Enti primitivi, postulati, segmenti, angoli, congruenza, poligoni, costruzioni, primi teoremi, misure: tutto il primo capitolo di geometria, parola per parola, con una sigla per ogni ente, postulato e teorema.
Liceo scientifico A. Volta · prof. Giovanni Nicco · classe prima · ottobre 2026
Questo è il vocabolario del capitolo G1: ogni parola in grassetto è una parola che devi saper usare e spiegare.
Le voci seguono l'ordine del libro (a destra la pagina) e hanno una sigla che useremo per i rimandi:
E enti e definizioni (131), P postulati (22),
T teoremi e corollari (8), C costruzioni (5).
La numerazione è nostra: non coincide con quella delle dispense.
E1p. G1Geometria del pianoLa parte della geometria che studia le figure i cui punti stanno tutti su uno stesso piano. Si chiama anche geometria piana.Es. segmenti, angoli, triangoli, circonferenze. Un cubo invece è argomento della geometria dello spazio.
E2p. G1Oggetti geometrici e proprietàLa geometria non studia oggetti concreti ma oggetti ideali (punti, rette, figure) e le loro proprietà, cioè ciò che di essi si può affermare.Es. un foglio è un oggetto concreto; il rettangolo è l'oggetto geometrico che lo descrive. «Il rettangolo ha quattro angoli retti» è una sua proprietà.
E3p. G1DefinizioneUna frase che spiega con precisione il significato di una parola nuova, usando solo parole già note.Es. «Si dicono incidenti due rette che hanno un solo punto in comune.»
E4p. G1Enti geometriciGli oggetti di cui parla la geometria: i punti, le rette, i piani e tutte le figure che con essi si costruiscono.
Come si disegnano e come si chiamano: il punto con una lettera maiuscola, la retta con una minuscola, il piano con una lettera greca. Della retta e del piano si disegna solo una parte.
E5p. G1Enti primitiviGli enti che non si definiscono, perché non esistono parole più semplici con cui spiegarli: sono il punto, la retta e il piano. Ne abbiamo un'idea intuitiva; le loro proprietà sono fissate dai postulati.
E6p. G1PuntoEnte primitivo. Non ha dimensioni: né lunghezza, né larghezza, né spessore.Idea. Un granello di sabbia, il segno lasciato dalla punta di una matita ben temperata.
E7p. G1RettaEnte primitivo. Ha una sola dimensione, la lunghezza; non ha spessore ed è illimitata da entrambe le parti. È un insieme di infiniti punti.Idea. Un filo teso che continua senza fine nei due versi.
E8p. G1PianoEnte primitivo. Ha due dimensioni, lunghezza e larghezza; non ha spessore ed è illimitato in tutte le direzioni. È un insieme di infiniti punti.Idea. La superficie di un tavolo o di un lago calmo, pensata senza bordi.
E9p. G1Convenzioni per rappresentare punti, rette e pianiPunti: lettere maiuscole A, B, C, P. Rette: lettere minuscole a, b, r, s. Piani: lettere greche minuscole α, β, γ (alfa, beta, gamma).Nei disegni. Il punto è un puntino o una crocetta; la retta è un tratto diritto; il piano è un parallelogramma. Una retta si può indicare anche con due suoi punti: «la retta AB».
E10p. G2Figura geometricaUn qualsiasi insieme di punti. La parola è usata in senso largo: sono figure anche un solo punto, una retta, un piano.Es. un triangolo, una circonferenza, tre punti sparsi su un foglio: sono tutte figure.
E11p. G2SpazioL'insieme di tutti i punti. Ogni figura geometrica è un sottoinsieme dello spazio.
E12p. G2Figura pianaUna figura i cui punti appartengono tutti a uno stesso piano.Es. triangolo, quadrato, cerchio.
E13p. G2Figura solidaUna figura i cui punti non appartengono tutti a uno stesso piano.Es. cubo, piramide, sfera.
E14p. G2PostulatiProposizioni che si accettano come vere senza dimostrarle. Sono il punto di partenza e fissano le proprietà degli enti primitivi.Es. «Due punti distinti appartengono a una retta e a una sola.»
E15p. G2AssiomiOggi è un sinonimo di postulati. Euclide invece li distingueva: gli assiomi («nozioni comuni») sono verità generali, valide anche fuori dalla geometria; i postulati sono affermazioni proprie della geometria.Es. di assioma di Euclide: «Il tutto è maggiore della parte.»
E16p. G2ProposizioneUna frase di senso compiuto che afferma qualcosa: ha un soggetto e un predicato.Es. «Il quadrato ha quattro lati.»
E17p. G2Proposizione logicaUna proposizione di cui si può dire con certezza se è vera o falsa. Si chiama anche enunciato.Lo sono: «7 è un numero primo» (vera); «un triangolo ha quattro lati» (falsa). Non lo sono: «Che ore sono?», «La geometria è bella».
E18p. G2TeoremaaggiuntaUna proposizione la cui verità viene dimostrata. Quasi sempre ha la forma «Se … allora …».Es. «Se un numero è multiplo di 4, allora è pari.»
E19p. G2DimostrazioneLa catena di ragionamenti (deduzioni) che parte dall'ipotesi e arriva alla tesi, usando solo definizioni, postulati e teoremi già dimostrati.
E20p. G2IpotesiCiò che si suppone vero: nell'enunciato è la parte che segue il «se».Es. in «Se un numero è multiplo di 4, allora è pari» l'ipotesi è: il numero è multiplo di 4.
