Capitolo 4
Quantificatori universale ed esistenziale

WEB (Materiali vari)

Studia questo capitolo con l’AI: quiz, esercizi e altro

Ripassa con le flashcard

Esercizi auto-generati

Sorgente di questo capitolo

Schede, test e video di matematika.it

Esercizi del prof. De Capoa

La logica matematica differisce dalle altre logiche solo per il fatto di usare i simboli.”

— Giuseppe Peano, Formulario Mathematico (1908)

____________________________________________________________________________________

4.1 Introduzione motivazionale

quiz e materiali con l’AI

Nel capitolo precedente abbiamo introdotto i connettivi \(\lnot \), \(\land \), \(\lor \), \(\Rightarrow \), \(\Leftrightarrow \), che permettono di combinare proposizioni intere. Ma molte affermazioni matematiche hanno una struttura più fine: non riguardano un singolo oggetto, riguardano tutti gli oggetti di un insieme oppure almeno uno.

“Il quadrato di ogni numero reale è non negativo” è un’affermazione di tipo nuovo: parla simultaneamente di infiniti oggetti. “Esiste un numero naturale maggiore di un milione” è anch’essa diversa da una semplice proposizione: dichiara solo che almeno uno c’è. Questi due modi di parlare — l’“ogni” e l’“esiste” — sono i quantificatori.

Senza quantificatori la matematica resterebbe muta su quasi tutto ciò che le interessa: i teoremi, le definizioni, le proprietà strutturali. In questo capitolo introduciamo i due simboli \(\forall \) (“per ogni”) ed \(\exists \) (“esiste”), impariamo a leggerli e a scriverli, e soprattutto impariamo a negarli correttamente — operazione tutt’altro che ovvia, e fonte di molti errori per chi inizia.

4.2 Predicati e quantificatore universale \(\forall \)

quiz e materiali con l’AI

flashcard del paragrafo

Definizione 4.1 — Predicato

Un predicato (o formula aperta) è una frase contenente una o più variabili, che diventa una proposizione (vera o falsa) non appena le variabili vengano sostituite con valori concreti tratti da un insieme di riferimento, detto dominio.

Indichiamo i predicati con \(P(x)\), \(Q(x,y)\), \(\ldots \), mettendo tra parentesi le variabili libere. La frase

\[ P(x): \quad ``x>0'' \qquad \text {(con $x\in \mathbb{R} $)} \]

non è in sé vera o falsa: \(P(3)\) è vera, \(P(-1)\) è falsa, \(P(\sqrt {2})\) è vera. È solo quando \(x\) riceve un valore — o quando viene “quantificata” — che si ottiene una proposizione.

Il primo modo di trasformare un predicato in proposizione è dire che il predicato vale per tutti gli elementi del dominio.

Definizione 4.2 — Quantificatore universale

Dato un predicato \(P(x)\) sul dominio \(D\), la proposizione

\[ \forall x\in D : P(x) \]

si legge “per ogni \(x\) in \(D\), vale \(P(x)\)” ed è vera quando \(P(x)\) è vera per ciascun elemento \(x\) del dominio, falsa quando esiste almeno un elemento del dominio per cui \(P(x)\) è falsa.

Il simbolo \(\forall \) è una A capovolta (all, “tutti”) e si scrive a sinistra della variabile cui si riferisce. Se il dominio è chiaro dal contesto si scrive semplicemente \(\forall x: P(x)\).

Esempio 4.1 — Vero o falso?

Stabilire il valore di verità delle seguenti proposizioni.

Nota  — Quantificatore universale e congiunzione

Se il dominio è finito, \(D=\{a_1,a_2,\ldots ,a_n\}\), allora

\[ \forall x\in D: P(x) \quad \equiv \quad P(a_1)\land P(a_2)\land \cdots \land P(a_n). \]

Il quantificatore universale è dunque una specie di “congiunzione su tutti gli elementi” del dominio. Se \(D\) è infinito, la congiunzione diventa infinita e \(\forall \) è l’unico modo di esprimerla in modo finito.

