“
Nel piano due rette o sono parallele o si incontrano: tertium non datur. Nello spazio aggiungiamo una terza
possibilità — le rette sghembe, che non si incontrano e non sono parallele. Aggiungere una dimensione
significa aggiungere una nuova categoria di posizione reciproca.”
— Euclide, Elementi libro XI, definizioni preliminari — prima trattazione sistematica delle proprietà di rette e piani nello spazio
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Apriamo qui la parte di geometria solida, ovvero la geometria delle figure nello spazio tridimensionale. Tutto quanto fatto finora — triangoli, cerchi, poligoni — viveva nel piano, in due dimensioni. Spostandoci nello spazio guadagniamo una nuova dimensione e nuove possibilità:
Le applicazioni della geometria dello spazio sono ovunque: architettura, ingegneria, computer grafica, fisica (cinematica del moto nello spazio, ottica), chimica (geometria molecolare), cartografia. Cominciamo dagli oggetti fondamentali — punti, rette, piani — e dalle loro posizioni reciproche.
I postulati fondamentali della geometria dello spazio estendono quelli del piano (cap. 29). Considereremo come enti primitivi i punti, le rette e i piani; le loro proprietà sono fissate dai seguenti postulati.
Postulati di esistenza e determinazione (geometria dello spazio):
Conseguenze dirette.
Cinque modi di determinare un piano:
Definizione 109.1 — Rette complanari, incidenti, parallele, sghembe
Due rette \(r\) e \(s\) nello spazio si dicono:
Differenza rispetto al piano. Nel piano due rette o si incontrano o sono parallele: la categoria “sghembe” non esiste, perché tutte le rette del piano sono già complanari.
Due rette sono sghembe se e solo se non esiste alcun piano che le contiene entrambe. Operativamente:
Per due rette incidenti, l’angolo è quello fra esse formato (uno qualunque dei due supplementari).
Per due rette sghembe, l’angolo si definisce come l’angolo formato da due rette parallele alle date, passanti per un qualunque punto \(P\) dello spazio (l’angolo è ben definito perché non dipende dalla scelta di \(P\), grazie al parallelismo).
Definizione 109.2 — Retta giacente, incidente, parallela a un piano
Una retta \(r\) e un piano \(\pi \) nello spazio possono presentarsi nelle seguenti posizioni:
Esistenza. Per il postulato P2, se una retta ha due punti in comune con un piano, vi giace tutta. Quindi se ha più di un punto in comune con \(\pi \), vi è contenuta. Da qui il tertium non datur: una retta ha \(0\), \(1\), oppure \(\infty \) punti in comune con un piano.
Criterio di parallelismo: una retta \(r\) esterna a un piano \(\pi \) è parallela a \(\pi \) se e solo se esiste una retta \(s\) contenuta in \(\pi \) tale che \(r \parallel s\).
Visualizzazione. La retta \(r\) è “parallela” a una retta del piano: tirando una corda parallela a \(r\) sul pavimento, l’intera \(r\) resta a quota fissa sopra il pavimento.
Quando una retta \(r\) è incidente a un piano \(\pi \) in un punto \(P\), l’angolo fra retta e piano si definisce come l’angolo fra \(r\) e la sua proiezione ortogonale \(r'\) sul piano. È l’angolo minimo fra \(r\) e una qualunque retta di \(\pi \) passante per \(P\). Si ha sempre \(0 \le \widehat {(r, \pi )} \le \pi /2\).
Caso particolare: se \(r \perp \pi \) (vedi cap. 110), l’angolo è \(\pi /2\).
Definizione 109.3 — Piani paralleli, incidenti, coincidenti
Due piani \(\pi _1\) e \(\pi _2\) nello spazio possono essere:
Tertium non datur. Per i postulati, due piani distinti non possono avere come intersezione un solo punto: se hanno un punto in comune, hanno un’intera retta in comune.