E21p. G2TesiCiò che si vuole dimostrare: nell'enunciato è la parte che segue l'«allora».Es. nello stesso teorema la tesi è: il numero è pari.
E22p. G3CorollarioUn teorema che è conseguenza immediata di un altro teorema appena dimostrato.Es. dal teorema «la somma degli angoli interni di un triangolo è un angolo piatto» segue subito il corollario «in un triangolo rettangolo i due angoli acuti, sommati, danno un angolo retto».
E23p. G3Teorema inverso o reciprocoIl teorema che si ottiene scambiando ipotesi e tesi. Non è detto che sia vero: va dimostrato a parte.Es. «Se un numero è multiplo di 4, allora è pari» è vero. L'inverso, «se un numero è pari, allora è multiplo di 4», è falso: 6 è pari ma non è multiplo di 4.
E24p. G3Illusione otticaUna figura che inganna l'occhio, facendo vedere ciò che non è. È il motivo per cui in geometria non ci si fida del disegno: una proprietà è vera solo se è dimostrata.Quale dei due segmenti blu è più lungo? Misurali con il righello.
E25p. G3Metodo ipotetico-deduttivo o assiomaticoIl modo in cui è costruita la geometria: si fissano gli enti primitivi e i postulati; tutto il resto si definisce a partire dagli enti primitivi e si dimostra a partire dai postulati.In breve. Enti primitivi → definizioni; postulati → teoremi.
E26p. G3Elementi di EuclideL'opera in tredici libri scritta da Euclide ad Alessandria d'Egitto intorno al 300 a.C. È la prima esposizione della geometria con il metodo assiomatico: si apre con definizioni, postulati e nozioni comuni, e da lì dimostra tutti i teoremi.
E27p. G3Geometria euclideaLa geometria che si costruisce a partire dai postulati di Euclide. È quella che studiamo.Nota. Esistono anche geometrie non euclidee, nate nell'Ottocento cambiando il postulato delle parallele.
E28p. G4Postulati di appartenenzaIl primo gruppo di postulati della geometria: dicono come punti, rette e piani stanno gli uni sugli altri. Sono cinque.
E29p. G4Appartenenza di un ente a un altroUn punto appartiene a una retta (o a un piano) se è uno dei suoi punti. Una retta appartiene a un piano se tutti i suoi punti sono punti del piano.
E30p. G4Simbolo di appartenenza∈ Si legge «appartiene a».Es.A ∈ r: il punto A appartiene alla retta r. Per una retta in un piano si scrive r ⊂ α: la retta r è contenuta nel piano α.
E31p. G4Simbolo di non appartenenza∉ Si legge «non appartiene a».Es.P ∉ r: il punto P non appartiene alla retta r.
E32p. G4«Stare su», «giacere su», «passare per»Modi di dire che significano la stessa cosa di «appartenere».Es. «A sta su r», «A giace su r», «r passa per A» vogliono dire tutti A ∈ r. «La retta r giace sul piano α» vuol dire che r appartiene ad α.
P1p. G4Primo postulato di appartenenzapostulatoA una retta appartengono almeno due punti distinti; a un piano appartengono almeno tre punti distinti e non allineati.
P2p. G4Secondo postulato di appartenenzapostulatoDue punti distinti appartengono a una retta e a una sola. Esistenza e unicità: per due punti passa una retta, e non ce n'è un'altra.
P3p. G4Terzo postulato di appartenenzapostulatoTre punti distinti e non allineati appartengono a un piano e a uno solo. Esistenza e unicità del piano.Idea. Uno sgabello a tre gambe non traballa mai: i tre piedini individuano un solo piano.
P4p. G4Quarto postulato di appartenenzapostulatoConsiderata una retta su un piano, c'è almeno un punto del piano che non appartiene alla retta.Cioè. Una retta non riempie il piano: se r ⊂ α, esiste P ∈ α con P ∉ r.
P5p. G5Quinto postulato di appartenenzapostulatoSe una retta passa per due punti di un piano, allora appartiene al piano: tutti i suoi punti sono punti del piano.Cioè. Se A ∈ α e B ∈ α, allora la retta AB giace su α.
E33p. G5Rette incidentiDue rette che hanno un solo punto in comune. Quel punto si chiama punto di intersezione.Es.r e s sono incidenti in P: si scrive r ∩ s = {P}.
Perché un solo punto? Se due rette distinte avessero due punti in comune, per quei due punti passerebbero due rette diverse: ma il secondo postulato dice che ne passa una sola. Quindi due rette distinte hanno in comune un punto solo oppure nessuno.
9 · Postulati d'ordine
E34p. G6Postulati d'ordineIl secondo gruppo di postulati: dicono come sono disposti i punti su una retta. Sono quattro.
E35p. G6Retta orientataUna retta sulla quale è stato scelto un verso di percorrenza. Presi due suoi punti, si può dire quale dei due precede l'altro.Es. su una retta orientata da sinistra a destra, il punto più a sinistra precede l'altro.A precede B
P6p. G6Primo postulato d'ordine (ordinamento totale)postulatoDati due punti distinti A e B di una retta orientata, o A precede B oppure B precede A: vale una sola delle due.In breve: due punti si possono sempre confrontare, e mai in tutti e due i versi (antisimmetria).
P7p. G6Secondo postulato d'ordine (transitività)postulatoSe A precede B e B precede C, allora A precede C.
