Capitolo 66
Eventi e operazioni tra eventi

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La teoria delle probabilità, in fondo, non è altro che il buon senso ridotto al calcolo.”

— Pierre-Simon Laplace, Essai philosophique sur les probabilités (1814)

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66.1 Introduzione motivazionale

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In tutta la matematica vista finora — algebra, geometria, equazioni — abbiamo trattato situazioni deterministiche: dati gli ingressi, gli ingredienti, le ipotesi, esiste una sola risposta, certa e calcolabile. Il prodotto \(7\cdot 8\) vale \(56\), l’area di un cerchio di raggio \(5\) vale \(25\pi \), la soluzione di \(x^2 = 4\) è \(\pm 2\). Tutto determinato.

Ma molte situazioni reali non funzionano così. Non possiamo prevedere con certezza:

Sono fenomeni aleatori o casuali: pur conoscendo le condizioni di partenza, il risultato non è univocamente determinato.

La probabilità è la branca della matematica che studia questi fenomeni in modo quantitativo: assegna a ogni possibile esito un numero (la sua probabilità) che misura quanto è “ragionevole attendersi” quell’esito. Le sue radici sono nel xvi sec. con Cardano (giochi d’azzardo); il primo grande salto teorico è del xvii sec. con il carteggio Pascal–Fermat (1654); la sistemazione assiomatica moderna è del 1933 ad opera di Kolmogorov.

Il punto di partenza della teoria, però, non è il calcolo numerico — quello arriverà nel prossimo capitolo (67). Prima dobbiamo costruire il linguaggio con cui descriviamo i fenomeni aleatori: cosa sono gli eventi, come si combinano, quali relazioni hanno tra loro. È un linguaggio puramente insiemistico (2): un evento è un sottoinsieme dello spazio dei risultati possibili, e le operazioni tra eventi (unione, intersezione, complementare) sono le operazioni insiemistiche già note.

In questo capitolo introduciamo dunque il vocabolario: spazio campionario, eventi elementari e composti, operazioni tra eventi, eventi incompatibili, complementari, certi, impossibili. Solo nel capitolo successivo associeremo a ogni evento un numero — la sua probabilità.

66.2 Esperimento aleatorio e spazio campionario

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Definizione 66.1 — Esperimento aleatorio

Un esperimento aleatorio (o prova) è un’azione o un’osservazione il cui esito non può essere previsto con certezza ma per cui possiamo descrivere tutti gli esiti possibili.

Esempio 66.1 — Esperimenti aleatori

Esempi che non sono aleatori: calcolare \(3+5\), misurare l’area di un rettangolo dati i lati, risolvere un’equazione di secondo grado.

Definizione 66.2 — Spazio campionario

Si chiama spazio campionario (o universo) dell’esperimento aleatorio l’insieme \(\Omega \) di tutti i suoi possibili esiti. Ogni elemento di \(\Omega \) è chiamato esito o risultato dell’esperimento.

Esempio 66.2 — Spazi campionari fondamentali

Nota  — Spazi campionari finiti, infiniti, continui

Lo spazio campionario può essere:

Negli ultimi due casi servono strumenti più avanzati (156).

66.3 Eventi elementari e composti

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Definizione 66.3 — Evento

Si chiama evento ogni sottoinsieme \(E \subseteq \Omega \) dello spazio campionario. Si dice che l’evento \(E\) si verifica (o “si è realizzato”) se l’esito dell’esperimento appartiene a \(E\).

Definizione 66.4 — Evento elementare e evento composto

Esempio 66.3 — Lancio di un dado

Spazio campionario: \(\Omega = \{1, 2, 3, 4, 5, 6\}\).

Esempio 66.4 — Lancio di due dadi

Spazio campionario: \(\Omega = \{(i,j) : i, j \in \{1,\ldots ,6\}\}\), \(|\Omega | = 36\).

Nota  — Tre modi di descrivere un evento

Un evento si può esprimere:

1.
con una descrizione verbale (“esce un numero pari”);
2.
per elencazione dei suoi esiti (\(\{2, 4, 6\}\));
3.
con una proprietà caratteristica (\(\{x \in \Omega : x \text { è pari}\}\)).