Attenzione!  — Per smentire un “\(\forall \)

Per dimostrare che \(\forall x\in D: P(x)\) è falsa basta un singolo elemento \(x_0\in D\) per cui \(P(x_0)\) è falsa: si chiama controesempio. Trovare un controesempio è sufficiente. Verificare la proposizione su molti casi favorevoli, invece, non è mai sufficiente: il fatto che \(P(x)\) valga per i primi cento valori non garantisce nulla sul centunesimo.

[Picture]

Figura 4.1: Il quantificatore universale \(\forall x\in D: P(x)\) è vero quando ogni elemento di \(D\) soddisfa il predicato \(P\): nella figura, tutti i punti sono “verdi” (soddisfano \(P\)).

4.3 Quantificatore esistenziale \(\exists \)

quiz e materiali con l’AI

flashcard del paragrafo

Il secondo modo di trasformare un predicato in proposizione è dire che il predicato vale per almeno un elemento del dominio.

Definizione 4.3 — Quantificatore esistenziale

Dato un predicato \(P(x)\) sul dominio \(D\), la proposizione

\[ \exists x\in D : P(x) \]

si legge “esiste \(x\) in \(D\) tale che \(P(x)\)” ed è vera quando almeno un elemento del dominio soddisfa \(P(x)\), falsa se nessun elemento del dominio lo soddisfa.

Il simbolo \(\exists \) è una E rovesciata (exists). “Esiste” va inteso in senso debole: significa “ce n’è almeno uno”, non “ce n’è esattamente uno”.

Esempio 4.2

Nota  — Quantificatore esistenziale e disgiunzione

Se il dominio è finito, \(D=\{a_1,a_2,\ldots ,a_n\}\), allora

\[ \exists x\in D: P(x) \quad \equiv \quad P(a_1)\lor P(a_2)\lor \cdots \lor P(a_n). \]

L’esistenziale è dunque una “disgiunzione su tutti gli elementi”. Anche qui, se \(D\) è infinito, \(\exists \) è l’unico modo finito di esprimerla.

Definizione 4.4 — Esistenza unica

Si introduce talvolta il simbolo \(\exists !\) per esprimere esistenza e unicità:

\[ \exists !\, x\in D : P(x) \]

significa “esiste un unico \(x\in D\) tale che \(P(x)\)”. Equivale alla congiunzione di due fatti:

\[ \exists x\in D : P(x) \quad \text {(esistenza)} \qquad \land \qquad \forall x,y\in D :\ (P(x)\land P(y)\Rightarrow x=y) \quad \text {(unicità).} \]

Esempio 4.3

\(\exists !\, x\in \mathbb{R} :\ 3x-7=2\): esiste un unico reale tale che \(3x-7=2\), ed è \(x=3\). L’esistenza si prova esibendolo; l’unicità deriva dall’unicità della soluzione di un’equazione lineare a coefficiente non nullo.

Attenzione!  — Per smentire un “\(\exists \)

Per dimostrare che \(\exists x\in D: P(x)\) è falsa bisogna escludere ogni elemento del dominio: equivalentemente, bisogna provare che \(\forall x\in D: \lnot P(x)\). Per provarla vera, invece, basta esibirne un esempio.

[Picture]

Figura 4.2: Il quantificatore esistenziale \(\exists x\in D: P(x)\) è vero quando almeno un elemento \(x_0\in D\) soddisfa il predicato \(P\): nella figura un solo punto è “verde”, e ciò basta.

4.4 Negazione di proposizioni con quantificatori

quiz e materiali con l’AI

flashcard del paragrafo

Negare un’affermazione con quantificatori è una delle operazioni più delicate per chi inizia a fare matematica. La regola, però, è semplice e ricorda da vicino le leggi di De Morgan viste nel capitolo precedente: negando si scambia \(\forall \) con \(\exists \) e si nega il predicato.