E36p. G6Relazione d'ordineUna relazione antisimmetrica e transitiva. Se in più due elementi qualunque sono sempre confrontabili, l'ordine si dice totale.Es. «precede», tra i punti di una retta orientata, è una relazione d'ordine totale: lo dicono P6 e P7. Lo stesso vale per «è minore di» tra i numeri.
P8p. G6Terzo postulato d'ordine (illimitatezza)postulatoSu una retta non esistono né un primo né un ultimo punto: ogni punto ne ha uno che lo precede e uno che lo segue.Conseguenza: la retta è illimitata nei due versi e ha infiniti punti.
P9p. G6Quarto postulato d'ordine (densità)postulatoDati due punti distinti di una retta, c'è sempre almeno un punto della retta compreso tra i due.Conseguenza: tra due punti ce ne sono infiniti, e non esiste «il punto successivo» a un punto dato.
T1p. G6Per un punto passano infinite retteteoremaPer un punto di un piano passano infinite rette del piano. Si deduce dai postulati; la dimostrazione è laboriosa e non la svolgiamo.
T2p. G6Ogni piano contiene infiniti punti e infinite retteteoremaSi deduce dai postulati di appartenenza e d'ordine; anche questa dimostrazione non la svolgiamo.
E37p. G6Fascio proprio di rette e suo centroL'insieme di tutte le rette di un piano che passano per uno stesso punto. Quel punto è il centro del fascio.fascio proprio di centro P
E38p. G7Figure geometriche fondamentaliLe figure che si costruiscono per prime a partire dagli enti primitivi: semirette, segmenti, semipiani, angoli.
E39p. G7Semiretta e sua origineCiascuna delle due parti in cui una retta è divisa da un suo punto O. Il punto O è l'origine della semiretta.Es. la semiretta di origine O che passa per A si indica OA, oppure con una lettera minuscola.
E40p. G7Semirette opposteLe due semirette in cui un punto divide una retta: hanno la stessa origine e stanno sulla stessa retta, da parti opposte.
E41p. G8Segmento e suoi estremiLa parte di retta formata da due punti A e B e da tutti i punti compresi tra essi. A e B sono gli estremi.Es. il segmento di estremi A e B si indica AB.segmento AB e, tratteggiati, i suoi prolungamenti
E42p. G8Punti interni a un segmentoI punti del segmento diversi dagli estremi.
E43p. G8Segmento nulloIl segmento i cui estremi coincidono: si riduce a un solo punto.
E44p. G8Prolungamenti di un segmentoLe due semirette che hanno origine negli estremi del segmento, stanno sulla sua retta e non lo contengono.
E45p. G8Segmenti consecutiviDue segmenti che hanno in comune soltanto un estremo.
E46p. G8Segmenti adiacentiDue segmenti consecutivi che stanno sulla stessa retta.
E47p. G8Poligonale (o spezzata)Una figura formata da più segmenti, ciascuno consecutivo al successivo ma non adiacente, in cui ogni estremo appartiene al massimo a due segmenti. I segmenti sono i lati della poligonale.
E48p. G8Primo e ultimo estremo di una poligonaleI due estremi che appartengono a un solo segmento.
E49p. G8Poligonale aperta e poligonale chiusaÈ chiusa se il primo e l'ultimo estremo coincidono; altrimenti è aperta.
E50p. G8Poligonale intrecciata e non intrecciataÈ intrecciata se due suoi lati non consecutivi si intersecano; altrimenti è non intrecciata.
11 · Semipiani, figure convesse e concave
P10p. G9Postulato di partizione del piano mediante una rettapostulatoUna retta r di un piano divide i punti del piano che non le appartengono in due insiemi, tali che: se due punti stanno nello stesso insieme, il segmento che li unisce non incontra r; se stanno in insiemi diversi, il segmento incontra r in un punto.A e B dalla stessa parte; B e C da parti opposte
E51p. G9Semipiano e sua origineCiascuna delle due parti in cui una retta divide il piano. La retta è l'origine (o bordo) dei due semipiani.Nota: nel nostro libro la retta di origine non fa parte né dell'uno né dell'altro semipiano.
E52p. G9Semipiani oppostiI due semipiani che hanno la stessa origine.
E53p. G9Punti dalla stessa parte e da parti opposteDue punti stanno dalla stessa parte rispetto a una retta se appartengono allo stesso semipiano, da parti opposte se appartengono a semipiani opposti.
E54p. G9Figura convessaUna figura tale che, presi due suoi punti qualunque, il segmento che li unisce è tutto contenuto nella figura.Es. un cerchio, un semipiano, un triangolo.
E55p. G9Figura concavaUna figura non convessa: esistono almeno due suoi punti tali che il segmento che li unisce non è tutto contenuto nella figura.Es. una stella, una mezzaluna.
E56p. G9AngoloCiascuna delle due parti di piano individuate da due semirette che hanno la stessa origine, semirette comprese.Attenzione: due semirette con la stessa origine individuano due angoli; bisogna dire, o segnare con un archetto, di quale si parla.l'angolo convesso (colorato) e l'angolo concavo (archetto tratteggiato)
E57p. G9Lati e vertice dell'angoloI lati sono le due semirette; il vertice è la loro origine comune.
E58p. G10Punti interni all'angoloI punti dell'angolo che non appartengono ai lati.
