“
Si dice che un numero misura un altro numero quando il primo, contato un numero di volte, lo riproduce
esattamente.”
— Euclide, Elementi, libro VII, def. 3 (iii sec. a.C.)
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Quando dividiamo \(12\) per \(3\) otteniamo un risultato intero, \(4\), senza “avanzi”. Quando invece dividiamo \(14\) per \(3\), qualcosa avanza: il quoziente è \(4\), ma rimane un resto di \(2\). La distinzione fra divisioni “esatte” e divisioni “con resto” è il punto di partenza dell’aritmetica modulare e di tutta la teoria dei numeri.
In questo capitolo studiamo a fondo questa distinzione. Introdurremo la relazione di divisibilità fra numeri interi, alcuni criteri pratici per decidere rapidamente se un numero è divisibile per un altro (per \(2\), \(3\), \(5\), \(9\), \(11\), ecc.), il massimo comune divisore (MCD) e il minimo comune multiplo (mcm) di due o più numeri, e infine l’algoritmo di Euclide per calcolare l’MCD in modo veloce anche per numeri grandi.
Queste nozioni saranno la chiave per ridurre le frazioni ai minimi termini (capitolo 12), per semplificare scomposizioni e raccoglimenti (capitolo 19), e per discutere la fattorizzazione unica dei numeri naturali (capitolo 11).
Definizione 10.1 — Divisibilità
Siano \(a,b\in \mathbb{Z} \) con \(b\neq 0\). Si dice che \(b\) divide \(a\) (oppure: \(a\) è multiplo di \(b\)) se esiste un intero \(k\in \mathbb{Z} \) tale che \(a=b\cdot k\). Si scrive
Se invece nessun \(k\) realizza l’uguaglianza, si scrive \(b\nmid a\).
Esempio 10.1
\(3\mid 12\) perché \(12=3\cdot 4\); \(3\nmid 14\) perché non esiste \(k\in \mathbb{Z} \) con \(14=3k\). Inoltre \((-3)\mid 12\) (con \(k=-4\)) e \(5\mid 0\) (con \(k=0\)): ogni intero non nullo divide \(0\).
Nota — Convenzioni
Teorema 10.1 — Proprietà elementari della divisibilità
Dimostrazione (idea). Tutte si verificano sostituendo le definizioni. Ad esempio, se \(a\mid b\) (cioè \(b=a k\)) e \(a\mid c\) (cioè \(c=a h\)), allora \(b+c=a(k+h)\), dunque \(a\mid b+c\).
Definizione 10.2 — Divisori e multipli di un numero
Per \(n\in \mathbb{N} ^*\), l’insieme dei divisori (positivi) di \(n\) è
L’insieme dei multipli (positivi) di \(n\) è
\(D(n)\) è finito (\(D(12)=\{1,2,3,4,6,12\}\)); \(M(n)\) è infinito (\(M(3)=\{3,6,9,12,\ldots \}\)).
Teorema 10.2 — Divisione euclidea in \(\mathbb{Z} \)
Dimostrazione (idea). L’idea è di sottrarre \(b\) ripetutamente da \(a\) (o sommarlo, se \(a<0\)) finché si rientra nell’intervallo \([0,b-1]\): il numero di sottrazioni è \(q\), ciò che resta è \(r\). L’unicità si dimostra per assurdo supponendo due rappresentazioni e sottraendole.
Esempio 10.2
Dividendo \(a=47\) per \(b=5\): \(47=5\cdot 9+2\), quoziente \(q=9\), resto \(r=2\). La condizione \(0\le 2<5\) è verificata.
Dividendo \(a=-47\) per \(b=5\): \(-47=5\cdot (-10)+3\), quoziente \(q=-10\), resto \(r=3\). Non si scrive \(-47=5\cdot (-9)-2\) perché si vuole il resto positivo.
Nota — Divisibilità in termini di resto
\(b\mid a\) se e solo se la divisione euclidea di \(a\) per \(b\) ha resto \(r=0\). È la definizione operativa usata in tutti i criteri di divisibilità che seguono.
Per molti divisori piccoli esistono criteri: regole rapide che permettono di stabilire la divisibilità senza eseguire la divisione completa.