Teorema 4.1 — Leggi di De Morgan per i quantificatori

Per ogni predicato \(P(x)\) sul dominio \(D\):

\[ \lnot \bigl (\forall x\in D : P(x)\bigr ) \;\equiv \; \exists x\in D : \lnot P(x), \]
\[ \lnot \bigl (\exists x\in D : P(x)\bigr ) \;\equiv \; \forall x\in D : \lnot P(x). \]

Dimostrazione (idea). Dire “non è vero che \(P(x)\) vale per ogni \(x\)” significa dire “c’è almeno un \(x\) per cui \(P(x)\) non vale”: è la prima legge. Specularmente, dire “non è vero che esiste un \(x\) con \(P(x)\)” significa dire “per ogni \(x\), \(P(x)\) è falso”: è la seconda. Su dominio finito, la verifica è una applicazione iterata delle leggi di De Morgan per \(\land \) e \(\lor \) già dimostrate.

\[ \lnot (\forall x : P(x)) \equiv \exists x : \lnot P(x),\qquad \lnot (\exists x : P(x)) \equiv \forall x : \lnot P(x). \]

Procedura  — Negare una proposizione quantificata

Per negare un’affermazione che contiene quantificatori:

1.
si scambia ogni \(\forall \) con \(\exists \) e viceversa, mantenendo lo stesso dominio;
2.
si nega il predicato finale, applicando se serve le regole sui connettivi (in particolare \(\lnot (p\Rightarrow q)\equiv p\land \lnot q\)).

Esempio 4.4 — Negazione di una frase universale

Negare: “ogni numero primo è dispari”.

Soluzione. Posto \(P(p):\)\(p\) è dispari”, la frase è \(\forall p\in \mathbb {P}: P(p)\) (dove \(\mathbb {P}\) è l’insieme dei primi). La sua negazione è \(\exists p\in \mathbb {P}: \lnot P(p)\), ovvero “esiste un primo che non è dispari”, cioè “esiste un primo pari”. Un controesempio esiste: \(p=2\). Quindi la frase di partenza è falsa.

Esempio 4.5 — Negazione di una frase esistenziale

Negare: “esiste un numero reale uguale al proprio quadrato e diverso da \(0\) e \(1\)”.

Soluzione. Posto \(P(x):\)\(x^2=x \land x\neq 0 \land x\neq 1\)”, la frase è \(\exists x\in \mathbb{R} : P(x)\). La negazione è \(\forall x\in \mathbb{R} : \lnot P(x)\), ovvero “per ogni \(x\in \mathbb{R} \), \(x^2\neq x\) oppure \(x=0\) oppure \(x=1\)”. (Equivalentemente: “ogni reale che soddisfa \(x^2=x\) è \(0\) o \(1\)”.) Quest’ultima è vera: \(x^2=x\Leftrightarrow x(x-1)=0\Leftrightarrow x=0\lor x=1\). Quindi la frase di partenza è falsa.

Esempio 4.6 — Negazione di un’implicazione quantificata

Negare: “per ogni \(n\in \mathbb{N} \), se \(n\) è primo allora \(n\) è dispari”.

Soluzione. Posto \(p(n):\)\(n\) è primo” e \(q(n):\)\(n\) è dispari”, la frase è \(\forall n\in \mathbb{N} : (p(n)\Rightarrow q(n))\). Negandola:

\[ \exists n\in \mathbb{N} : \lnot (p(n)\Rightarrow q(n)) \equiv \exists n\in \mathbb{N} : (p(n)\land \lnot q(n)), \]

cioè: “esiste un \(n\in \mathbb{N} \) primo e non dispari”, ovvero “esiste un primo pari”. È vera (\(n=2\)): quindi la frase di partenza è falsa, e \(n=2\) è il controesempio.

4.5 Quantificatori multipli

quiz e materiali con l’AI

flashcard del paragrafo

Molte definizioni della matematica usano più quantificatori in cascata. Per esempio, “per ogni numero reale esiste un naturale più grande di esso” contiene un \(\forall \) seguito da un \(\exists \). La cosa importante da capire è che l’ordine dei quantificatori conta.

Definizione 4.5 — Quantificatori dello stesso tipo

Quantificatori dello stesso tipo, in posizioni adiacenti, commutano:

\[ \forall x\,\forall y : P(x,y) \;\equiv \; \forall y\,\forall x : P(x,y), \qquad \exists x\,\exists y : P(x,y) \;\equiv \; \exists y\,\exists x : P(x,y). \]

Si scrivono spesso in forma compatta: \(\forall x,y : P(x,y)\) oppure \(\exists x,y : P(x,y)\).