E59p. G10Simboli per gli angoliaÔb (le due semirette a, b e il vertice O con il «cappello»), ∠ab, oppure una lettera greca: α, β, γ.Es. con tre punti: AÔB è l'angolo di vertice O i cui lati passano per A e per B.
E60p. G10Angoli consecutiviDue angoli che hanno in comune il vertice e un lato, e nessun altro punto.
E61p. G10Angoli adiacentiDue angoli consecutivi i cui lati non comuni sono semirette opposte.
E62p. G10Angolo piattoUn angolo i cui lati sono semirette opposte. Coincide con un semipiano (con la sua origine).Misura: 180°, cioè π radianti.
E63p. G10Angolo giroL'angolo i cui lati coincidono e che comprende tutti i punti del piano.Misura: 360°, cioè 2π radianti.
E64p. G10Angolo nulloL'angolo i cui lati coincidono e che comprende soltanto i punti dei lati.
E65p. G10Angolo convesso e angolo concavo (criterio dei prolungamenti)Un angolo è concavo se contiene i prolungamenti dei propri lati, convesso se non li contiene. È un secondo criterio, accanto a quello generale delle figure convesse.l'angolo concavo (archetto blu) contiene i prolungamenti dei lati (tratteggiati)
E66p. G10Casi particolari: piatto, giro, nulloL'angolo piatto è convesso per tutti e due i criteri. L'angolo giro lo diciamo convesso. Per l'angolo nullo la risposta dipende dal criterio che si usa (segmenti o prolungamenti): è un caso ambiguo.
E67p. G11Figure ugualiDue figure formate dagli stessi punti: sono la stessa figura.
E68p. G11Figure congruentiDue figure che si possono sovrapporre punto per punto con un movimento rigido.Es. due fogli A4 sono congruenti ma non uguali: sono due figure diverse, sovrapponibili.
E69p. G11Simbolo di congruenza≅ Si legge «è congruente a».Es.AB ≅ CD.
E70p. G11Movimento rigidoUno spostamento che non deforma le figure: non le allunga, non le piega, non le strappa.
E71p. G11Rotazione e ribaltamentoDue movimenti rigidi: nella rotazione la figura gira attorno a un punto restando sul piano; nel ribaltamento esce dal piano e vi ritorna capovolta.
E72p. G11Simbolo di figuraUna lettera maiuscola corsiva: F, G.Es.F ≅ G: la figura F è congruente alla figura G.
E73p. G11Proprietà della congruenza: relazione di equivalenzaLa congruenza è riflessiva (ogni figura è congruente a sé stessa), simmetrica (se F ≅ G allora G ≅ F) e transitiva (se F ≅ G e G ≅ H allora F ≅ H). Una relazione con queste tre proprietà si chiama relazione di equivalenza.
E74p. G11Enti sempre congruentiSono congruenti tra loro: tutti i punti, tutte le rette, tutte le semirette, tutti i piani, tutti i semipiani.
E75p. G11Trasporto di segmenti e di angoliPortare un segmento o un angolo in un'altra posizione con un movimento rigido. I due postulati che seguono (P11 e P12) dicono che si può sempre fare, e in un solo modo.
P11p. G11Postulato del trasporto dei segmentipostulatoDati un segmento AB e una semiretta di origine O, sulla semiretta esiste un solo punto P tale che OP ≅ AB.OP ≅ AB
P12p. G11Postulato del trasporto degli angolipostulatoDati un angolo aÔb e una semiretta s di origine O′, in ciascuno dei due semipiani individuati da s esiste una sola semiretta p di origine O′ tale che sÔ′p ≅ aÔb.
14 · Linee, circonferenza e cerchio
E76p. G12Linea pianaUna figura del piano che si può tracciare senza staccare la penna dal foglio.
E77p. G12Linea retta e linea curvaLa retta è una particolare linea piana; una linea piana che non è una retta né una sua parte è una linea curva.
E78p. G12Arco e suoi estremiUn tratto di linea curva. I due punti che lo delimitano sono gli estremi dell'arco.
E79p. G12Versi di percorrenza. Linea chiusaUna linea si può percorrere in due versi. È chiusa se, percorrendola, si ritorna al punto di partenza; altrimenti è aperta.
E80p. G12Linea intrecciata e linea sempliceÈ intrecciata se passa più di una volta per uno stesso punto; è semplice se non è intrecciata.
E81p. G12Punti interni e punti esterni a una linea chiusaUna linea chiusa semplice divide il piano in due regioni. La regione che non contiene rette intere è formata dai punti interni; l'altra, che contiene anche rette, dai punti esterni.A è interno, B è esterno: il segmento AB taglia la linea
P13p. G12Postulato di partizione del piano mediante una linea chiusapostulatoIl segmento che unisce un punto interno e un punto esterno a una linea chiusa semplice interseca la linea in almeno un punto.
E82p. G12Circonferenza, centro e raggioL'insieme di tutti i punti del piano che hanno da un punto C distanza uguale a un segmento dato r. C è il centro, r il raggio.
E83p. G12Raggio (come segmento)Ciascuno degli infiniti segmenti che uniscono il centro a un punto della circonferenza. Sono tutti congruenti.
E84p. G12Arco di circonferenzaUn arco che fa parte di una circonferenza.
E85p. G12CerchioLa figura formata da una circonferenza e da tutti i suoi punti interni.Attenzione: la circonferenza è una linea, il cerchio è una superficie.
