso l’alto. Il principio è identico a quello del rinculo, applicato in continuo: la massa del sistema diminuisce nel tempo man mano che il propellente viene espulso.
In un’esplosione le forze interne sono violente ma la risultante delle forze esterne può essere considerata trascurabile durante il breve intervallo dell’esplosione. Pertanto la quantità di moto totale del sistema si conserva:
Se il sistema è inizialmente fermo, i frammenti devono avere quantità di moto che si annullano a vicenda:
Esempio 9.4
Esplosione di un petardo su una superficie liscia Un petardo di massa \(M = 0.30\,{\mathrm{k} \mathrm{g} }\), inizialmente fermo su una superficie orizzontale liscia, esplode in due frammenti di massa \(m_1 = 0.10\,{\mathrm{k} \mathrm{g} }\) e \(m_2 = 0.20\,{\mathrm{k} \mathrm{g} }\). Il frammento più leggero si muove con velocità \(v_1 = 15\,{\mathrm{m} / \mathrm{s} }\). Determiniamo la velocità del frammento più pesante.
Impostazione algebrica.
Sostituzione numerica.
Il segno negativo indica che il frammento più pesante si muove in verso opposto, con velocità dimezzata.
Un urto è un’interazione di breve durata tra due (o più) corpi, durante la quale le forze interne sono molto più intense delle forze esterne: il sistema si può considerare isolato e la quantità di moto totale si conserva.
Definizione 9.4 — Classificazione degli urti
Classificazione degli urti Gli urti si classificano in base alla conservazione dell’energia cinetica:
Attenzione!
In tutti i tipi di urto la quantità di moto totale si conserva. Ciò che varia da un tipo all’altro è la conservazione (o meno) dell’energia cinetica.
Consideriamo due corpi di masse \(m_1\) e \(m_2\) che si muovono lungo una stessa retta con velocità \(v_{1i}\) e \(v_{2i}\). Le condizioni dell’urto elastico sono:
Risolvendo il sistema si ottengono le velocità finali:
Esempio 9.5
Urto elastico tra due sfere Una sfera di massa \(m_1 = 2.0\,{\mathrm{k} \mathrm{g} }\) con velocità \(v_{1i} = 4.0\,{\mathrm{m} / \mathrm{s} }\) urta elasticamente una sfera di massa \(m_2 = 3.0\,{\mathrm{k} \mathrm{g} }\) inizialmente ferma.
Impostazione algebrica (con \(v_{2i} = 0\)).
Sostituzione numerica.
La prima sfera rimbalza indietro; la seconda parte in avanti.
Verifica. Quantità di moto totale: \(p_i = 2.0\,{\mathrm{k} \mathrm{g} }\times 4.0\,{\mathrm{m} / \mathrm{s} } = 8.0\,{\mathrm{k} \mathrm{g} \,\mathrm{m} / \mathrm{s} }\). \(p_f = 2.0\,{\mathrm{k} \mathrm{g} }\times (-0.80\,{\mathrm{m} / \mathrm{s} }) + 3.0\,{\mathrm{k} \mathrm{g} }\times 3.2\,{\mathrm{m} / \mathrm{s} } = -1.6\,{\mathrm{k} \mathrm{g} \,\mathrm{m} / \mathrm{s} } +9.6\,{\mathrm{k} \mathrm{g} \,\mathrm{m} / \mathrm{s} } = 8.0\,{\mathrm{k} \mathrm{g} \,\mathrm{m} / \mathrm{s} }\). \(\checkmark\)
Nell’urto completamente anelastico i due corpi, dopo l’urto, si muovono insieme con velocità \(v_f\) comune. L’unica equazione necessaria è la conservazione della quantità di moto:
La perdita di energia cinetica è
Esempio 9.6
Urto completamente anelastico Un’automobile di massa \(m_1 = 1000\,{\mathrm{k} \mathrm{g} }\) che viaggia a \(v_{1i} = 20\,{\mathrm{m} / \mathrm{s} }\) tampona un furgone di massa \(m_2 = 3000\,{\mathrm{k} \mathrm{g} }\) che si muove nello stesso verso a \(v_{2i} = 5.0\,{\mathrm{m} / \mathrm{s} }\). I due veicoli restano agganciati.
Impostazione algebrica.
Sostituzione numerica.
Energia cinetica persa.
Circa il \(35\,{\% }\) dell’energia cinetica iniziale è stato convertito in deformazione dei veicoli, calore e suono.
Quando l’urto non è frontale, le velocità finali hanno componenti in due direzioni. La conservazione della quantità di moto si applica componente per componente:
Un esempio classico è l’urto tra palle da biliardo, nel quale la palla bersaglio parte lungo una direzione obliqua rispetto alla traiettoria iniziale.
