Capitolo 43
Software di geometria dinamica GeoGebra

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In una costruzione geometrica con un software dinamico, la verità di un teorema non si dimostra con il software; si vede, e poi si dimostra.”

— adattamento da Markus Hohenwarter, ideatore di GeoGebra (2002)

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43.1 Introduzione motivazionale

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Riga, compasso, matita: per millenni sono stati gli strumenti della geometria. La rivoluzione informatica ha aggiunto a questo armamentario un nuovo, potentissimo alleato: il software di geometria dinamica. In tali ambienti — il più diffuso è GeoGebra, libero e gratuito — si costruisce una figura specificando le relazioni che la definiscono (questo punto è sulla retta \(r\), questo cerchio passa per quei tre punti, \(\ldots \)); a quel punto si può trascinare qualunque elemento, e la figura si aggiorna istantaneamente conservando tutte le relazioni dichiarate.

Questa capacità “dinamica” è uno strumento didattico straordinario. Quando una figura ha una certa proprietà non per caso ma per costruzione, la cosa diventa evidente a colpo d’occhio: trascinando un vertice e vedendo la proprietà conservarsi, lo studente congettura il teorema prima di dimostrarlo. Per esempio: il teorema dell’angolo al centro (il doppio dell’angolo alla circonferenza) si scopre osservando i due angoli mentre si trascina il vertice della circonferenza, e si vede la loro relazione resistere a ogni trascinamento.

In questo capitolo introduciamo l’ambiente GeoGebra (versione Classic 5/6 o quella web geogebra.org), gli strumenti di base (punto, retta, circonferenza, intersezione), l’idea di costruzione e di verifica visiva di un teorema, l’esplorazione di luoghi geometrici, e la visualizzazione di grafici di funzioni con parametri controllabili da slider. Sarà uno strumento utilissimo per tutti i capitoli di geometria euclidea (28 e seguenti), analitica (69+) e per lo studio delle funzioni in analisi (141).

43.2 Costruzioni geometriche con GeoGebra

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Definizione 43.1 — Ambiente di geometria dinamica

Un software di geometria dinamica (Dynamic Geometry Software, DGS) è un programma in cui:

Nota  — Strumenti di base in GeoGebra

Le icone della barra strumenti permettono di:

Lo stesso comando si può sempre digitare nella barra di immissione (in basso): per esempio A = (1, 2), r = Retta[A, B], C = Circonferenza[A, 3].

Procedura  — Costruzione tipica: triangolo equilatero su un segmento dato

Vogliamo costruire un triangolo equilatero che abbia per lato il segmento \(\overline {AB}\) dato.

1.
Creiamo due punti \(A\) e \(B\) con lo strumento “punto”; tracciamo il segmento \(AB\).
2.
Creiamo una circonferenza di centro \(A\) e raggio \(|AB|\) (strumento “Circonferenza dati centro e punto”).
3.
Creiamo una circonferenza analoga di centro \(B\) e raggio \(|AB|\).
4.
Marchiamo l’intersezione \(C\) delle due circonferenze (strumento “Intersezione di due oggetti”).
5.
Tracciamo i segmenti \(AC\) e \(BC\).

Il triangolo \(ABC\) è equilatero per costruzione: \(|AC|=|AB|\) perché \(C\) sta sulla circonferenza di centro \(A\) e raggio \(|AB|\); idem \(|BC|=|AB|\). È esattamente la costruzione che apre il libro I degli Elementi di Euclide (Proposizione 1).

Nota  — Test del trascinamento

Trascinando \(A\) o \(B\) con il mouse, la figura si aggiorna conservando tutte le relazioni. Il triangolo resta sempre equilatero. Questo è il test del trascinamento (\(\mathit {drag\ test}\)), il metodo principe per verificare che una costruzione è “robusta”: se la proprietà desiderata si conserva sotto trascinamento, è una conseguenza logica delle istruzioni date; se si rompe, qualche relazione è stata costruita per caso e non per necessità.

[Picture]

Figura 43.1: Costruzione del triangolo equilatero su un segmento dato (\(\overline {AB}\) in blu). Le due circonferenze di centro \(A\) e \(B\), con raggio uguale al segmento \(\overline {AB}\), si intersecano in due punti; uno di essi, \(C\), è il terzo vertice del triangolo equilatero (in rosso). È la stessa costruzione descritta nella Proposizione 1 del libro I degli Elementi di Euclide.

43.3 Verifica di teoremi

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GeoGebra non sostituisce la dimostrazione, ma è un magnifico strumento di verifica empirica: prima di affrontare una dimostrazione, lo studente può controllare che il teorema sia plausibile facendo molte “prove” diverse sulla stessa figura.

Procedura  — Verifica empirica di un teorema

1.
Si costruisce la configurazione del teorema (le ipotesi).
2.
Si misurano le quantità rilevanti nella tesi (segmenti, angoli, aree).
3.
Si trascina la figura conservando le ipotesi: si osserva se la tesi rimane vera.
4.
Se la tesi resta vera in molti casi diversi, si congettura che il teorema sia vero; si passa poi alla dimostrazione.