Attenzione!  — Quantificatori di tipo diverso non commutano

\(\forall x\,\exists y : P(x,y)\) e \(\exists y\,\forall x : P(x,y)\) non sono equivalenti.

La seconda è molto più forte: ne segue la prima, ma non viceversa.

Esempio 4.7 — Caso tipico

Sia \(P(x,y):\)\(y>x\)”, con \(x,y\in \mathbb{R} \).

La differenza è nella dipendenza di \(y\) da \(x\).

Nota  — Negare quantificatori in cascata

La regola si applica passo per passo, da sinistra a destra:

\[ \lnot \bigl (\forall x\,\exists y : P(x,y)\bigr ) \equiv \exists x : \lnot \bigl (\exists y : P(x,y)\bigr ) \equiv \exists x\,\forall y : \lnot P(x,y). \]

Ogni quantificatore si rovescia, e il predicato finale si nega.

Esempio 4.8 — Negazione di una definizione tipica

La definizione di “\(0\) è l’unico massimo di \(-x^2\) su \(\mathbb{R} \)” è del tipo \(\forall x\in \mathbb{R} : -x^2\le 0\). La sua negazione sarebbe: \(\exists x\in \mathbb{R} : -x^2>0\), cioè “esiste un reale con quadrato negativo”, falsa.

Più in generale, la negazione di “\(M\) è un maggiorante di \(A\)”, cioè \(\forall x\in A: x\le M\), è \(\exists x\in A: x>M\) (“c’è almeno un elemento di \(A\) più grande di \(M\)”). È così che si nega “maggiorante”.

[Picture]

Figura 4.3: La non commutatività di \(\forall \exists \) e \(\exists \forall \). Sopra: per ogni \(x\) si sceglie un \(y\) proprio (ad esempio \(y=x+1\)). Sotto: un singolo \(y\) fissato non può essere maggiore di ogni reale; il punto rosso non supera \(x_4\).

4.6 Esempi svolti

quiz e materiali con l’AI

Esempio 4.9 — Tradurre dal linguaggio naturale

Tradurre in simboli: “ogni numero naturale maggiore di \(1\) ha almeno un divisore primo”.

Soluzione. Posto \(D(p,n):\)\(p\) divide \(n\)”, la frase è

\[ \forall n\in \mathbb{N} ,\ n>1\ :\ \exists p\in \mathbb{N} \ (p\ \text {primo}\ \land \ D(p,n)). \]

Il quantificatore universale è ristretto agli \(n>1\) (lo si può anche scrivere \(\forall n\in \mathbb{N} : n>1 \Rightarrow \cdots \), equivalente). All’interno, l’esistenziale dichiara la presenza di un divisore primo.

Esempio 4.10 — Negare una proposizione complessa

Negare: “per ogni \(\varepsilon >0\) esiste un intero positivo \(n\) tale che \(\tfrac {1}{n}<\varepsilon \)”.

Soluzione. La proposizione, in simboli, è

\[ \forall \varepsilon >0\ \exists n\in \mathbb{N} ^*\ :\ \tfrac {1}{n}<\varepsilon . \]

Applicando le regole di negazione due volte:

\[ \exists \varepsilon >0\ \forall n\in \mathbb{N} ^*\ :\ \tfrac {1}{n}\ge \varepsilon . \]

Cioè: “esiste un \(\varepsilon >0\) tale che \(\tfrac {1}{n}\ge \varepsilon \) per ogni intero positivo \(n\)”. (La proposizione originale è la cosiddetta “proprietà archimedea” di \(\mathbb{R} \): è vera, dunque la sua negazione è falsa.)

Esempio 4.11 — Dipendenza di \(y\) da \(x\)

Dire se le proposizioni

\[ \varphi : \forall x\in \mathbb{R} \ \exists y\in \mathbb{R} \ :\ y^2=x \qquad \psi : \exists y\in \mathbb{R} \ \forall x\in \mathbb{R} \ :\ y^2=x \]

sono vere.

Soluzione. \(\varphi \) chiede che ogni reale sia il quadrato di qualche reale: falsa, perché i reali negativi non lo sono. \(\psi \) chiede che esista un \(y\) tale che \(y^2=x\) per ogni \(x\in \mathbb{R} \): falsa, perché un \(y\) fissato dà un unico valore \(y^2\) e non può essere uguale a tutti i reali contemporaneamente. Le due sono diverse anche se entrambe false.