Criterio di parallelismo fra piani: due piani \(\pi _1\) e \(\pi _2\) sono paralleli se e solo se esistono due rette incidenti in \(\pi _1\) entrambe parallele a \(\pi _2\).
Idea. “Bastano due direzioni indipendenti” su un piano per garantire il parallelismo: se entrambe sono parallele all’altro piano, l’intero piano è “orizzontale” rispetto all’altro.
Quando due piani sono incidenti, formano un diedro, una figura solida che generalizza il concetto di angolo. Lo studieremo in dettaglio in cap. 110.
Esempio 109.1 — Spigoli di un cubo: classificazione
Considerare il cubo \(ABCDEFGH\) con \(ABCD\) faccia inferiore ed \(EFGH\) faccia superiore (in corrispondenza diretta: \(A\) sotto \(E\), ecc.). Classificare le posizioni reciproche delle coppie di rette individuate da:
Risposte.
Esempio 109.2 — Posizione di una diagonale rispetto a una faccia
Considerando ancora il cubo, qual è la posizione reciproca della diagonale \(AG\) rispetto al piano della faccia \(ABCD\)?
Risposta. La diagonale \(AG\) passa per il vertice \(A\) (che appartiene al piano \(ABCD\)) e per il vertice \(G\) (che non appartiene a \(ABCD\), essendo sulla faccia superiore). Quindi \(AG\) ha esattamente un punto in comune con \(ABCD\) (il punto \(A\)): è incidente al piano.
Angolo fra \(AG\) e il piano \(ABCD\). La proiezione di \(G\) su \(ABCD\) è \(C\) (perpendicolare allo spigolo verticale). Quindi la proiezione di \(AG\) sul piano è \(AC\). L’angolo fra \(AG\) e \(AC\) è \(\widehat {GAC}\), che nel cubo di lato \(\ell \) ha:
Nel triangolo rettangolo \(ACG\) (rettangolo in \(C\)):
Esempio 109.3 — Due piani paralleli e una retta secante
Due piani paralleli \(\pi _1\) e \(\pi _2\) sono “tagliati” da una stessa retta \(r\). Mostrare che \(r\) interseca entrambi i piani.
Argomento. Se \(r\) fosse parallela a \(\pi _1\) (e diversa da una sua retta), non lo intersecherebbe; per la stessa ragione sarebbe parallela a \(\pi _2\) (per il parallelismo di \(\pi _1\) e \(\pi _2\)). Ma una retta o è parallela a entrambi i piani o li interseca entrambi: non ci sono casi misti, perché \(\pi _1\) e \(\pi _2\) sono congruenti rispetto alle direzioni.
Lezione. La distanza fra due piani paralleli è costante: la lunghezza del segmento \(r \cap \pi _1 \, r \cap \pi _2\), se \(r\) è perpendicolare ad entrambi, è la distanza fra i due piani.
Esempio 109.4 — Tre rette concorrenti: complanari?
Tre rette \(r, s, t\) a coppie incidenti si dicono concorrenti. Sono necessariamente complanari?
Risposta. No, in generale: tre spigoli di un tetraedro uscenti dallo stesso vertice si incontrano nel vertice (a coppie), ma non sono complanari.
Caso speciale. Tre rette a coppie incidenti sono complanari se e solo se passano per uno stesso punto, oppure se sono a due a due incidenti in tre punti diversi che giacciono su uno stesso piano (caso degenere).
Esempio 109.5 — Determinazione del piano da una retta e un punto esterno
Date la retta \(r\) e il punto \(P\) esterno a \(r\), descrivere il piano determinato.
Geometria. Prendiamo due punti distinti \(A, B \in r\). Il piano è determinato dai tre punti non allineati \(A, B, P\) (P1).
Concretamente, è il piano che contiene \(r\) e che “si solleva” verso \(P\). Tutti i punti di \(r\) vi appartengono (P2), e anche \(P\) vi appartiene per costruzione.
Esercizio 109.1
Riepilogo
Postulati della geometria dello spazio:
Posizioni di due rette nello spazio: