Capitolo 26
Statica ed equilibrio dei corpi rigidi

WEB (Materiali sul capitolo) Materiali

“Datemi un punto d’appoggio e solleverò il mondo.”
— Archimede (attr.)

____________________________________________________________________________________

Studia questo capitolo con l’AI: quiz, esercizi e altro

Ripassa con le flashcard

Esercizi auto-generati

Sorgente di questo capitolo

Esercizi del prof. De Capoa

Video overview— panoramiche NotebookLM (clic per riprodurre)

Presentazioni— slide NotebookLM (clic per aprire il PDF)

Audio overview— podcast NotebookLM (clic per ascoltare)

[IT] Equilibrio solidi

[IT] Equilibrio dei solidi

[IT] Podcast vettori equilibrio

[IT] Vettori Forze e il Segreto dell Equilibrio Le...

[EN] Equilibrio e Momenti nei Solidi

[FR] Fisica statica

[ES] Equilibrio solidi

Introduzione

Finora abbiamo studiato l’equilibrio del punto materiale (cap. 6): un corpo è in equilibrio quando la risultante delle forze che agiscono su di esso è nulla. Questa condizione è necessaria, ma per un corpo esteso non è più sufficiente.

Immaginiamo di applicare a un’asta due forze uguali e opposte, ma su punti diversi: la risultante è nulla, eppure l’asta comincia a ruotare. La porta di casa ne è l’esempio quotidiano: la stessa spinta apre la porta con facilità se applicata lontano dai cardini, mentre è quasi inefficace se applicata vicino ad essi. Non conta dunque solo quanto si spinge, ma anche dove.

In questo capitolo introdurremo la grandezza che misura la capacità di una forza di far ruotare un corpo — il momento di una forza — e scriveremo le due condizioni che governano l’equilibrio dei corpi rigidi. Vedremo poi come questi principi spieghino il funzionamento delle leve, la stabilità di una scala appoggiata al muro e il concetto di baricentro.

26.1 Il corpo rigido e il momento di una forza

quiz e materiali con l’AI

flashcard del paragrafo

26.1.1 Il modello di corpo rigido

Definizione 26.1 — Corpo rigido

Un corpo rigido è un corpo esteso ideale le cui parti mantengono inalterate le mutue distanze, qualunque siano le forze applicate. È cioè un corpo indeformabile.

A differenza del punto materiale, un corpo rigido può non solo traslare ma anche ruotare. Per questo, accanto all’effetto traslatorio di una forza (descritto dalla seconda legge di Newton) dobbiamo considerarne l’effetto rotatorio.

26.1.2 Momento di una forza

Consideriamo un corpo che può ruotare attorno a un punto fisso \(O\) (il polo, o asse di rotazione). Applichiamo una forza \(\vec {F}\) in un punto \(P\) del corpo.

Definizione 26.2 — Braccio di una forza

Il braccio \(b\) di una forza rispetto al polo \(O\) è la distanza fra \(O\) e la retta d’azione della forza, misurata lungo la perpendicolare a tale retta.

Definizione 26.3 — Momento di una forza

Il momento \(\vec {M}\) della forza \(\vec {F}\) rispetto al polo \(O\) è il vettore

\[ \vec {M} = \vec {r}\times \vec {F}, \]

dove \(\vec {r}\) è il vettore che va da \(O\) al punto di applicazione \(P\). Il suo modulo vale

\[ M = r\,F\sin \alpha = b\,F, \]

con \(\alpha \) angolo fra \(\vec {r}\) e \(\vec {F}\) e \(b = r\sin \alpha \) il braccio.

Nel Sistema Internazionale il momento di una forza si misura in newton per metro, \({\mathrm{N} \mathrm{m} }\) (da non confondere con il joule, che è anch’esso \({\mathrm{N} \mathrm{m} }\) ma misura un’energia: il momento non è un lavoro).

[Picture]

Figura 26.1: Momento della forza \(\vec {F}\) rispetto al polo \(O\): il braccio \(b\) è la distanza fra \(O\) e la retta d’azione della forza.

Nota

Il momento è massimo quando la forza è perpendicolare a \(\vec {r}\) (\(\alpha = 90\,{^\circ }\), quindi \(b = r\)) ed è nullo quando la forza è diretta lungo \(\vec {r}\) (\(\alpha = 0\), quindi \(b = 0\)): una forza la cui retta d’azione passa per il polo non produce alcuna rotazione.

26.1.3 Segno del momento e coppia di forze

Nei problemi piani conviene trattare il momento come una grandezza scalare con segno: positivo se tende a far ruotare il corpo in senso antiorario, negativo in senso orario (convenzione, da fissare all’inizio di ogni problema).

