Capitolo 39
Indici di posizione: media, mediana, moda

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“In medio stat virtus.”
— Aristotele (sentenza latina tradizionale)

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Una tabella di frequenze fornisce una descrizione completa di un insieme di dati, ma è spesso ingombrante: davanti a una distribuzione di mille misurazioni, si vuole un singolo numero che ne sintetizzi il comportamento. Gli indici di posizione (o di tendenza centrale) rispondono a questa esigenza: rappresentano il “valore tipico” della distribuzione, attorno al quale i dati si concentrano.

I tre indici classici sono la media, la mediana e la moda. Ciascuno cattura un’idea diversa di “centro”: la media è il baricentro aritmetico, la mediana è il valore centrale per posizione, la moda è il valore più frequente. Sono indici fra loro indipendenti: per uno stesso insieme di dati possono assumere valori molto diversi, e la scelta dell’indice più appropriato dipende dal tipo di carattere e dalla forma della distribuzione. La sentenza aristotelica posta in apertura — la virtù sta nel mezzo — ne è una traduzione filosofica: identificare il “mezzo giusto” è il problema centrale di questo capitolo.

39.1 Media aritmetica

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L’indice più noto e usato è la media aritmetica, che corrisponde all’idea intuitiva di “ripartire equamente” una grandezza fra tutte le unità statistiche.

Definizione 39.1 — Media aritmetica

Siano \(x_1, x_2, \dots , x_N\) i valori di un carattere quantitativo rilevati su \(N\) unità statistiche. Si chiama media aritmetica il numero

\[ \bar {x} = \frac {x_1 + x_2 + \dots + x_N}{N} = \frac {1}{N}\sum _{i=1}^{N} x_i . \]

Quando i dati sono organizzati in una distribuzione di frequenza con \(k\) modalità distinte \(x_1, x_2, \dots , x_k\) di frequenza assoluta \(f_1, f_2, \dots , f_k\), la formula si riscrive in modo equivalente come

\[ \bar {x} = \frac {1}{N}\sum _{i=1}^{k} f_i \cdot x_i , \qquad \text {dove } N = \sum _{i=1}^{k} f_i . \]

Questa forma è particolarmente comoda quando i dati provengono da una tabella di frequenza, perché evita di sommare uno per uno i singoli valori.

Proprietà della media

La media aritmetica gode di alcune proprietà importanti, che la rendono lo strumento più usato in statistica.

1.
Compresa fra minimo e massimo: \(x_{\min } \leq \bar {x} \leq x_{\max }\), con uguaglianza se e solo se tutti i valori sono uguali.
2.
Somma degli scarti nulla: la somma degli scarti dei dati rispetto alla media è zero,
\[ \sum _{i=1}^{N} (x_i - \bar {x}) = 0 . \]

Gli scarti positivi e quelli negativi si compensano esattamente: la media è il “baricentro” della distribuzione.

3.
Sensibilità ai valori estremi: la media può essere fortemente influenzata da pochi valori molto grandi o molto piccoli (outlier). È una proprietà che la rende a volte poco rappresentativa.

Esempio 39.1 — Verifica della proprietà degli scarti nulli

Sui valori \(4, 6, 8, 10, 12\) la media è

\[ \bar {x} = \frac {4 + 6 + 8 + 10 + 12}{5} = \frac {40}{5} = 8 . \]

Gli scarti dalla media sono \(-4, -2, 0, +2, +4\); sommandoli:

\[ (-4) + (-2) + 0 + (+2) + (+4) = 0 . \checkmark \]

Attenzione!

Outlier e media. Considera la serie \(2, 3, 4, 5, 6\): la media è \(4\), un valore “ragionevolmente al centro” dei dati. Modifica ora un solo valore: \(2, 3, 4, 5, 96\). La media diventa \(\bar {x} = (2+3+4+5+96)/5 = 22\), un numero che nessuno dei dati approssima bene. Un solo valore anomalo ha trascinato la media lontano dal grosso della distribuzione. Per questa ragione, in presenza di outlier o di distribuzioni fortemente asimmetriche, la media va usata con cautela; vedremo come la mediana sia molto più robusta in queste situazioni.

