“
Nei triangoli rettangoli il quadrato sul lato che sottende l’angolo retto è uguale ai rettangoli compresi tra
l’ipotenusa e ciascuna delle parti in cui essa è divisa dalla perpendicolare condotta dall’angolo retto
sull’ipotenusa.”
— Euclide, Elementi, libro VI, proposizione 8 (parafrasi)
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Il teorema di Pitagora del capitolo precedente mette in relazione i quadrati costruiti sui tre lati di un triangolo rettangolo. I teoremi di Euclide fanno qualcosa di simile, ma con un attore in più: l’altezza relativa all’ipotenusa, che divide l’ipotenusa in due segmenti (le proiezioni dei cateti). Da questa altezza nascono due belle relazioni metriche.
Geometricamente, i due teoremi affermano che:
In termini di aree: ciascun quadrato sul cateto è equivalente al rettangolo che ha per dimensioni l’ipotenusa e la sua proiezione; il quadrato sull’altezza è equivalente al rettangolo delle due proiezioni.
In questo capitolo enunciamo e dimostriamo i due teoremi di Euclide (utilizzando la similitudine, che richiamiamo brevemente: l’approfondimento è nel capitolo 62), mostriamo la loro relazione con Pitagora e le applicazioni pratiche (calcolo di altezza, proiezioni, lati a partire da dati parziali).
Definizione 60.1 — Configurazione di base
Sia \(ABC\) un triangolo rettangolo in \(C\). Sia \(H\) il piede della perpendicolare condotta da \(C\) all’ipotenusa \(AB\). Allora:
Le lunghezze dei cateti sono \(b = CA\) e \(a = CB\), e dell’ipotenusa \(c = AB\).
Nota — Tre triangoli simili
L’altezza \(CH\) divide il triangolo rettangolo \(ABC\) in due triangoli rettangoli: \(AHC\) (retto in \(H\)) e \(BHC\) (retto in \(H\)). Tutti e tre i triangoli \(ABC\), \(AHC\), \(BHC\) sono simili tra loro: hanno gli stessi angoli (il dimostrare questo richiede solo la somma degli angoli di un triangolo). Questa similitudine è la chiave per i teoremi di Euclide.
Teorema 60.1 — Primo teorema di Euclide
Dimostrazione (via similitudine). I triangoli \(ABC\) e \(BHC\) sono simili (entrambi hanno l’angolo retto e condividono l’angolo in \(B\)). La similitudine genera le proporzioni tra lati corrispondenti:
Analogamente, dalla similitudine tra \(ABC\) e \(AHC\): \(b^2 = c\cdot p\).
Nota — Interpretazione in aree (versione di Euclide)
La forma originale di Euclide (Elementi, libro VI, prop. 8) è in termini di aree: “il quadrato sul cateto è equivalente al rettangolo che ha per dimensioni l’ipotenusa e la proiezione di quel cateto sull’ipotenusa”. Quindi:
È l’enunciato in linguaggio metrico “alla greca”, precedente l’uso dell’algebra.
Teorema 60.2 — Secondo teorema di Euclide
Dimostrazione (via similitudine). I due triangoli \(AHC\) e \(BHC\) sono simili (entrambi rettangoli in \(H\); in \(AHC\) l’angolo in \(A\) corrisponde all’angolo in \(C\) in \(BHC\), poiché entrambi sono complementari dello stesso angolo). La similitudine dà:
Nota — Interpretazione in aree
“Il quadrato sull’altezza è equivalente al rettangolo che ha per dimensioni le due proiezioni dei cateti sull’ipotenusa.” (Euclide, libro VI, prop. 13.)
I tre teoremi (Pitagora e i due di Euclide) sono fortemente legati: in particolare, Pitagora è una conseguenza dei due teoremi di Euclide.
Dimostrazione (di Pitagora da Euclide). Per il primo teorema di Euclide: \(a^2 = c\cdot q\) e \(b^2 = c\cdot p\). Sommando:
È un’altra dimostrazione del teorema di Pitagora!
Nota — Schema delle relazioni
L’ultima relazione si ricava notando che l’area del triangolo si può calcolare come \(\tfrac {a\cdot b}{2}\) (base e altezza sui cateti) oppure come \(\tfrac {c\cdot h}{2}\) (base ipotenusa e altezza relativa); uguagliando, \(ab = ch\), da cui \(h = \tfrac {ab}{c}\).
I teoremi di Euclide sono utilissimi quando si conoscono alcuni elementi di un triangolo rettangolo (proiezioni, altezza, cateti) e si vogliono trovare gli altri. Le relazioni \(a^2=c\cdot q\), \(b^2=c\cdot p\), \(h^2=p\cdot q\), \(ab=ch\), \(p+q=c\) formano un sistema che lega tutti gli elementi.