P14p. G12Postulato della circonferenzapostulatoDati un punto C e un segmento r, esiste una e una sola circonferenza di centro C e raggio r.
15 · Poligoni
E86p. G12PoligonoLa figura formata da una poligonale chiusa non intrecciata e da tutti i suoi punti interni.
E87p. G12Poligono convesso e poligono concavoUn poligono può essere una figura convessa oppure concava (una stella è un poligono concavo). Quando diciamo «poligono» senza aggiungere altro intendiamo un poligono convesso.
E88p. G12Lati e vertici del poligonoI lati sono i segmenti della poligonale; i vertici sono i loro estremi.
E89p. G12Angoli interniGli angoli convessi formati dalle semirette di due lati consecutivi. Spesso si dice soltanto «gli angoli del poligono».α angolo interno, β angolo esterno, d diagonale
E90p. G12Angoli esterniGli angoli adiacenti agli angoli interni: ciascuno è formato da un lato e dal prolungamento del lato consecutivo. A ogni angolo interno corrispondono due angoli esterni.Vedi: i due angoli esterni sono congruenti perché opposti al vertice (T6).
E91p. G12DiagonaliI segmenti che hanno per estremi due vertici non consecutivi.
E92p. G12Poligono equilateroUn poligono con tutti i lati congruenti.Es. il rombo.
E93p. G12Poligono equiangoloUn poligono con tutti gli angoli congruenti.Es. il rettangolo.
E94p. G12Poligono regolareUn poligono equilatero ed equiangolo.Es. il quadrato, il triangolo equilatero.
E95p. G13Nomi dei poligoniSecondo il numero dei lati (e non importa che siano regolari): triangolo (3), quadrilatero (4), pentagono (5), esagono (6), ettagono (7), ottagono (8), ennagono (9), decagono (10), endecagono (11), dodecagono (12).
E96p. G13Confronto di due segmentiSi trasporta AB su PQ (P11) facendo coincidere A con P, sulla semiretta PQ. Se B coincide con Q, AB ≅ PQ; se B è interno a PQ, AB < PQ; se B è esterno a PQ, AB > PQ.AB < PQ
E97p. G13Confronto di due angoliSi trasporta l'angolo ∠ab su ∠rs facendo coincidere i vertici e il lato a con r, dalla stessa parte. Se b coincide con s i due angoli sono congruenti; se b è interno a ∠rs il primo è minore; se b è esterno il primo è maggiore.
E98p. G13Somma di due segmentiMessi i due segmenti in posizione adiacente, la somma è il segmento che ha per estremi gli estremi non comuni.In formula:AB + BC ≅ AC.AB + BC ≅ AC
E99p. G13Somma di due angoliMessi i due angoli in posizione consecutiva, la somma è l'angolo che ha per lati i lati non comuni.In formula:∠ab + ∠bc ≅ ∠ac.
E100p. G15Differenza di due segmentiLa differenza AC − AB (con AC > AB) è il segmento che, sommato ad AB, dà AC.In formula:BC ≅ AC − AB.
E101p. G15Differenza di due angoliLa differenza ∠ac − ∠ab è l'angolo che, sommato ad ∠ab, dà ∠ac.
E102p. G15Notazione a una letteraUn segmento si può indicare con una sola lettera minuscola (a, b), un angolo con una lettera greca (α, β).
P15p. G15Postulato della somma e differenza di segmenti congruentipostulatoSomme e differenze di segmenti ordinatamente congruenti sono congruenti: se a ≅ a′ e b ≅ b′, allora a + b ≅ a′ + b′ e (se a > b) a − b ≅ a′ − b′.
P16p. G15Postulato della somma e differenza di angoli congruentipostulatoSe α ≅ α′ e β ≅ β′, allora α + β ≅ α′ + β′ e (se α > β) α − β ≅ α′ − β′.
P17p. G15Postulato della somma di segmenti ordinatamente disugualipostulatoSe a > b e c > d, allora a + c > b + d.Nota: qui non si parla di congruenze, ma di disuguaglianze.
P18p. G15Postulato della somma di angoli ordinatamente disugualipostulatoSe α > β e γ > ω, allora α + γ > β + ω.
E103p. G15Proprietà dell'addizione di segmenti e di angoliValgono la proprietà commutativa e la proprietà associativa, come per i numeri.
E104p. G15Proprietà invariantiva della sottrazioneLa differenza di due segmenti (o di due angoli) non cambia se a entrambi si aggiunge o si toglie uno stesso segmento (o angolo).
E105p. G15Elementi neutri: segmento nullo e angolo nulloSommare o sottrarre il segmento nullo non cambia un segmento; sommare o sottrarre l'angolo nullo non cambia un angolo.
17 · Costruzioni, multipli, punto medio e bisettrice
E106p. G16Costruzione con riga e compassoUn disegno eseguito usando soltanto una riga non graduata (per tracciare rette) e un compasso (per tracciare circonferenze e riportare distanze). Niente squadretta, niente goniometro.
