Capitolo 41
Rappresentazioni grafiche di dati statistici

WEB (Materiali vari)

“Il valore più grande di un’immagine è quando ci obbliga a notare ciò che non ci saremmo mai aspettati di vedere.”
— John Tukey

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Una tabella di frequenze riporta tutti i dati di una rilevazione, ma non sempre li rende immediatamente comprensibili: di fronte a una colonna di numeri, l’occhio fatica a riconoscere strutture, tendenze, anomalie. Una rappresentazione grafica, quando è ben costruita, comunica in pochi secondi quello che una tabella esprimerebbe in pagine.

La frase di Tukey posta in apertura ci ricorda però che i grafici non sono soltanto belli: sono anche rivelatori. Un buon grafico fa emergere ciò che non sapevamo di cercare. Un cattivo grafico, viceversa, può nascondere o distorcere informazioni che la tabella conteneva. In questo capitolo presentiamo i quattro grafici fondamentali della statistica descrittiva — diagrammi a barre, istogrammi, areogrammi, diagrammi cartesiani — e dedichiamo una sezione finale alla lettura critica, che è abilità indispensabile in un’epoca in cui i grafici sono parte integrante dell’informazione quotidiana.

41.1 Diagrammi a barre e a colonne

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Definizione 41.1 — Diagramma a barre

Un diagramma a barre (o a colonne se le barre sono verticali) rappresenta una distribuzione di frequenza tramite barre rettangolari di larghezza costante, la cui lunghezza (o altezza, nel caso a colonne) è proporzionale alla frequenza assoluta, relativa o percentuale della corrispondente modalità.

È il grafico standard per i caratteri qualitativi (sconnessi o ordinati) e quantitativi discreti con un numero limitato di modalità. Le barre devono essere separate fra loro da uno spazio bianco: questa convenzione grafica esprime visivamente l’idea che le modalità sono distinte, non parti di un continuo.

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Figura 41.1: Diagramma a colonne (barre verticali) della distribuzione dei colori preferiti in una classe di \(11\) studenti (esempio illustrativo). L’altezza di ciascuna colonna è proporzionale alla frequenza assoluta della modalità. Le barre sono separate per indicare che si tratta di modalità distinte di un carattere qualitativo.

Quando si usano le barre

I diagrammi a barre sono il grafico più leggibile: l’occhio confronta facilmente lunghezze (più delle aree o degli angoli), e in poche frazioni di secondo si percepiscono ordinamenti e rapporti. Per questo sono il grafico raccomandato per quasi tutti i casi in cui la moda e la struttura comparativa sono il punto di interesse.

Conviene ordinare le barre in ordine decrescente di frequenza (diagramma di Pareto) quando il carattere è qualitativo sconnesso e si vuole mettere in evidenza la modalità più frequente. Per i caratteri ordinati o quantitativi, va invece rispettato l’ordine naturale delle modalità sull’asse.

41.2 Istogrammi

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Quando il carattere è quantitativo continuo (o discreto con molte modalità raggruppate per classi), il diagramma a barre non basta: occorre rappresentare anche il fatto che le classi sono contigue, cioè non c’è separazione fra l’estremo superiore di una e l’estremo inferiore della successiva. Si usa allora l’istogramma.

Definizione 41.2 — Istogramma

Un istogramma rappresenta una distribuzione di frequenza per classi tramite rettangoli adiacenti, le cui basi sono le classi (sull’asse delle ascisse) e le altezze sono proporzionali alle frequenze. I rettangoli sono contigui: due classi adiacenti hanno il lato comune in un singolo punto.

L’istogramma differisce dal diagramma a colonne per due ragioni:

Quando tutte le classi hanno la stessa ampiezza, le due opzioni (altezza = frequenza, oppure altezza = densità) sono equivalenti e si usa la prima per semplicità.

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Figura 41.2: Istogramma della distribuzione per classi delle altezze in cm di \(30\) studenti (esempio dal Capitolo 38). I rettangoli sono adiacenti, senza spazio fra l’uno e l’altro, perché le classi sono contigue.

Poligono di frequenza

Un grafico ottenuto a partire dall’istogramma è il poligono di frequenza: si collegano con segmenti i punti medi dei lati superiori dei rettangoli, ottenendo una spezzata che dà una rappresentazione “lineare” della distribuzione. È utile soprattutto per confrontare visivamente più distribuzioni sovrapposte.

41.3 Diagrammi a torta areogrammi

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Per mostrare la composizione di una popolazione — cioè quanta parte rappresenta ciascuna modalità rispetto al totale — si usa spesso il diagramma a torta (o areogramma).