Tutte e tre le forme sono equivalenti e ognuna ha i suoi pregi.

66.4 Operazioni tra eventi unione e intersezione

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Gli eventi sono insiemi, quindi le operazioni insiemistiche (unione, intersezione, differenza, complementare) hanno una naturale interpretazione probabilistica. La corrispondenza linguistica è:

\[ \begin {array}{l|l} \text {Insiemi} & \text {Eventi (linguaggio della probabilità)} \\ \hline \omega \in A & \text {l'evento $A$ si verifica} \\ A \cup B & \text {si verifica $A$ \emph {o} $B$ (o entrambi)} \\ A \cap B & \text {si verificano \emph {sia} $A$ \emph {sia} $B$} \\ \bar {A} & \text {\emph {non} si verifica $A$} \\ A \subseteq B & \text {$A$ \emph {implica} $B$} \\ A \cap B = \varnothing & \text {$A$ e $B$ \emph {incompatibili}} \\ \end {array} \]

Definizione 66.5 — Unione di eventi

L’unione \(A \cup B\) è l’evento che si verifica quando si verifica almeno uno dei due (o entrambi):

\[ A \cup B = \{\omega \in \Omega : \omega \in A \text { \emph {oppure} } \omega \in B\}. \]

Corrisponde al “o” inclusivo della logica (3).

Definizione 66.6 — Intersezione di eventi

L’intersezione \(A \cap B\) è l’evento che si verifica quando si verificano entrambi:

\[ A \cap B = \{\omega \in \Omega : \omega \in A \text { \emph {e} } \omega \in B\}. \]

Corrisponde alla congiunzione “e” della logica.

[Picture]

Figura 66.1: Rappresentazione con diagrammi di Venn. A sinistra l’intersezione \(A\cap B\) (zona di sovrapposizione): si verifica solo se entrambi gli eventi si realizzano. A destra l’unione \(A\cup B\) (entrambi i cerchi): si verifica se almeno uno dei due si realizza.

Esempio 66.5 — Operazioni tra eventi

Lancio di un dado: \(\Omega = \{1, 2, 3, 4, 5, 6\}\). Siano \(A = \{2, 4, 6\}\) (“pari”) e \(B = \{4, 5, 6\}\) (“\(\geq 4\)”).

Teorema 66.1 — Proprietà delle operazioni tra eventi

Per qualunque \(A, B, C \subseteq \Omega \) valgono:

Queste proprietà sono identiche a quelle dell’algebra degli insiemi (2) e dell’algebra di Boole: la teoria della probabilità eredita dall’insiemistica tutta la sua impalcatura formale.

66.5 Eventi incompatibili e complementari

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Definizione 66.7 — Eventi incompatibili o disgiunti

Due eventi \(A\) e \(B\) si dicono incompatibili (o disgiunti, o “mutuamente esclusivi”) se non possono verificarsi entrambi, cioè

\[ A \cap B = \varnothing . \]

Esempio 66.6 — Eventi incompatibili

Lancio di un dado: \(A = \{1, 2\}\) (“\(\leq 2\)”) e \(B = \{5, 6\}\) (“\(\geq 5\)”) sono incompatibili: \(A\cap B = \varnothing \).

Lancio di un dado: \(A = \{2, 4, 6\}\) (“pari”) e \(B = \{1, 3, 5\}\) (“dispari”) sono incompatibili e ricoprono tutto \(\Omega \) (partizione).

Definizione 66.8 — Evento complementare o contrario

Si chiama evento complementare (o contrario) di \(A\), e si indica con \(\bar A\) (oppure \(A^c\), \(\lnot A\)), l’evento che si verifica esattamente quando \(A\) non si verifica:

\[ \bar A = \Omega \setminus A = \{\omega \in \Omega : \omega \notin A\}. \]

Nota  — Proprietà dell’evento complementare

Per ogni \(A \subseteq \Omega \):

Quindi \(\{A, \bar A\}\) è sempre una partizione di \(\Omega \) in due eventi incompatibili.