Esempio 43.1 — Somma degli angoli di un triangolo

Ipotesi: un triangolo qualunque. Tesi (da verificare): la somma degli angoli interni vale \(\ang {180}\).

In GeoGebra.

1.
Punti liberi \(A, B, C\); segmenti per formare il triangolo.
2.
Strumento “Angolo” applicato ai tre vertici: si ottengono \(\alpha = \widehat {BAC}\), \(\beta = \widehat {ABC}\), \(\gamma = \widehat {BCA}\).
3.
Nella barra di immissione: s = alpha + beta + gamma.
4.
Osservare \(s\) mentre si trascina un vertice: resta sempre \(\ang {180{,}00}\) (a meno di errori di arrotondamento) qualunque forma assuma il triangolo.

È la verifica empirica del teorema sulla somma degli angoli (capitolo 36); la dimostrazione vera richiede il quinto postulato.

Esempio 43.2 — Teorema di Pitagora

Ipotesi: triangolo rettangolo di cateti \(a, b\) e ipotenusa \(c\). Tesi: \(a^2 + b^2 = c^2\).

In GeoGebra.

1.
Costruire un triangolo \(ABC\) rettangolo in \(A\) (es. \(A\) origine, \(B\) sull’asse \(x\), \(C\) sull’asse \(y\); oppure costruito tramite l’angolo retto).
2.
Misurare i tre lati: \(a = \verb |Distanza[A, B]|\), \(b = \verb |Distanza[A, C]|\), \(c = \verb |Distanza[B, C]|\).
3.
Calcolare \(u = a^2 + b^2\) e \(v = c^2\) nella barra di immissione.
4.
Trascinare \(B\) e \(C\) mantenendo l’angolo retto: \(u\) e \(v\) rimangono uguali (con piccole oscillazioni di arrotondamento).

Verifica numerica del teorema di Pitagora; dimostrazione completa nel capitolo 59.

43.4 Esplorazione di luoghi geometrici

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Un luogo geometrico è l’insieme dei punti del piano che soddisfano una determinata proprietà. La circonferenza è il luogo dei punti equidistanti da un punto fisso; l’asse di un segmento è il luogo dei punti equidistanti dagli estremi. GeoGebra dispone di uno strumento “Luogo” che disegna automaticamente il luogo descritto da un punto al variare di un altro.

Procedura  — Strumento “Luogo”

1.
Si costruisce un punto \(P\) “mobile” su un oggetto base (di solito un punto o una circonferenza).
2.
Si costruisce un punto \(Q\) dipendente da \(P\) secondo qualche regola.
3.
Strumento “Luogo” (oppure comando Luogo[Q, P]): GeoGebra disegna la curva tracciata da \(Q\) al variare di \(P\).

Esempio 43.3 — L’ellisse come luogo

Un’ellisse è il luogo dei punti la cui somma delle distanze da due punti fissi (i fuochi) è costante. In GeoGebra:

1.
Fissare due fuochi \(F_1, F_2\) e un parametro \(a > |F_1 F_2|/2\) (slider).
2.
Costruire una circonferenza di centro \(F_1\) e raggio variabile \(r\) (\(0 < r < 2a\)).
3.
Costruire una circonferenza di centro \(F_2\) e raggio \(2a - r\).
4.
Marcare l’intersezione \(P\) delle due circonferenze.
5.
Usare Luogo[P, r]: si disegna automaticamente l’ellisse.

La definizione metrica dell’ellisse, vista empiricamente, prepara il discorso del capitolo 76.

43.5 Visualizzazione di grafici di funzioni

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GeoGebra non è solo geometria: ha anche una vista algebrica integrata che gestisce funzioni, equazioni, e parametri. Inserendo nella barra di immissione un’equazione come f(x) = x^2 - 2x + 1, GeoGebra disegna immediatamente la parabola corrispondente e ne registra il nome.

Nota  — Slider per parametri

La feature più didatticamente potente è lo slider: una barra scorrevole che rappresenta un parametro reale (con un intervallo e un passo). Inserendo un parametro \(a\) con uno slider, e definendo per esempio \(f(x) = a\cdot x^2\), si può visualizzare in tempo reale come cambia la parabola muovendo lo slider. È il modo migliore per “vedere” il ruolo dei parametri in una famiglia di funzioni.

Procedura  — Esplorare una famiglia di parabole

1.
Creare uno slider \(a\) con intervallo \([-3, 3]\) e passo \(0{,}1\).
2.
Creare uno slider \(b\) con intervallo \([-3, 3]\).
3.
Creare uno slider \(c\) con intervallo \([-3, 3]\).
4.
Definire \(f(x) = a\cdot x^2 + b\cdot x + c\).
5.
Muovere gli slider e osservare:
  • come cambia la concavità con \(a\) (positiva, negativa, “schiacciamento” quando \(|a|<1\));
  • come si trasla orizzontalmente il vertice al variare di \(b\);
  • come si trasla verticalmente con \(c\).

È un’esperienza che si può fare in pochi minuti ed equivale a tracciare a mano decine di parabole.