Definizione 26.4 — Coppia di forze

Una coppia è un sistema di due forze parallele, di uguale modulo e verso opposto, applicate in punti diversi. La risultante di una coppia è nulla, ma il suo momento non lo è: vale

\[ M = F\,d, \]

dove \(d\) è la distanza fra le due rette d’azione (braccio della coppia). Una coppia produce quindi pura rotazione, senza traslazione.

26.2 Le condizioni di equilibrio del corpo rigido

quiz e materiali con l’AI

flashcard del paragrafo

Perché un corpo rigido resti in equilibrio (né trasla né ruota) devono annullarsi sia la risultante delle forze sia la risultante dei momenti.

Legge 26.1 — Condizioni di equilibrio del corpo rigido

Un corpo rigido inizialmente in quiete è in equilibrio se e solo se:

1.
la risultante delle forze applicate è nulla (equilibrio alla traslazione);
2.
la risultante dei momenti delle forze, calcolati rispetto a un qualunque polo, è nulla (equilibrio alla rotazione).
\[ \sum _i \vec {F}_i = \vec {0} \qquad \text {e}\qquad \sum _i \vec {M}_i = \vec {0}. \]

Attenzione!

Se la prima condizione è soddisfatta (risultante delle forze nulla), il momento risultante non dipende dalla scelta del polo. Conviene allora scegliere come polo il punto in cui agisce la forza incognita che non interessa: il suo momento si annulla e l’equazione si semplifica.

Procedura  — Risoluzione di un problema di statica del corpo rigido

1.
Disegnare il diagramma di corpo libero, con tutte le forze e i loro punti di applicazione.
2.
Scegliere assi \(x,y\) e il verso positivo delle rotazioni.
3.
Scrivere le due equazioni di equilibrio alla traslazione: \(\sum F_x = 0\), \(\sum F_y = 0\).
4.
Scegliere un polo conveniente e scrivere l’equazione di equilibrio alla rotazione: \(\sum M = 0\).
5.
Risolvere il sistema algebricamente; sostituire i numeri solo alla fine e verificarne la plausibilità.

26.3 Le leve

quiz e materiali con l’AI

flashcard del paragrafo

La leva è la più antica e diffusa applicazione del momento di una forza: una sbarra rigida che può ruotare attorno a un punto fisso, il fulcro. Su di essa agiscono la forza resistente \(F_r\) (da vincere) e la forza motrice \(F_m\) (applicata da noi), con bracci rispettivi \(b_r\) e \(b_m\).

Legge 26.2 — Legge della leva

Una leva è in equilibrio quando i momenti della forza motrice e della forza resistente, rispetto al fulcro, sono uguali e opposti:

\[ F_m\,b_m = F_r\,b_r. \]

[Picture]

Figura 26.2: Leva di primo genere: il fulcro è fra la forza motrice e la forza resistente. All’equilibrio \(F_m\,b_m = F_r\,b_r\).

Quando \(b_m > b_r\) la leva è vantaggiosa (basta una forza motrice minore della resistente); quando \(b_m < b_r\) è svantaggiosa; quando \(b_m = b_r\) è indifferente. Le leve si classificano in tre generi a seconda della posizione reciproca di fulcro, resistenza e potenza.

26.4 Baricentro e tipi di equilibrio

quiz e materiali con l’AI

flashcard del paragrafo

Definizione 26.5 — Baricentro

Il baricentro (o centro di gravità) di un corpo è il punto di applicazione della forza-peso risultante. Per un corpo omogeneo coincide con il centro geometrico.

Un corpo appoggiato è in equilibrio finché la verticale condotta dal baricentro cade dentro la sua base d’appoggio. Distinguiamo tre tipi di equilibrio, a seconda di come reagisce il corpo a una piccola perturbazione:

26.5 Esempi svolti

Esempio 26.1 — Asse in equilibrio su un fulcro

Un’asse rigida e omogenea, di lunghezza \(L = 3.0\,{\mathrm{m} }\) e massa \(m = 12\,{\mathrm{kg} }\), è appoggiata su un fulcro posto a \(1.0\,{\mathrm{m} }\) dall’estremo sinistro. All’estremo sinistro è appeso un peso di massa \(m_1 = 20\,{\mathrm{kg} }\). Quale massa \(m_2\) va appesa all’estremo destro per mantenere l’asse in equilibrio orizzontale? Assumere \(g = 9.81\,{\mathrm{m} / \mathrm{s} ^{2} }\).

Soluzione

DCL. Sull’asse agiscono: il peso \(m_1g \) all’estremo sinistro (braccio \(1.0\,{\mathrm{m} }\) a sinistra del fulcro), il peso proprio \(mg \) applicato nel baricentro (centro dell’asse, a \(0.5\,{\mathrm{m} }\) a destra del fulcro), il peso \(m_2g \) all’estremo destro (braccio \(L - 1.0\,{\mathrm{m} } = 2.0\,{\mathrm{m} }\) a destra), e la reazione del fulcro (momento nullo se scegliamo il fulcro come polo).