Se restringiamo il dominio a \(\mathbb{R} _{\ge 0}\), la prima diventa vera: \(\forall x\ge 0\ \exists y\ge 0 : y^2=x\) (basta \(y=\sqrt {x}\)). La seconda resta falsa.

Esempio 4.12 — Controesempio in un universale

Stabilire se è vera: “per ogni \(n\in \mathbb{N} \), \(n^2+n+41\) è primo”.

Soluzione. La proprietà vale per \(n=0,1,\ldots ,39\) (è la classica “formula di Eulero”): \(0+0+41=41\) è primo, \(1+1+41=43\) è primo, e così via. Si è tentati di crederla vera. Però per \(n=40\):

\[ 40^2+40+41 = 1600+40+41 = 1681 = 41^2, \]

che non è primo. Quindi la proposizione è falsa, e \(n=40\) è il controesempio. Conferma del principio: nessuna quantità di casi favorevoli prova un universale; un solo caso sfavorevole lo confuta.

4.7 Esercizi proposti

quiz e materiali con l’AI

Esercizio 4.1

1.
Stabilisci il valore di verità delle seguenti proposizioni e, in caso di falsità, fornisci un controesempio: (a) \(\forall x\in \mathbb{R} :\ x^2>0\); (b) \(\forall n\in \mathbb{N} :\ n+1>0\); (c) \(\exists x\in \mathbb{R} :\ x^2+1=0\); (d) \(\exists n\in \mathbb{N} :\ n^2=n+1\); (e) \(\forall n\in \mathbb{N} :\ 2n\) è pari.
2.
Traduci in linguaggio simbolico (scegliendo opportunamente i predicati): (a) “il prodotto di due numeri pari è pari”; (b) “esistono due interi distinti con lo stesso quadrato”; (c) “non tutti i numeri primi sono dispari”; (d) “ogni triangolo equilatero è isoscele”.
3.
Scrivi la negazione delle seguenti proposizioni, riformulandola in italiano nel modo più naturale possibile: (a) \(\forall x\in \mathbb{R} :\ x^2\ge 0\); (b) \(\exists n\in \mathbb{N} :\ n>10^{10}\); (c) “ogni studente della classe ha consegnato il compito”; (d) “esiste almeno un libro non letto sullo scaffale”.
4.
Per ciascuna delle implicazioni quantificate, scrivi la negazione e indica se sei in grado di stabilire chi è vero (l’originale o la negazione): (a) \(\forall n\in \mathbb{N} :\ n\) primo \(\Rightarrow n\) dispari; (b) \(\forall x\in \mathbb{R} :\ x>0\Rightarrow x^2>0\); (c) \(\forall n\in \mathbb{N} :\ n^2\) pari \(\Rightarrow n\) pari.
5.
Distingui in italiano e in simboli le due proposizioni (a) “per ogni allievo esiste un libro che ha letto”; (b) “esiste un libro che ogni allievo ha letto”. Quale delle due è più forte? Quale implica l’altra?
6.
Sia \(P(x,y)\): “\(x+y=10\)” con \(x,y\in \mathbb{Z} \). Stabilisci il valore di verità di: (a) \(\forall x\in \mathbb{Z} \ \exists y\in \mathbb{Z} : P(x,y)\); (b) \(\exists y\in \mathbb{Z} \ \forall x\in \mathbb{Z} : P(x,y)\); (c) \(\exists x,y\in \mathbb{Z} : P(x,y)\); (d) \(\forall x,y\in \mathbb{Z} : P(x,y)\).
7.
Sia \(\mathbb {P}\) l’insieme dei numeri primi. Traduci in simboli “esiste un primo pari ed è unico”. Riconosci il quantificatore \(\exists !\).
8.
(Discussione.) Verifica con due controesempi, presi nel dominio \(D=\{1,2,3,4,5\}\), la non commutatività di \(\forall \exists \) e \(\exists \forall \) per il predicato \(P(x,y): y>x\). Confronta poi con il caso \(D=\mathbb{R} \).

4.8 Riepilogo del capitolo

quiz e materiali con l’AI