Definizione 41.3 — Diagramma a torta

Un diagramma a torta rappresenta una distribuzione di frequenza tramite settori circolari di un cerchio, dove l’ampiezza angolare di ciascun settore è proporzionale alla frequenza percentuale della corrispondente modalità. Per una modalità con frequenza percentuale \(\phi _i^{\%}\), l’angolo del settore è

\[ \alpha _i = \phi _i^{\%} \cdot 3.6\,{^\circ } = \phi _i \cdot 360\,{^\circ } . \]

La somma degli angoli dei settori è \(360\,{^\circ }\), l’intero giro, in corrispondenza del fatto che le frequenze percentuali sommano a \(100\,{\% }\).

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Figura 41.3: Diagramma a torta della distribuzione del colore preferito (esempio illustrativo). L’ampiezza di ciascun settore è proporzionale alla frequenza percentuale della modalità. La somma degli angoli è \(360\,{^\circ }\).

Pregi e limiti del diagramma a torta

Il diagramma a torta è efficacissimo nel comunicare l’idea di composizione: si vede a colpo d’occhio quale modalità è “la fetta più grande”. Ha però alcuni limiti che ne sconsigliano l’uso in molti contesti:

Per queste ragioni, in molti contesti professionali si raccomanda di preferire diagrammi a barre orizzontali ai diagrammi a torta, specie quando le modalità sono numerose.

41.4 Diagrammi cartesiani

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I diagrammi cartesiani si usano per rappresentare coppie di valori: a ciascuna unità statistica si associa un punto nel piano, le cui coordinate corrispondono ai valori di due caratteri. Sono il grafico fondamentale per studiare la relazione fra due variabili (correlazione, trend temporali).

Definizione 41.4 — Diagramma a dispersione (scatter plot)

Dato un insieme di \(N\) coppie di valori \((x_i, y_i)\), il diagramma a dispersione è la rappresentazione di queste coppie come punti nel piano cartesiano, con \(x_i\) sull’asse delle ascisse e \(y_i\) sull’asse delle ordinate.

La forma generale del diagramma a dispersione suggerisce la presenza (o l’assenza) di una relazione fra le due variabili: punti distribuiti lungo una linea (retta o curva) indicano una correlazione, punti dispersi senza tendenza indicano assenza di relazione.

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Figura 41.4: Diagramma a dispersione (scatter plot) che illustra la relazione fra ore di studio settimanali e voto (su scala arbitraria) in un’ipotetica indagine. La nuvola di punti mostra una tendenza crescente, e la retta tratteggiata sintetizza la relazione: a più ore di studio corrispondono in media voti più alti. È un esempio di correlazione positiva.

Diagrammi di linea per serie temporali

Un caso particolare del diagramma cartesiano è il diagramma di linea, usato quando l’asse \(x\) rappresenta il tempo. I punti \((t_i, y_i)\) vengono uniti da segmenti, ottenendo una “linea spezzata” che mostra l’evoluzione del fenomeno nel tempo. È il grafico tipico delle quotazioni di borsa, della temperatura giornaliera, dell’andamento di un’epidemia, ecc.

41.5 Lettura critica dei grafici

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I grafici sono potenti strumenti di comunicazione, ma proprio per questo possono essere usati per ingannare. Riconoscere i trucchi più comuni è una competenza essenziale di cittadinanza nell’era dell’informazione visiva.

Origine arbitraria e scala compressa

Uno dei trucchi più diffusi è far cominciare l’asse delle ordinate da un valore diverso da zero. Una piccola variazione percentuale, su una scala che parte non da zero ma da un valore vicino al minimo dei dati, viene amplificata visivamente fino a sembrare drammatica.

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Figura 41.5: Stessa serie di dati (vendite: \(75\), \(77\), \(79\) unità in tre anni), rappresentata in due modi. A sinistra: con asse delle ordinate a partire da zero. La crescita è modesta. A destra: con asse troncato a partire da \(75\). La stessa crescita appare “esplosiva”. Una piccola scelta tipografica produce due narrazioni completamente diverse.

Altri trucchi comuni

Attenzione!

Tutti i grafici hanno un punto di vista. Anche un grafico scrupolosamente onesto richiede al lettore di interpretare e contestualizzare. Le domande da farsi davanti a un grafico sono sempre le stesse: Quali sono le unità di misura? Da dove parte l’asse? Quale popolazione rappresenta? Quale fonte di dati? L’autore aveva interesse a comunicare una specifica narrazione? L’epigrafe di Tukey suona allora a un’altra orecchio: il grafico ci obbliga a notare ciò che non ci aspettavamo, ma a noi spetta verificare cosa ci sta facendo notare e perché.

Esempi svolti

Esempio 41.1 — Costruzione di un diagramma a torta

Su \(200\) intervistati in un sondaggio, le preferenze sui mezzi di trasporto per andare al lavoro sono: auto \(90\), mezzi pubblici \(60\), bicicletta \(30\), a piedi \(20\). Costruiamo un diagramma a torta.

Calcolo delle frequenze percentuali.