Algebra. Scegliamo il fulcro come polo e i momenti antiorari positivi. Il peso a sinistra fa ruotare in senso antiorario; i pesi a destra in senso orario. L’equilibrio alla rotazione impone

\[ m_1g \,b_1 - mg \,b - m_2g \,b_2 = 0, \]

da cui, semplificando \(g \),

\[ m_2 = \frac {m_1\,b_1 - m\,b}{b_2}. \]

Sostituzione.

\[ m_2 = \frac {20\,{\mathrm{kg} }\cdot 1.0\,{\mathrm{m} } - 12\,{\mathrm{kg} }\cdot 0.5\,{\mathrm{m} }}{2.0\,{\mathrm{m} }} = \frac {14\,{\mathrm{kg} \mathrm{m} }}{2.0\,{\mathrm{m} }} = 7.0\,{\mathrm{kg} }. \]

Verifica di plausibilità. La massa a destra (\(7.0\,{\mathrm{kg} }\)) è minore di quella a sinistra (\(20\,{\mathrm{kg} }\)): coerente, perché agisce con un braccio doppio e perché anche il peso proprio dell’asse contribuisce a far ruotare verso destra. Coerente.

Esempio 26.2 — Scala appoggiata a una parete liscia

Una scala omogenea di massa \(m = 15\,{\mathrm{kg} }\) e lunghezza \(L\) è appoggiata a una parete verticale liscia (attrito trascurabile) e poggia su un pavimento scabro. La scala forma un angolo \(\theta = 60\,{^\circ }\) con il pavimento. Determinare la reazione \(N_P\) della parete. Assumere \(g = 9.81\,{\mathrm{m} / \mathrm{s} ^{2} }\).

Soluzione

DCL. Forze sulla scala: il peso \(mg \) nel baricentro (a metà scala), la reazione del pavimento (verticale \(N_S\) e attrito orizzontale \(A\)), la reazione della parete liscia \(N_P\) (solo orizzontale, perché senza attrito).

Algebra. Scegliamo come polo il punto d’appoggio a terra: si annullano i momenti di \(N_S\) e \(A\). Il peso ha braccio \(\tfrac {L}{2}\cos \theta \), la reazione della parete ha braccio \(L\sin \theta \). L’equilibrio alla rotazione dà

\[ N_P\,L\sin \theta - mg \,\frac {L}{2}\cos \theta = 0 \;\Longrightarrow \; N_P = \frac {mg }{2}\,\frac {\cos \theta }{\sin \theta } = \frac {mg }{2\tan \theta }. \]

La lunghezza \(L\) si semplifica: il risultato non dipende dalla lunghezza della scala.

Sostituzione.

\[ N_P = \frac {15\,{\mathrm{kg} }\cdot 9.81\,{\mathrm{m} / \mathrm{s} ^{2} }}{2\,\tan 60\,{^\circ }} = \frac {147\,{\mathrm{N} }}{2\cdot 1.732} \approx 42\,{\mathrm{N} }. \]

Verifica di plausibilità. La reazione della parete (\(42\,{\mathrm{N} }\)) è ben minore del peso della scala (\(147\,{\mathrm{N} }\)): tanto più la scala è ripida (angolo grande), tanto minore è la spinta contro la parete. Coerente.

26.6 Esercizi proposti

Esercizio 26.1

1.
Una forza di \(25\,{\mathrm{N} }\) è applicata perpendicolarmente all’estremità di una chiave inglese lunga \(20\,{\mathrm{c} \mathrm{m} }\). Calcola il momento rispetto al bullone. [R: \(5.0\,{\mathrm{N} \mathrm{m} }\)]
2.
Su un’altalena (leva di primo genere) un bambino di \(30\,{\mathrm{kg} }\) siede a \(1.5\,{\mathrm{m} }\) dal fulcro. A quale distanza dal fulcro deve sedersi un adulto di \(75\,{\mathrm{kg} }\) per equilibrarlo? [R: \(0.60\,{\mathrm{m} }\)]
3.
Un’asta omogenea di massa \(8.0\,{\mathrm{kg} }\) e lunghezza \(2.0\,{\mathrm{m} }\) è incernierata a una parete e tenuta orizzontale da un cavo che forma \(30\,{^\circ }\) con l’asta, agganciato all’estremo libero. Determina la tensione del cavo.
4.
Spiega, usando il concetto di baricentro e di base d’appoggio, perché è più difficile restare in equilibrio su una gamba sola che su due.
5.
Una coppia di forze di modulo \(12\,{\mathrm{N} }\) ciascuna agisce su un volante; le rette d’azione distano \(35\,{\mathrm{c} \mathrm{m} }\). Calcola il momento della coppia.