39.2 Media ponderata

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Talvolta i valori da mediare non hanno tutti la stessa “importanza”: alcuni contano di più, altri di meno. È il caso tipico delle medie scolastiche in cui un voto del compito in classe pesa più di un voto di una verifica orale, o delle medie ponderate dei prezzi pesati per le quantità.

Definizione 39.2 — Media ponderata

Siano \(x_1, x_2, \dots , x_k\) dei valori e \(w_1, w_2, \dots , w_k\) dei numeri positivi detti pesi. Si chiama media ponderata il numero

\[ \bar {x}_w = \frac {w_1 x_1 + w_2 x_2 + \dots + w_k x_k}{w_1 + w_2 + \dots + w_k} = \frac {\sum _{i=1}^{k} w_i \cdot x_i}{\sum _{i=1}^{k} w_i} . \]

La media ponderata si riduce alla media aritmetica nel caso particolare in cui tutti i pesi sono uguali. Inoltre, la media “per distribuzione di frequenza” che abbiamo visto nella sezione precedente,

\[ \bar {x} = \frac {1}{N}\sum f_i x_i , \]

è essa stessa una media ponderata: i pesi sono le frequenze assolute \(f_i\), e la somma dei pesi è \(N\).

Esempio 39.2 — Media ponderata dei voti

Uno studente ha sostenuto in matematica tre prove: un’interrogazione orale (voto \(7\), peso \(1\)), un compito scritto (voto \(6\), peso \(2\)) e un compito finale di recupero (voto \(8\), peso \(3\)). Calcoliamo la media ponderata.

Impostazione algebrica.

\[ \bar {x}_w = \frac {w_1 x_1 + w_2 x_2 + w_3 x_3}{w_1 + w_2 + w_3} = \frac {1 \cdot 7 + 2 \cdot 6 + 3 \cdot 8}{1 + 2 + 3} . \]

Calcolo.

\[ \bar {x}_w = \frac {7 + 12 + 24}{6} = \frac {43}{6} \approx 7.17 . \]

Confronto con la media aritmetica semplice. La media aritmetica (senza pesi) sarebbe

\[ \bar {x} = \frac {7 + 6 + 8}{3} = \frac {21}{3} = 7 . \]

La media ponderata è più alta perché il voto più alto (\(8\)) ha il peso maggiore.

Esempio 39.3 — Media degli ordini di grandezza

Una scuola ha tre sezioni, con il seguente numero di studenti e voto medio in matematica:

Sezione N. studenti Voto medio
A \(20\) \(6.5\)
B \(25\) \(7.2\)
C \(15\) \(6.0\)

Calcoliamo il voto medio di matematica nell’intera scuola.

Errore comune. La media aritmetica dei tre voti medi delle sezioni:

\[ \frac {6.5 + 7.2 + 6.0}{3} \approx 6.57 \]

sarebbe un calcolo sbagliato: tratterebbe le tre sezioni come se avessero la stessa numerosità.

Calcolo corretto: media ponderata. I pesi sono le numerosità.

\[ \bar {x}_w = \frac {20 \cdot 6.5 + 25 \cdot 7.2 + 15 \cdot 6.0}{20 + 25 + 15} = \frac {130 + 180 + 90}{60} = \frac {400}{60} \approx 6.67 . \]

Il voto medio della scuola è \(\bar {x}_w \approx 6.67\), leggermente più alto della media semplice dei tre voti medi. La differenza nasce dal fatto che la sezione B, che ha il voto medio più alto, è anche la più numerosa.

39.3 Mediana

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La media aritmetica ha lo svantaggio di essere sensibile ai valori estremi. La mediana è un indice più robusto: si basa sulla posizione dei dati ordinati, non sui loro valori.

Definizione 39.3 — Mediana

Sia \(x_1, x_2, \dots , x_N\) un insieme di \(N\) valori di un carattere quantitativo (o qualitativo ordinato), ordinati in modo crescente. La mediana è il valore che divide la distribuzione ordinata in due metà di uguale numerosità:

La mediana si interpreta così: il \(50\,{\% }\) dei dati ha valore \(\leq \text {Med}\), e il \(50\,{\% }\) ha valore \(\geq \text {Med}\). È il “valore centrale per posizione”.

Robustezza della mediana

La proprietà che rende la mediana preziosa è la robustezza: variazioni anche grandi dei valori estremi non la modificano, purché non spostino l’ordinamento dei valori centrali.

Esempio 39.4 — Robustezza della mediana rispetto agli outlier

Consideriamo due serie:

Sostituendo un singolo dato “corretto” (\(6\)) con uno fortemente anomalo (\(96\)), la media si è spostata di \(18\) unità, ma la mediana è rimasta invariata. La mediana ha conservato il suo significato di “valore centrale”, mentre la media è stata trascinata via dall’outlier.

Esempio 39.5 — Mediana per \(N\) pari

Calcoliamo la mediana dei valori \(3, 7, 2, 8, 5, 10\).

Passo 1: ordinare i valori.

\[ 2, 3, 5, 7, 8, 10 . \]

Passo 2: \(N = 6\) è pari, i valori centrali sono di posto \(N/2 = 3\) e \(N/2 + 1 = 4\): cioè \(5\) e \(7\).

Passo 3: media dei due centrali.

\[ \text {Med} = \frac {5 + 7}{2} = 6 . \]

Mediana per distribuzioni di frequenza

Quando i dati sono organizzati in una tabella di frequenza per modalità \(x_1 < x_2 < \dots < x_k\), la mediana si trova individuando la modalità in corrispondenza della quale la frequenza cumulata supera per la prima volta il \(50\,{\% }\) (o il valore \(N/2\) in termini assoluti).

Esempio 39.6 — Mediana dei voti

Riprendiamo l’esempio dei voti del Capitolo 38: \(25\) studenti distribuiti come segue.

Voto \(x_i\) \(f_i\) \(F_i\) \(\Phi _i^{\%}\)
\(4\) \(2\) \(2\) \(8\,{\% }\)
\(5\) \(4\) \(6\) \(24\,{\% }\)
\(6\) \(7\) \(13\) \(52\,{\% }\)
\(7\) \(6\) \(19\) \(76\,{\% }\)
\(8\) \(4\) \(23\) \(92\,{\% }\)
\(9\) \(2\) \(25\) \(100\,{\% }\)

\(N = 25\) è dispari, dunque la mediana è il valore di posto \((N+1)/2 = 13\). Dalla colonna \(F_i\) si vede che il \(13\)-esimo valore è un \(6\) (entra nella cumulata che va da \(7\) a \(13\)). Quindi \(\text {Med} = 6\).

Equivalentemente: cerchiamo la modalità in corrispondenza della quale \(\Phi _i^{\%}\) supera per la prima volta il \(50\,{\% }\). È il voto \(6\), con \(\Phi _3^{\%} = 52\,{\% }\).

39.4 Moda

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L’indice più semplice da definire — anche se non sempre il più utile — è la moda.

Definizione 39.4 — Moda

La moda di una distribuzione è la modalità con la frequenza massima, cioè la modalità che si presenta più volte.

La moda è l’unico indice di posizione applicabile ai caratteri qualitativi sconnessi (es. colore preferito, marca dell’auto): non avendo i valori un ordinamento naturale, non si può definire una mediana, né tantomeno una media. La moda invece esiste sempre, perché basta sapere quale modalità è più frequente.

Distribuzioni unimodali, bimodali, multimodali

Definizione 39.5 — Distribuzioni secondo la moda

Una distribuzione si dice:

Se tutte le modalità hanno la stessa frequenza, la moda non è definita (o si dice che la distribuzione è amodale).

Esempio 39.7 — Moda di distribuzioni diverse

Consideriamo tre distribuzioni di colori preferiti:

Classe modale

Per distribuzioni per classi (caratteri continui o discreti raggruppati), si parla di classe modale: è la classe con la frequenza assoluta maggiore. Bisogna fare attenzione al fatto che, se le classi hanno ampiezze diverse, la classe modale va individuata sulla base della densità di frequenza (\(f_i\) diviso ampiezza della classe), non della sola frequenza assoluta.

39.5 Confronto e scelta dell’indice appropriato

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I tre indici non sono intercambiabili: ciascuno cattura un aspetto diverso della distribuzione, e per uno stesso insieme di dati possono assumere valori molto diversi. La scelta dell’indice “giusto” dipende dal tipo di carattere e dalla forma della distribuzione.

Quale indice per quale carattere

Tipo di carattere Media Mediana Moda
Qualitativo sconnesso \(\times \) \(\times \) \(\checkmark \)
Qualitativo ordinato \(\times \) \(\checkmark \) \(\checkmark \)
Quantitativo discreto \(\checkmark \) \(\checkmark \) \(\checkmark \)
Quantitativo continuo \(\checkmark \) \(\checkmark \) \(\checkmark \)

Il simbolo \(\checkmark \) indica che l’indice è ben definito; il simbolo \(\times \) che non lo è. Per i caratteri qualitativi sconnessi (come “colore preferito”) solo la moda è significativa. Per i caratteri ordinati ma non quantitativi (come “giudizio” espresso in “insufficiente / sufficiente / buono / ottimo”) si possono usare mediana e moda, ma non la media (non avrebbe senso fare la “somma” di un “insufficiente” e di un “buono”). Per i caratteri quantitativi tutti e tre gli indici sono definiti.

Quando preferire la mediana alla media

Anche per caratteri quantitativi, la media non è sempre l’indice migliore. Si preferisce la mediana quando:

Un classico esempio è il reddito medio di una popolazione: i pochi redditi altissimi alzano fortemente la media, che diventa poco rappresentativa del cittadino tipico. Per questo gli istituti di statistica pubblicano spesso, accanto al reddito medio, anche il reddito mediano, che riflette meglio la condizione della metà della popolazione.

Esempio 39.8 — Reddito di una piccola popolazione

In un piccolo paese di \(10\) abitanti, i redditi annui (in migliaia di euro) sono:

\[ 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 500 . \]

Calcoliamo media e mediana.

Media.

\[ \bar {x} = \frac {18 + 19 + 20 + 21 + 22 + 23 + 24 + 25 + 26 + 500}{10} = \frac {698}{10} = 69.8 . \]

La media è \(69800~€\) all’anno: un valore che nessuno degli abitanti (eccetto il decimo) avvicina nemmeno.

Mediana. \(N = 10\) pari, i valori centrali sono il quinto e il sesto: \(22\) e \(23\).

\[ \text {Med} = \frac {22 + 23}{2} = 22.5 . \]

La mediana è \(22500~€\): descrive molto meglio la situazione tipica del paese.

Conclusione. Per descrivere “quanto si vive bene” in questo paese, la mediana è di gran lunga più informativa della media. La media, presa da sola, suggerirebbe una falsa idea di benessere diffuso.

[Picture]

Figura 39.1: Distribuzione dei redditi nel piccolo paese dell’esempio. La mediana (\(22.5\)) si colloca in mezzo al “grosso” dei valori, mentre la media (\(69.8\)) è trascinata fortemente dal singolo valore anomalo (\(500\)), finendo molto lontano da qualunque dato reale.

Quando preferire la moda

La moda è l’indice di scelta quando:

Forma della distribuzione: simmetrica vs asimmetrica

Sapere la posizione relativa di media, mediana e moda è già una prima informazione sulla forma della distribuzione, prima ancora di disegnarne un grafico.

Esempi svolti

Esempio 39.9 — Tutti e tre gli indici per una distribuzione di voti

Calcoliamo media, mediana e moda della distribuzione dei voti del Capitolo 38 (\(N=25\)):

Voto \(x_i\) \(f_i\) \(f_i \cdot x_i\)
\(4\) \(2\) \(8\)
\(5\) \(4\) \(20\)
\(6\) \(7\) \(42\)
\(7\) \(6\) \(42\)
\(8\) \(4\) \(32\)
\(9\) \(2\) \(18\)
Totale \(\mathbf {25}\) \(\mathbf {162}\)

Media aritmetica.

\[ \bar {x} = \frac {\sum f_i x_i}{N} = \frac {162}{25} = 6.48 . \]

Mediana. Per \(N = 25\) (dispari), la mediana è il valore di posto \((N+1)/2 = 13\). Dalla cumulata, il \(13\)-esimo valore cade nella modalità \(6\): \(\text {Med} = 6\).