C1p. G16Trasporto di un segmentocostruzioneDati un segmento AB e una semiretta s di origine O, si costruisce su s un segmento congruente ad AB. 1. Si apre il compasso con le punte in A e in B: l'apertura è «la lunghezza» di AB. 2. Senza cambiare apertura si punta in O e si traccia un archetto che taglia s in un punto P. 3. Il segmento OP è quello cercato: OP ≅ AB.Perché funziona: l'archetto è un pezzo della circonferenza di centro O e raggio AB (E82): tutti i suoi punti, e quindi anche P, distano da O quanto AB. Che il punto P esista e sia unico lo dice P11: la costruzione lo trova. Con GeoGebra: Circonferenza(O, Segmento(A, B)), Interseca.OP ≅ AB · ① apertura del compasso su AB; ② stessa apertura, archetto di centro O
C2p. G16Triangolo equilatero di lato datocostruzioneCon apertura AB si punta in A e poi in B: i due archi si incontrano in un punto C equidistante dagli estremi. ABC è il triangolo equilatero.
C3p. G17Angolo congruente a un angolo datocostruzioneDati l'angolo aÔb e una semiretta s di origine O′, si costruisce su s un angolo congruente ad aÔb. 1. Si punta il compasso in O, con un'apertura qualunque, e si traccia un arco che taglia i lati in A (su a) e in B (su b). 2. Con la stessa apertura si punta in O′ e si traccia un arco uguale, che taglia s in A′. 3. Si apre il compasso sulla distanza AB; con questa apertura si punta in A′ e si traccia un archetto che taglia l'arco precedente in B′. 4. La semiretta O′B′ è il secondo lato: l'angolo A′Ô′B′ è congruente ad aÔb.Perché funziona: i triangoli OAB e O′A′B′ hanno i tre lati ordinatamente congruenti (OA ≅ O′A′ e OB ≅ O′B′ per la prima apertura, AB ≅ A′B′ per la seconda), quindi sono congruenti, e lo sono anche i loro angoli in O e in O′. Lo giustificheremo con il terzo criterio di congruenza dei triangoli: per ora, come per C4 e C5, la costruzione si accetta. Che un angolo così esista, e sia unico da ciascuna parte di s, lo dice P12. Con GeoGebra: Circonferenza(O, r), Circonferenza(O', r), Circonferenza(A', Distanza(A, B)), Interseca.A′Ô′B′ ≅ aÔb · ① arco di apertura qualunque da O; ② lo stesso arco da O′; ③ archetto di apertura AB da A′
E107p. G17Multiplo di un segmento secondo nLa somma di n segmenti congruenti al segmento dato.In formula:b ≅ n·a.
E108p. G17Sottomultiplo di un segmento secondo nIl segmento di cui il segmento dato è multiplo secondo n: è la sua n-esima parte.In formula:a ≅ b/n.
E109p. G17Multiplo e sottomultiplo di un angolo secondo nCome per i segmenti: il multiplo è la somma di n angoli congruenti all'angolo dato; il sottomultiplo è la sua n-esima parte.
E110p. G18Angoli maggiori di un angolo giroSi ottengono pensando l'angolo come una rotazione: dopo un giro completo la semiretta continua a ruotare.Es. un giro e mezzo è un angolo di 540°.
P19p. G18Postulato di Eudosso-Archimede e di divisibilitàpostulatoDati due segmenti (o due angoli) disuguali, esiste sempre un multiplo del minore che supera il maggiore. Inoltre ogni segmento (o angolo) si può dividere in un numero qualunque di parti congruenti.In breve: non esistono segmenti così piccoli da non poter superare, sommandoli, uno grande; né segmenti che non si possano dividere.
E111p. G18Punto medio di un segmentoIl punto che divide il segmento in due segmenti congruenti.In formula:M è punto medio di AB se AM ≅ MB.AM ≅ MB
E112p. G18Bisettrice di un angoloLa semiretta, con origine nel vertice, che divide l'angolo in due angoli congruenti.
C4p. G18Punto medio di un segmentocostruzioneDato il segmento AB, si costruisce il suo punto medio M. 1. Si apre il compasso con un'apertura maggiore di metà di AB (va bene anche AB stesso); si punta in A e si traccia un arco da una parte e dall'altra del segmento. 2. Con la stessa apertura si punta in B e si traccia un secondo arco: i due archi si incontrano in due punti C e D, uno per parte. 3. Si traccia la retta CD: taglia AB in M, il punto medio, e lo taglia ad angolo retto.Perché funziona:C e D distano da A quanto da B (stessa apertura). I triangoli ACD e BCD hanno i tre lati ordinatamente congruenti, quindi sono congruenti; da qui, con il primo criterio, si ricava che i triangoli ACM e BCM sono congruenti e quindi AM ≅ MB. Lo giustificheremo con i criteri di congruenza: per ora la costruzione si accetta. Che il punto medio esista e sia unico lo dice P20. Attenzione: con un'apertura minore di metà segmento i due archi non si incontrano. Con GeoGebra: Circonferenza(A, Segmento(A, B)), Circonferenza(B, Segmento(A, B)), Interseca, Retta(C, D), Interseca.AM ≅ MB · ① arco di centro A; ② arco di centro B, stessa apertura (maggiore di metà AB); la retta CD taglia AB in M
C5p. G18Bisettrice di un angolocostruzioneDato l'angolo aÔb, si costruisce la semiretta che lo divide a metà. 1. Si punta il compasso in O, con un'apertura qualunque, e si traccia un arco che taglia i lati in A (su a) e in B (su b). 2. Si punta in A e poi in B, con una stessa apertura (comoda quella di prima): i due archetti si incontrano in un punto C interno all'angolo. 3. La semiretta OC è la bisettrice: AÔC ≅ CÔB.Perché funziona: i triangoli OAC e OBC hanno OA ≅ OB (primo arco), AC ≅ BC (secondo e terzo arco) e il lato OC in comune: tre lati ordinatamente congruenti, quindi sono congruenti e lo sono anche i loro angoli in O. È lo stesso ragionamento di C3: lo giustificheremo con il terzo criterio di congruenza. Che la bisettrice esista e sia unica lo dice P21. Con GeoGebra: Circonferenza(O, r), Interseca, Circonferenza(A, r), Circonferenza(B, r), Interseca, Semiretta(O, C).AÔC ≅ CÔB · ① arco di apertura qualunque da O; ② archetto da A; ③ archetto da B, stessa apertura di ②
P20p. G19Postulato dell'esistenza e unicità del punto mediopostulatoOgni segmento ha un punto medio e uno solo.