Calcolo degli angoli dei settori. \(\alpha _i = \phi _i \cdot 360\,{^\circ }\):

Verifica. La somma degli angoli è \(162 + 108 + 54 + 36 = 360\,{^\circ }\). \(\checkmark\)

Esempio 41.2 — Lettura critica di un grafico

Una catena di supermercati pubblica un grafico in cui le vendite del prodotto X passano da \(1000\) a \(1020\) pezzi in un mese, e l’asse delle ordinate del grafico è troncato a partire da \(990\). Senza il taglio dell’asse, la differenza fra \(1000\) e \(1020\) sarebbe stata di circa il \(2\%\), appena visibile sul grafico. Con l’asse troncato, la barra di \(1020\) appare tre volte più alta di quella di \(1000\). La crescita reale (del \(2\,{\% }\)) viene fatta percepire come un balzo del \(200\,{\% }\).

Domande critiche.

Esercizio 41.1

1.
Per ciascuno dei seguenti caratteri, indica quale grafico è il più appropriato (barre, istogramma, torta, dispersione, linea) e motiva.
(a)
Composizione percentuale della popolazione italiana per regione di residenza.
(b)
Andamento della temperatura media mensile a Torino nel \(2024\).
(c)
Distribuzione delle altezze degli studenti di una classe.
(d)
Numero di automobili vendute in Italia per marca, nel \(2024\).
(e)
Relazione fra ore di studio settimanali e voto medio di matematica.
2.
Una classe di \(30\) studenti è composta da: \(12\) maschi e \(18\) femmine.
(a)
Calcola le frequenze percentuali.
(b)
Calcola gli angoli dei settori per un diagramma a torta.
(c)
Disegna manualmente il grafico.
3.
Costruisci un diagramma a barre verticali (a colonne) per i dati: musica preferita di \(40\) studenti — pop \(18\), rock \(10\), classica \(4\), rap \(6\), altro \(2\).
4.
In una rilevazione di pesi di \(50\) studenti (in kg), suddivisi in classi:

Classe (kg) \(f_i\)
\([45, 55)\) \(8\)
\([55, 65)\) \(18\)
\([65, 75)\) \(15\)
\([75, 85]\) \(9\)

Costruisci l’istogramma corrispondente.

5.
Vero o falso? Motiva la risposta.
(a)
Il diagramma a barre va sempre disegnato con le barre adiacenti.
(b)
In un istogramma le aree dei rettangoli sono proporzionali alle frequenze delle classi.
(c)
Un diagramma a torta con \(20\) modalità è efficace.
(d)
La somma degli angoli dei settori di un diagramma a torta è sempre \(360\,{^\circ }\).
(e)
Un grafico con asse troncato è sempre fuorviante.
6.
Spiega perché un diagramma a barre orizzontali è spesso preferibile a un diagramma a torta quando le modalità sono numerose (\(> 6\)).
7.
Si presentano i seguenti dati sulla popolazione di una città:

Anno Popolazione
\(2020\) \(82500\)
\(2021\) \(82800\)
\(2022\) \(83100\)
\(2023\) \(83500\)
\(2024\) \(83900\)
(a)
Calcola la variazione percentuale complessiva fra il \(2020\) e il \(2024\).
(b)
Disegna un grafico di linea con asse onesto (a partire da zero).
(c)
Disegna lo stesso grafico con asse troncato a \(82000\).
(d)
Commenta come cambia la percezione della crescita.
8.
Una catena di palestre comunica: “Il nostro fatturato è cresciuto del \(50\,{\% }\) nell’ultimo anno!”. Quali informazioni servirebbero per valutare se è un dato veramente impressionante?
9.
Spiega la differenza fra correlazione e causalità, dando un esempio in cui due variabili sono correlate ma non vi è alcun legame di causa-effetto.
10.
Un’azienda pubblica un’infografica in cui il fatturato del concorrente è rappresentato da un cerchio di raggio \(2~\text {cm}\) e il proprio fatturato (il doppio) da un cerchio di raggio \(4~\text {cm}\). Qual è il problema di questa rappresentazione? Calcola il rapporto fra le aree dei due cerchi.
11.
Un sondaggio su \(200\) persone rivela: \(120\) approvano una certa proposta, \(60\) non la approvano, \(20\) non rispondono. Costruisci:
(a)
un diagramma a barre verticali;
(b)
un diagramma a torta (con calcolo dei settori).
12.
Un grafico di linea mostra l’andamento della temperatura media annua di una città per \(30\) anni. Si vede una netta crescita. Quale ulteriore informazione servirebbe per concludere che “il clima della città si sta scaldando”?
13.
Considera i seguenti dati sull’altezza (in cm) di \(8\) studenti e sul loro voto in matematica:

Altezza Voto
\(162\) \(6\)
\(170\) \(7\)
\(175\) \(5\)
\(168\) \(8\)
\(180\) \(6\)
\(172\) \(7\)
\(178\) \(9\)
\(165\) \(7\)
(a)
Disegna un diagramma a dispersione.
(b)
Si percepisce una correlazione fra le due variabili? Argomenta.