Moda. La modalità con frequenza massima è \(6\) (frequenza \(7\)): \(\text {Mo} = 6\).

Confronto. Si ha \(\text {Mo} = \text {Med} = 6 < \bar {x} = 6.48\). La media è leggermente più alta della mediana e della moda: la distribuzione è dunque leggermente asimmetrica positiva (coda a destra), il che si spiega col fatto che ci sono qualche voto alto (\(8\), \(9\)) che “trascina” la media verso destra senza modificare mediana e moda.

Esempio 39.10 — Media ponderata in un problema reale

Un acquirente compra tre tipi di mele a prezzi diversi:

Qual è il prezzo medio al chilo che ha effettivamente pagato?

Impostazione. È una media ponderata dei tre prezzi, con pesi le quantità acquistate.

\[ \bar {p}_w = \frac {4 \cdot 2.50 + 6 \cdot 2.00 + 2 \cdot 3.00}{4 + 6 + 2} = \frac {10 + 12 + 6}{12} = \frac {28}{12} \approx 2.33~€/{\mathrm{kg} } . \]

Confronto. La media aritmetica dei tre prezzi (senza pesi) sarebbe

\[ \bar {p} = \frac {2.50 + 2.00 + 3.00}{3} = 2.50~€/{\mathrm{kg} } , \]

un valore più alto del prezzo effettivamente pagato. Per il bilancio reale (totale speso \(28~€\) per \(12\,{\mathrm{kg} }\)), conta solo la media ponderata.

Esempio 39.11 — Asimmetria di una distribuzione di frequenza

Una distribuzione di salari mensili (in centinaia di euro) in un’azienda di \(50\) dipendenti:

Salario \(f_i\)
\(12\) \(10\)
\(14\) \(15\)
\(16\) \(12\)
\(18\) \(8\)
\(20\) \(3\)
\(50\) \(2\)

Calcolo della media.

\[ \bar {x} = \frac {12 \cdot 10 + 14 \cdot 15 + 16 \cdot 12 + 18 \cdot 8 + 20 \cdot 3 + 50 \cdot 2}{50} = \frac {120 + 210 + 192 + 144 + 60 + 100}{50} = \frac {826}{50} = 16.52 . \]

Mediana. \(N = 50\), valori centrali di posto \(25\) e \(26\). Le frequenze cumulate sono \(10, 25, 37, 45, 48, 50\): il \(25\)-esimo valore cade nella modalità \(14\) (la cumulata raggiunge \(25\) proprio in \(14\)); il \(26\)-esimo cade già in \(16\). Quindi

\[ \text {Med} = \frac {14 + 16}{2} = 15 . \]

Moda. Modalità con frequenza massima: \(14\) (frequenza \(15\)). \(\text {Mo} = 14\).

Confronto. \(\text {Mo} = 14 < \text {Med} = 15 < \bar {x} = 16.52\): ordine tipico di una distribuzione asimmetrica positiva, con i due salari da \(50\) (centinaia di euro) che fanno da outlier e trascinano la media verso destra.