Procedura — Da due elementi a tutti gli altri
Conoscendo due qualsiasi tra \(\{a, b, c, h, p, q\}\) (di solito non tre arbitrari per evitare ridondanze), si possono calcolare tutti gli altri usando i due teoremi di Euclide, Pitagora, e \(p+q=c\).
Esempio 60.1 — Conoscendo cateto e proiezione
In un triangolo rettangolo, un cateto misura \(6\,{\mathrm{c} \mathrm{m} }\) e la sua proiezione sull’ipotenusa misura \(3{,}6\,{\mathrm{c} \mathrm{m} }\). Trovare ipotenusa, altezza relativa e altro cateto.
Soluzione. Sia \(b=6\), \(p=3{,}6\). Per il primo teorema di Euclide: \(b^2 = c\cdot p\), da cui \(c = \tfrac {b^2}{p} = \tfrac {36}{3{,}6} = 10\,{\mathrm{c} \mathrm{m} }\). Allora \(q = c - p = 10 - 3{,}6 = 6{,}4\,{\mathrm{c} \mathrm{m} }\).
Altro cateto: \(a^2 = c\cdot q = 10\cdot 6{,}4 = 64 \Rightarrow a = 8\,{\mathrm{c} \mathrm{m} }\). Altezza: \(h^2 = p\cdot q = 3{,}6\cdot 6{,}4 = 23{,}04 \Rightarrow h = 4{,}8\,{\mathrm{c} \mathrm{m} }\).
Verifica con Pitagora: \(a^2+b^2 = 64+36 = 100 = c^2\). \(\checkmark\). E con l’area: \(h = \tfrac {ab}{c} = \tfrac {8\cdot 6}{10} = 4{,}8\,{\mathrm{c} \mathrm{m} }\). \(\checkmark\)
Esempio 60.2 — Conoscendo le due proiezioni
In un triangolo rettangolo, le proiezioni dei cateti sull’ipotenusa misurano \(4\,{\mathrm{c} \mathrm{m} }\) e \(9\,{\mathrm{c} \mathrm{m} }\). Trovare cateti, altezza e ipotenusa.
Soluzione. \(p = 4\), \(q = 9\), \(c = p+q = 13\).
Esempio 60.3 — Conoscendo altezza e una proiezione
In un triangolo rettangolo, l’altezza relativa all’ipotenusa è \(12\,{\mathrm{c} \mathrm{m} }\) e una proiezione \(9\,{\mathrm{c} \mathrm{m} }\). Trovare l’altra proiezione e i cateti.
Soluzione. Per il secondo teorema: \(h^2 = pq\), dunque \(q = \tfrac {h^2}{p} = \tfrac {144}{9} = 16\,{\mathrm{c} \mathrm{m} }\). Ipotenusa: \(c = 9+16 = 25\,{\mathrm{c} \mathrm{m} }\).
(Terna \((15, 20, 25) = 5\cdot (3, 4, 5)\).)
Esempio 60.4 — Conoscendo i due cateti
Un triangolo rettangolo ha cateti \(8\,{\mathrm{c} \mathrm{m} }\) e \(15\,{\mathrm{c} \mathrm{m} }\). Calcolare ipotenusa, altezza e proiezioni.
Soluzione. Pitagora: \(c = \sqrt {64+225} = \sqrt {289} = 17\,{\mathrm{c} \mathrm{m} }\). (Terna \((8, 15, 17)\).)
Verifica: \(p+q = \tfrac {64+225}{17} = \tfrac {289}{17} = 17 = c\). \(\checkmark\)
Esempio 60.5 — Costruzione del medio proporzionale
Dati due segmenti di lunghezze \(p\) e \(q\), costruire un segmento di lunghezza \(h = \sqrt {pq}\).
Soluzione. (Costruzione classica con riga e compasso.) Si accostano \(p\) e \(q\) su una semiretta, ottenendo un segmento \(AB\) di lunghezza \(p+q\), con \(H\) il punto di separazione. Si traccia la semicirconferenza di diametro \(AB\) (raggio \(\tfrac {p+q}{2}\), centro nel punto medio di \(AB\)). Dal punto \(H\) si traccia la perpendicolare ad \(AB\), che incontra la semicirconferenza in un punto \(C\). La distanza \(CH\) è il medio proporzionale cercato: \(CH^2 = AH\cdot HB = pq\), quindi \(CH = \sqrt {pq}\).
(È il classico “estrarre la radice quadrata geometricamente” usato fin dall’antichità.)
Esercizio 60.1
Riepilogo