[Picture]

Figura 43.2: Una famiglia di parabole \(f(x)=a\,x^2\) visualizzata in GeoGebra al variare del parametro \(a\) controllato da uno slider. Per \(a>0\) la concavità è verso l’alto (più stretta per \(|a|\) grande, più schiacciata per \(|a|<1\)); per \(a<0\) è verso il basso. Modificare lo slider in tempo reale permette di “vedere” il significato del parametro.

43.6 Esempi svolti

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Esempio 43.4 — Asse di un segmento

Costruire l’asse del segmento \(\overline {AB}\) come luogo dei punti equidistanti dagli estremi.

In GeoGebra.

1.
Punti liberi \(A, B\).
2.
Strumento “Asse di un segmento” applicato a \(AB\): GeoGebra disegna direttamente la retta perpendicolare al segmento nel suo punto medio.
3.
Verifica: punto generico \(P\) sull’asse, misurare \(|PA|\) e \(|PB|\). Risultano uguali per ogni \(P\).
4.
Trascinando \(A\) o \(B\), l’asse e l’uguaglianza si conservano.

Esempio 43.5 — Teorema dell’angolo al centro

Verificare che l’angolo al centro è il doppio dell’angolo alla circonferenza che sottende la stessa corda.

In GeoGebra.

1.
Disegnare una circonferenza di centro \(O\) e raggio dato; punti \(A, B\) sulla circonferenza (corda); \(P\) libero sulla circonferenza.
2.
Misurare l’angolo \(\widehat {AOB}\) (al centro) e \(\widehat {APB}\) (alla circonferenza).
3.
Verificare che \(\widehat {AOB} = 2\,\widehat {APB}\) trascinando \(P\) sulla circonferenza (mantenendo \(P\) sullo stesso arco di \(A\) e \(B\)).

È un teorema fondamentale che dimostreremo nel capitolo 63.

Esempio 43.6 — Studio di una funzione con slider

Esplorare la famiglia \(f(x) = a\operatorname{sen} (b x + c) + d\) con quattro slider \(a, b, c, d\).

In GeoGebra. Definire i quattro slider con intervalli adeguati, poi f(x) = a*sin(b*x + c) + d. Osservare:

È il modo migliore per impadronirsi del significato di ampiezza, periodo, fase nelle funzioni goniometriche (capitolo 98).

Esempio 43.7 — Risolvere graficamente un’equazione

Trovare le radici di \(x^3 - 3x + 1 = 0\) usando GeoGebra.

Soluzione. Inserire f(x) = x^3 - 3x + 1. Le radici sono le ascisse dei punti di intersezione della curva con l’asse \(x\). GeoGebra ha lo strumento “Intersezione” o, più rapido, il comando Radice[f] che restituisce tutte le radici reali. Risultato (approssimato): \(x_1 \approx -1{,}879\), \(x_2 \approx 0{,}347\), \(x_3 \approx 1{,}532\).

43.7 Esercizi proposti

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Esercizio 43.1

1.
Apri GeoGebra. Costruisci il triangolo equilatero su un segmento dato (esempio della procedura) e applica il test del trascinamento.
2.
Costruisci il punto medio di un segmento \(\overline {AB}\): (a) usando lo strumento “Punto medio”; (b) costruendolo come intersezione tra l’asse del segmento e il segmento stesso. Sono lo stesso punto?
3.
Costruisci la bisettrice di un angolo qualunque e verifica numericamente che divide l’angolo in due parti uguali. Trascina i lati e osserva.
4.
Verifica empiricamente i seguenti teoremi trascinando i vertici di un triangolo: (a) la somma degli angoli interni è \(\ang {180}\); (b) il segmento che congiunge i punti medi di due lati è parallelo al terzo lato e lungo la metà; (c) le tre mediane si incontrano in un punto (il baricentro).
5.
Costruisci un quadrato a partire da un suo lato. (Suggerimento: usa rette perpendicolari e circonferenze di raggio uguale al lato.) Verifica con il test del trascinamento.
6.
Disegna in GeoGebra i grafici di \(f(x) = x^2\), \(g(x) = x^2 + 3\), \(h(x) = (x-2)^2\), \(k(x) = -(x+1)^2 + 4\) sullo stesso piano. Identifica visivamente le trasformazioni che portano da \(f\) alle altre (richiamo al capitolo 68).
7.
Crea uno slider \(a\) con intervallo \([-3, 3]\) e disegna \(y = a\,x + 2\). Trascinando \(a\), osserva come cambia la retta. Quale punto del grafico resta fisso al variare di \(a\)?
8.
Crea due slider \(r\) e \(\theta \) con \(r\in [0, 5]\) e \(\theta \in [0, 2\pi ]\). Disegna un punto \(P = (r\cos \theta , r\operatorname{sen} \theta )\). Trascinando gli slider, osserva il movimento di \(P\) nel piano (è la base delle coordinate polari, che riprenderemo nel capitolo 120).
9.
(Discussione.) Quale differenza essenziale c’è tra “verificare un teorema con GeoGebra” e “dimostrarlo”? Discuti perché una verifica empirica, per quanto in molti casi, non equivale a una dimostrazione.

43.8 Riepilogo del capitolo

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