Teorema 10.3 — Criteri di divisibilità
Sia \(n\) un numero naturale.
Dimostrazione (criterio del \(3\)). Sia \(n=a_k\cdot 10^k+a_{k-1}\cdot 10^{k-1}+\cdots +a_1\cdot 10+a_0\). Poiché \(10\equiv 1\pmod 3\), ogni \(10^i\equiv 1\pmod 3\). Allora
cioè \(n\) e la somma delle sue cifre danno lo stesso resto nella divisione per \(3\). In particolare \(3\mid n\) se e solo se \(3\) divide la somma delle cifre. La dimostrazione del criterio del \(9\) è identica (anche \(10\equiv 1\pmod 9\)).
Esempio 10.3 — Applicazione dei criteri
Stabilire i divisori di \(n=37 845\) tra \(\{2,3,4,5,9,10,11\}\).
Soluzione.
Divisori di \(n\) nell’insieme proposto: \(\{3,5,9\}\).
Definizione 10.3 — Massimo comune divisore
Esempio 10.4
\(D(12)=\{1,2,3,4,6,12\}\), \(D(18)=\{1,2,3,6,9,18\}\). Divisori comuni: \(\{1,2,3,6\}\). Il massimo è \(6\): \(\operatorname{MCD} (12,18)=6\).
Definizione 10.4 — Numeri coprimi
Esempio 10.5
\(\operatorname{MCD} (8,15)=1\), dunque \(8\) e \(15\) sono coprimi. Lo sono anche \(7\) e \(20\), ma non \(6\) e \(10\) (che hanno \(\operatorname{MCD} =2\)).
Procedura — MCD per scomposizione in fattori primi
Per calcolare \(\operatorname{MCD} (a,b)\):
Esempio 10.6
Calcolare \(\operatorname{MCD} (72, 60)\).
Soluzione. \(72 = 2^3\cdot 3^2\), \(60=2^2\cdot 3\cdot 5\). Fattori comuni: \(2\) e \(3\). Esponenti minimi: \(2^2\) e \(3^1\). Quindi
Definizione 10.5 — Minimo comune multiplo
Esempio 10.7
\(M(4)=\{4,8,12,16,20,\ldots \}\), \(M(6)=\{6,12,18,24,\ldots \}\). Multipli comuni: \(\{12,24,36,\ldots \}\). Il minimo è \(12\): \(\operatorname{mcm} (4,6)=12\).
Procedura — mcm per scomposizione in fattori primi
Per calcolare \(\operatorname{mcm} (a,b)\):
Esempio 10.8
Calcolare \(\operatorname{mcm} (72, 60)\).
Soluzione. \(72=2^3\cdot 3^2\), \(60=2^2\cdot 3\cdot 5\). Fattori che compaiono almeno in una: \(2\), \(3\), \(5\). Esponenti massimi: \(2^3\), \(3^2\), \(5^1\). Quindi
Teorema 10.4 — Relazione fra MCD e mcm
Dimostrazione (idea). Per ogni primo \(p\) che compare nelle due scomposizioni, sia \(\alpha \) il suo esponente in \(a\) e \(\beta \) quello in \(b\). L’esponente di \(p\) in \(\operatorname{MCD} (a,b)\) è \(\min (\alpha ,\beta )\), quello in \(\operatorname{mcm} (a,b)\) è \(\max (\alpha ,\beta )\). La loro somma è \(\alpha +\beta \), che è proprio l’esponente di \(p\) in \(a\cdot b\).
Questa identità è utilissima: una volta calcolato \(\operatorname{MCD} \), \(\operatorname{mcm} \) si ottiene senza ricalcolare le scomposizioni.
Esempio 10.9 — Conferma
Con \(a=72\), \(b=60\): \(\operatorname{MCD} \cdot \operatorname{mcm} = 12\cdot 360 = 4320\), e \(a\cdot b = 72\cdot 60 = 4320\). \(\checkmark\)
Per numeri grandi, scomporre in fattori primi può essere lungo. Esiste un metodo molto più rapido per calcolare l’MCD, noto fin dall’antichità: l’algoritmo di Euclide. Si basa su una sola osservazione, di una semplicità sorprendente.
Teorema 10.5 — Lemma di Euclide
Dimostrazione (idea). Scriviamo \(a=bq+r\). Un divisore comune di \(a\) e \(b\) deve dividere anche \(r=a-bq\) (proprietà della divisibilità); viceversa, un divisore comune di \(b\) e \(r\) divide anche \(a=bq+r\). Quindi \(D(a)\cap D(b) = D(b)\cap D(r)\), e in particolare i massimi coincidono.
Procedura — Algoritmo di Euclide
Per calcolare \(\operatorname{MCD} (a,b)\) con \(a\ge b > 0\):
L’algoritmo termina in un numero finito di passi perché i resti formano una successione strettamente decrescente di numeri naturali.
Esempio 10.10 — Algoritmo di Euclide passo-passo
Calcolare \(\operatorname{MCD} (252, 198)\).
Soluzione. Divisioni successive:
L’ultimo resto non nullo è \(18\). Quindi \(\operatorname{MCD} (252,198)=18\).
Nota — Confronto con la scomposizione
Con la scomposizione: \(252=2^2\cdot 3^2\cdot 7\), \(198=2\cdot 3^2\cdot 11\). Fattori comuni: \(2\) e \(3\), esponenti minimi \(1\) e \(2\). Quindi \(\operatorname{MCD} =2\cdot 3^2=18\). \(\checkmark\)Lo stesso risultato si ottiene molto più rapidamente con Euclide quando i fattori sono difficili da trovare.
Nota — Estensione a più numeri
Per calcolare \(\operatorname{MCD} (a,b,c)\) basta osservare che \(\operatorname{MCD} (a,b,c)=\operatorname{MCD} (\operatorname{MCD} (a,b),c)\): si applica l’algoritmo a coppie. Idem per \(\operatorname{mcm} \).
Esempio 10.11 — Applicazione dei criteri di divisibilità
Stabilire, senza fare le divisioni, se \(n=27 720\) è divisibile per \(2,3,4,5,8,9,10,11\).
Soluzione.
Sorprendentemente, \(n\) è divisibile per tutti i numeri proposti. È un esempio classico: \(27 720 = 2^3\cdot 3^2\cdot 5\cdot 7\cdot 11\).
Esempio 10.12 — Calcolo di MCD e mcm con la scomposizione
Calcolare \(\operatorname{MCD} \) e \(\operatorname{mcm} \) di \(84\) e \(126\).
Soluzione. Scomponiamo: \(84=2^2\cdot 3\cdot 7\), \(126=2\cdot 3^2\cdot 7\).
Verifica: \(\operatorname{MCD} \cdot \operatorname{mcm} = 42\cdot 252 = 10\,584\) e \(a\cdot b = 84\cdot 126 = 10\,584\). \(\checkmark\)
Esempio 10.13 — Algoritmo di Euclide per numeri grandi
Calcolare \(\operatorname{MCD} (1071, 462)\).
Soluzione. Divisioni successive:
L’ultimo resto non nullo è \(21\). Quindi \(\operatorname{MCD} (1071, 462)=21\).
Esempio 10.14 — Problema concreto: la corsa
Due tapis roulant compiono un giro rispettivamente ogni \(24\) e \(36\) secondi. Se vengono fatti partire insieme, dopo quanti secondi si ritroveranno entrambi al punto di partenza?
Soluzione. Cerchiamo il primo istante comune: è \(\operatorname{mcm} (24,36)\). Scomposizioni: \(24=2^3\cdot 3\), \(36=2^2\cdot 3^2\). Esponenti massimi: \(2^3\), \(3^2\). Quindi
Si ritroveranno insieme al punto di partenza dopo \(72\,{\mathrm{s} }\) (ossia \(1\,\text {minuto e}\,12\,\text {secondi}\)).
Esempio 10.15 — Frazione ai minimi termini
Ridurre la frazione \(\dfrac {252}{198}\) ai minimi termini.
Soluzione. Dividere numeratore e denominatore per il loro MCD. Dall’esempio precedente, \(\operatorname{MCD} (252,198)=18\). Allora
La forma ridotta è \(\tfrac {14}{11}\) (numeratore e denominatore ora coprimi).
Esercizio 10.1
Riepilogo