Esercizio 39.1

1.
Calcola media aritmetica, mediana e moda dei seguenti insiemi di dati.
(a)
\(3, 5, 7, 5, 4, 6, 5\);
(b)
\(12, 15, 18, 14, 20, 16, 12, 19\);
(c)
\(2.5, 3.1, 2.5, 4.0, 3.7, 2.5\);
(d)
\(10, 20, 30, 40, 50\) (qual è la mediana? qual è la moda?).
2.
Calcola la media ponderata in ciascuna delle seguenti situazioni.
(a)
Voti \(6, 7, 8\) con pesi rispettivamente \(1, 2, 1\).
(b)
Voti \(5, 7, 8, 9\) con pesi \(2, 3, 1, 2\).
(c)
Una scuola con tre sezioni di \(20\), \(25\), \(15\) studenti, con voti medi rispettivamente \(6.8\), \(7.0\), \(6.5\).
3.
Vero o falso? Motiva la risposta.
(a)
La media aritmetica è sempre uguale alla mediana.
(b)
Se la media è maggiore della mediana, la distribuzione è asimmetrica positiva.
(c)
La mediana di un insieme di valori può non essere uno dei valori dell’insieme.
(d)
La somma degli scarti dei dati dalla mediana è sempre zero.
(e)
In una distribuzione simmetrica e unimodale media, mediana e moda coincidono.
(f)
La moda è sempre unica.
4.
Trova un esempio di insieme di \(5\) numeri in cui:
(a)
media e mediana coincidono;
(b)
la media è molto maggiore della mediana;
(c)
la moda è \(7\), la mediana è \(5\), la media è \(4\).
5.
In una rilevazione la distribuzione dei voti di \(32\) studenti è:

Voto \(4\) \(5\) \(6\) \(7\) \(8\) \(9\) \(10\)
\(f_i\) \(2\) \(5\) \(10\) \(8\) \(5\) \(2\) \(0\)

Calcola media, mediana e moda. È una distribuzione simmetrica?

6.
Spiega perché, per il carattere “professione esercitata”, si può parlare di moda ma non di media né di mediana.
7.
Uno studente ha sostenuto in un anno scolastico \(4\) verifiche di matematica con i seguenti voti e pesi:

Verifica Voto Peso
Compito 1 \(6\) \(1\)
Compito 2 \(7\) \(2\)
Interrogazione \(8\) \(1\)
Compito finale \(5\) \(2\)
(a)
Calcola la media ponderata.
(b)
Quale voto dovrebbe ottenere lo studente nella prossima verifica (con peso \(2\)) per portare la sua media ponderata sopra il \(7\)?
8.
In una serie di \(9\) valori ordinati, il quinto valore vale \(12\). Quale è la mediana? Se aggiungo un decimo valore pari a \(20\), quale diventa la nuova mediana? (Suggerimento: il valore di posto \(5\) e \(6\) nella serie estesa.)
9.
Un’azienda ha \(99\) dipendenti con salario annuale di \(30\) migliaia di euro e \(1\) dirigente con salario di \(1000\) migliaia di euro.
(a)
Calcola la media e la mediana dei salari.
(b)
Quale dei due indici descrive meglio la condizione tipica dei dipendenti dell’azienda?
10.
In una distribuzione per classi i dati sono:

Classe \(f_i\)
\([0, 10)\) \(4\)
\([10, 20)\) \(12\)
\([20, 30)\) \(18\)
\([30, 40)\) \(8\)
\([40, 50]\) \(3\)

Determina la classe modale e la classe mediana (cioè quella in cui cade la mediana).

11.
Spiega perché, in una distribuzione asimmetrica positiva, si ha tipicamente \(\text {Mo} < \text {Med} < \bar {x}\). (Suggerimento: ragiona su una distribuzione con una coda di pochi valori grandi.)
12.
Calcola la media ponderata dei prezzi al chilo di tre tipi di pane in un panificio, sapendo che in una giornata sono stati venduti:
  • \(8\,{\mathrm{kg} }\) di pane comune a \(2.00~€/{\mathrm{kg} }\);
  • \(3\,{\mathrm{kg} }\) di pane integrale a \(3.50~€/{\mathrm{kg} }\);
  • \(2\,{\mathrm{kg} }\) di pane ai cereali a \(4.00~€/{\mathrm{kg} }\).
13.
Dato l’insieme di voti \(4, 5, 6, 7, 8, x\), determina il valore di \(x\) tale che:
(a)
la media sia esattamente \(6\);
(b)
la mediana sia esattamente \(6.5\);
(c)
la moda sia \(7\).
14.
Discuti criticamente il seguente titolo di giornale: “Lo stipendio medio in Italia è di \(2500~€\) al mese”. Quali informazioni servirebbero per valutarlo? Perché in questo caso la mediana sarebbe forse più informativa?