P21p. G19Postulato dell'esistenza e unicità della bisettricepostulatoOgni angolo ha una bisettrice e una sola.
P22p. G19Postulato della congruenza di multipli e sottomultiplipostulatoMultipli (o sottomultipli) secondo lo stesso numero di segmenti congruenti sono congruenti. Lo stesso vale per gli angoli.In formula: se a ≅ b allora n·a ≅ n·b e a/n ≅ b/n.
T3p. G20Tutti gli angoli retti sono congruentiteoremaTutti i semipiani sono congruenti, quindi lo sono tutti gli angoli piatti; allora sono congruenti le loro metà, gli angoli retti. Lo stesso vale per qualunque frazione o multiplo: un terzo di angolo piatto è congruente a ogni altro terzo di angolo piatto.Si usano: la congruenza di tutti i semipiani (E74) e il postulato dei multipli e sottomultipli (P22).
E117p. G20Angoli complementariDue angoli la cui somma è un angolo retto.Es. 30° e 60°.
E118p. G20Angoli supplementariDue angoli la cui somma è un angolo piatto.Es. 30° e 150°. Due angoli adiacenti sono sempre supplementari.
E119p. G20Angoli esplementariDue angoli la cui somma è un angolo giro.Es. 30° e 330°.
T4p. G20Complementari di uno stesso angoloteoremaSe due angoli sono complementari di uno stesso angolo, allora sono congruenti.Dimostrazione: se α + γ ≅ π/2 e β + γ ≅ π/2, allora α e β sono entrambi la differenza tra un angolo retto e γ: per il postulato della differenza di angoli congruenti (P16), α ≅ β.
T5p. G20Complementari di angoli congruentiteoremaSe due angoli sono complementari di due angoli congruenti, allora sono congruenti.Nota: enunciato senza dimostrazione; si procede come in T4.
E120p. G20Angoli opposti al verticeDue angoli che hanno il vertice in comune e tali che i lati dell'uno sono i prolungamenti dei lati dell'altro.α e β sono opposti al vertice; γ è adiacente a tutti e due
T6p. G21Teorema degli angoli opposti al verticeteoremaSe due angoli sono opposti al vertice, allora sono congruenti.Dimostrazione: siano α e β i due angoli e γ uno dei due angoli compresi tra essi. α e γ sono adiacenti, quindi α + γ ≅ π; anche β e γ sono adiacenti, quindi β + γ ≅ π. α e β sono la differenza tra un angolo piatto e lo stesso angolo γ: sono congruenti (E74 per gli angoli piatti, poi P16).
T7p. G21Corollario: supplementari di uno stesso angoloteoremaAngoli supplementari di uno stesso angolo, o di angoli congruenti, sono congruenti.
T8p. G21Corollario: esplementari di uno stesso angoloteoremaAngoli esplementari di uno stesso angolo, o di angoli congruenti, sono congruenti.
E121p. G21Lunghezza di un segmentoLa proprietà comune a tutti i segmenti congruenti a quel segmento.In breve: segmenti congruenti hanno la stessa lunghezza, e viceversa.
E122p. G22Ordinamento delle lunghezzeLe lunghezze si ordinano come i segmenti: se un segmento è maggiore di un altro, anche la sua lunghezza è maggiore, e viceversa.
E123p. G22Distanza tra due puntiLa lunghezza del segmento che li unisce.
E124p. G22Ampiezza di un angoloLa proprietà comune a tutti gli angoli congruenti a quell'angolo.In breve: angoli congruenti hanno la stessa ampiezza, e viceversa.
E125p. G22Misura di un segmento rispetto a un'unitàScelto un segmento AB come unità di misura, la misura di PQ è il numero che dice quante volte l'unità sta in PQ.In formula: se PQ ≅ (m/n)·AB, la misura di PQ rispetto ad AB è la frazione m/n.
E126p. G22Segmenti commensurabili e incommensurabiliDue segmenti sono commensurabili se hanno un sottomultiplo comune, cioè se la misura dell'uno rispetto all'altro è una frazione m/n. Non tutte le coppie di segmenti lo sono: quando non lo sono si dicono incommensurabili.
E127p. G22Simbolo della misuraLa barretta sopra: PQ è la misura del segmento PQ. È un numero, non un segmento.
E128p. G22Misura di segmenti incommensurabiliSe PQ e l'unità AB sono incommensurabili, la misura di PQ è un numero reale irrazionale.
E129p. G23Un esempio di segmenti incommensurabiliIn un triangolo rettangolo con l'ipotenusa di misura 4 e un cateto di misura 3, l'altro cateto misura √7: è incommensurabile con gli altri due lati.