Definizione 9.5 — Momento angolare
Momento angolare Il momento angolare (o momento della quantità di moto) di un punto materiale, rispetto a un polo \(O\), è il prodotto vettoriale del vettore posizione \(\vec {r}\) per la quantità di moto \(\vec{p} \):
Il modulo del momento angolare è
dove \(\alpha \) è l’angolo tra \(\vec {r}\) e \(\vec{v} \). La direzione è perpendicolare al piano individuato da \(\vec {r}\) e \(\vec{v} \) e il verso è dato dalla regola della mano destra.
Definizione 9.6 — Momento di una forza (torque)
Momento di una forza (torque) Il momento (o torque) di una forza \(\vec {F}\), rispetto a un polo \(O\), è
Il modulo è \(M = r\,F\,\sin \alpha \), dove \(\alpha \) è l’angolo tra \(\vec {r}\) e \(\vec {F}\). La quantità \(b = r\,\sin \alpha \) è detta braccio della forza rispetto al polo. Pertanto:
Il legame tra momento di una forza e momento angolare è l’analogo rotazionale della seconda legge di Newton:
Legge 9.2 — Conservazione del momento angolare
Conservazione del momento angolare Se il momento risultante delle forze esterne rispetto a un polo è nullo, il momento angolare del sistema si conserva:
Applicazione: la pattinatrice. Una pattinatrice che ruota su sé stessa con le braccia aperte possiede un certo momento angolare \(L\). Se non agiscono momenti esterni apprezzabili (l’attrito col ghiaccio è molto piccolo), quando avvicina le braccia al corpo la sua distribuzione di massa cambia: la “distanza media” dal corpo diminuisce, e per conservare \(L\) la velocità angolare deve aumentare.
In forma compatta, per un sistema che ruota attorno a un asse fisso si può scrivere \(L = I\,\omega \), dove \(I\) è il momento d’inerzia (che dipende dalla distribuzione di massa) e \(\omega \) la velocità angolare. Se \(L\) è costante:
Riducendo \(I\) (braccia al corpo), \(\omega \) aumenta.
Esempio 9.7
La pattinatrice che accelera la rotazione Una pattinatrice ruota inizialmente con le braccia aperte: il suo momento d’inerzia è \(I_i = 4.0\,{\mathrm{k} \mathrm{g} \,\mathrm{m} ^{2} }\) e la velocità angolare è \(\omega _i = 2.0\,{\mathrm{rad}/ \mathrm{\mathrm{s}} }\). Quando raccoglie le braccia, il momento d’inerzia si riduce a \(I_f = 1.6\,{\mathrm{k} \mathrm{g} \,\mathrm{m} ^{2} }\). Calcoliamo la nuova velocità angolare.
Impostazione algebrica.
Sostituzione numerica.
La velocità angolare è aumentata di un fattore \(2.5\).
Esercizio 9.1
Riepilogo
Quantità di moto — La quantità di moto di un punto materiale è \(\vec{p} = m\,\vec{v} \); si misura in \({\mathrm{k} \mathrm{g} \,\mathrm{m} / \mathrm{s} }\).
Impulso — L’impulso di una forza costante è \(\vec{J} = \vec {F}\,\Delta t\); per una forza variabile è l’integrale \(\vec{J} = \int \vec {F}\,\mathrm {d}t\).
Teorema dell’impulso — L’impulso della risultante è uguale alla variazione della quantità di moto: \(\vec{F}_{\!\text{ris}} \,\Delta t = \Delta \vec{p} \).
Conservazione della quantità di moto — In un sistema isolato (\(\vec {F}_{\text {ext}} = \vec {0}\)) la quantità di moto totale si conserva.
Urti elastici — Si conservano sia \(\vec{p} _{\text {tot}}\) sia \(E_{\mathrm {c,tot}}\).
Urti completamente anelastici — Si conserva \(\vec{p} _{\text {tot}}\); i corpi restano uniti e l’energia cinetica diminuisce.
Momento angolare — Il momento angolare rispetto a un polo è \(\vec {L} = \vec {r}\times \vec{p} \); si misura in \({\mathrm{k} \mathrm{g} \,\mathrm{m} ^{2} / \mathrm{s} }\).
Momento di una forza — Il momento (torque) è \(\vec {M} = \vec {r}\times \vec {F}\); il modulo vale \(M = F\,b\), dove \(b\) è il braccio.
Conservazione del momento angolare — Se \(\vec {M}_{\text {ext}} = \vec {0}\), il momento angolare si conserva: \(\vec {L} = \text {costante}\).
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