E130p. G23Misura e commensurabilità degli angoliTutto quanto detto per i segmenti vale per gli angoli: scelto un angolo come unità, la misura di un angolo è il numero che dice quante volte l'unità vi è contenuta.
E131p. G23GradoL'unità di misura più usata per gli angoli: è la 360-esima parte dell'angolo giro, cioè la 90-esima parte dell'angolo retto.Es. angolo retto 90°, angolo piatto 180°, angolo giro 360°.
★ Tabelle di riferimento
Le sigle servono per i rimandi nelle dimostrazioni: «per P11», «per T6». Toccando una sigla si va alla voce.
Primo postulato di appartenenza. A una retta appartengono almeno due punti distinti; a un piano appartengono almeno tre punti distinti e non allineati.
Secondo postulato di appartenenza. Due punti distinti appartengono a una retta e a una sola. Esistenza e unicità: per due punti passa una retta, e non ce n'è un'altra.
Primo postulato d'ordine (ordinamento totale). Dati due punti distinti A e B di una retta orientata, o A precede B oppure B precede A: vale una sola delle due.
Terzo postulato d'ordine (illimitatezza). Su una retta non esistono né un primo né un ultimo punto: ogni punto ne ha uno che lo precede e uno che lo segue.
Postulato di partizione del piano mediante una retta. Una retta r di un piano divide i punti del piano che non le appartengono in due insiemi, tali che: se due punti stanno nello stesso insieme, il segmento che li unisce non incontra r; se stanno in insiemi diversi, il segmento incontra r in un punto.
Postulato del trasporto degli angoli. Dati un angolo aÔb e una semiretta s di origine O′, in ciascuno dei due semipiani individuati da s esiste una sola semiretta p di origine O′ tale che sÔ′p ≅ aÔb.
Postulato di partizione del piano mediante una linea chiusa. Il segmento che unisce un punto interno e un punto esterno a una linea chiusa semplice interseca la linea in almeno un punto.
Postulato della somma e differenza di segmenti congruenti. Somme e differenze di segmenti ordinatamente congruenti sono congruenti: se a ≅ a′ e b ≅ b′, allora a + b ≅ a′ + b′ e (se a > b) a − b ≅ a′ − b′.
Postulato di Eudosso-Archimede e di divisibilità. Dati due segmenti (o due angoli) disuguali, esiste sempre un multiplo del minore che supera il maggiore. Inoltre ogni segmento (o angolo) si può dividere in un numero qualunque di parti congruenti.
Postulato della congruenza di multipli e sottomultipli. Multipli (o sottomultipli) secondo lo stesso numero di segmenti congruenti sono congruenti. Lo stesso vale per gli angoli.
G19
I 8 teoremi e corollari
Si dimostrano (o si potrebbero dimostrare) a partire dai postulati.
Per un punto passano infinite rette. Per un punto di un piano passano infinite rette del piano. Si deduce dai postulati; la dimostrazione è laboriosa e non la svolgiamo.
Tutti gli angoli retti sono congruenti. Tutti i semipiani sono congruenti, quindi lo sono tutti gli angoli piatti; allora sono congruenti le loro metà, gli angoli retti. Lo stesso vale per qualunque frazione o multiplo: un terzo di angolo piatto è congruente a ogni altro terzo di angolo piatto.
Trasporto di un segmento. Dati un segmento AB e una semiretta s di origine O, si costruisce su s un segmento congruente ad AB. 1. Si apre il compasso con le punte in A e in B: l'apertura è «la lunghezza» di AB. 2. Senza cambiare apertura si punta in O e si traccia un archetto che taglia s in un punto P. 3. Il segmento OP è quello cercato: OP ≅ AB.
Triangolo equilatero di lato dato. Con apertura AB si punta in A e poi in B: i due archi si incontrano in un punto C equidistante dagli estremi. ABC è il triangolo equilatero.
Angolo congruente a un angolo dato. Dati l'angolo aÔb e una semiretta s di origine O′, si costruisce su s un angolo congruente ad aÔb. 1. Si punta il compasso in O, con un'apertura qualunque, e si traccia un arco che taglia i lati in A (su a) e in B (su b). 2. Con la stessa apertura si punta in O′ e si traccia un arco uguale, che taglia s in A′. 3. Si apre il compasso sulla distanza AB; con questa apertura si punta in A′ e si traccia un archetto che taglia l'arco precedente in B′. 4. La semiretta O′B′ è il secondo lato: l'angolo A′Ô′B′ è congruente ad aÔb.
Punto medio di un segmento. Dato il segmento AB, si costruisce il suo punto medio M. 1. Si apre il compasso con un'apertura maggiore di metà di AB (va bene anche AB stesso); si punta in A e si traccia un arco da una parte e dall'altra del segmento. 2. Con la stessa apertura si punta in B e si traccia un secondo arco: i due archi si incontrano in due punti C e D, uno per parte. 3. Si traccia la retta CD: taglia AB in M, il punto medio, e lo taglia ad angolo retto.
Bisettrice di un angolo. Dato l'angolo aÔb, si costruisce la semiretta che lo divide a metà. 1. Si punta il compasso in O, con un'apertura qualunque, e si traccia un arco che taglia i lati in A (su a) e in B (su b). 2. Si punta in A e poi in B, con una stessa apertura (comoda quella di prima): i due archetti si incontrano in un punto C interno all'angolo. 3. La semiretta OC è la bisettrice: AÔC ≅ CÔB.