[Picture]

Figura 66.2: A sinistra: eventi incompatibili (i due cerchi non si sovrappongono). A destra: l’evento complementare \(\bar A\) è la regione di \(\Omega \) esterna ad \(A\).

Attenzione!  — Incompatibili \(\neq \) complementari

Incompatibili significa \(A\cap B = \varnothing \) (non possono verificarsi insieme).

Complementari significa \(A\cap B = \varnothing \) e \(A\cup B = \Omega \) (uno dei due si verifica certamente).

Quindi: due eventi complementari sono sempre incompatibili, ma due incompatibili non sono in generale complementari. Esempio: “esce 1” e “esce 2” sono incompatibili ma non complementari.

66.6 Eventi certi e impossibili

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Definizione 66.9 — Evento certo

L’evento certo è \(\Omega \) stesso: si verifica sempre, in qualunque esito dell’esperimento.

Definizione 66.10 — Evento impossibile

L’evento impossibile è l’insieme vuoto \(\varnothing \): non si verifica mai.

Esempio 66.7 — Lancio di un dado

Nota  — Tre categorie di eventi rispetto alla certezza

Ogni evento \(E\) rientra in una di queste tre categorie:

È solo per gli eventi aleatori che ha senso “calcolare una probabilità”. Per gli altri due la risposta è ovvia: probabilità \(1\) per il certo, \(0\) per l’impossibile (lo vedremo formalmente in 67).

66.7 Esempi svolti

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Esempio 66.8 — Lancio di due monete

Spazio campionario: \(\Omega = \{TT, TC, CT, CC\}\), \(|\Omega |=4\). Definiamo:

Calcoliamo:

\[ A\cap B = \{TT\},\quad A\cup B = \{TT, TC, CT, CC\} = \Omega ,\quad \bar A = \{CC\}. \]

\(A\) e \(\bar A\) sono complementari. \(B\) e \(C\) sono compatibili (\(B\cap C = \{CC\} \neq \varnothing \)).

Esempio 66.9 — Lancio di due dadi: somma

\(\Omega = \{(i,j) : i, j = 1,\ldots , 6\}\), \(|\Omega |=36\).

Sia \(S_k = \) “la somma è \(k\)”. Allora:

\(S_2\) e \(S_{12}\) sono incompatibili. \(S_2 \cup S_3 \cup \ldots \cup S_{12} = \Omega \) (somma sempre tra \(2\) e \(12\)): è una partizione di \(\Omega \) in \(11\) eventi.

Esempio 66.10 — Estrazione di una carta

Mazzo di \(40\) carte (italiane): \(\Omega \) ha \(40\) elementi (quattro semi \(\times \) dieci valori).

Esempio 66.11 — De Morgan applicato

Lancio di un dado: \(A = \) “pari” \(=\{2,4,6\}\), \(B = \)\(\geq 4\)\(=\{4,5,6\}\).

Verifica della prima legge di De Morgan: \(\overline {A\cup B} = \bar A \cap \bar B\).

\(A\cup B = \{2,4,5,6\}\), quindi \(\overline {A\cup B} = \{1,3\}\).

\(\bar A = \{1,3,5\}\), \(\bar B = \{1,2,3\}\), quindi \(\bar A\cap \bar B = \{1,3\}\). \(\checkmark\)

A parole: “non (pari o \(\geq 4\))” equivale a “dispari e \(\leq 3\)”, cioè \(\{1,3\}\).

Esempio 66.12 — Partizione in eventi incompatibili

Lancio di un dado: i tre eventi \(A=\{1,2\}\), \(B=\{3,4\}\), \(C=\{5,6\}\) sono a due a due incompatibili e \(A\cup B\cup C = \Omega \): formano una partizione di \(\Omega \).

La partizione in eventi incompatibili è uno strumento fondamentale: in PS-006 vedremo che la probabilità di un’unione di eventi incompatibili si calcola come somma.

66.8 Esercizi proposti

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Esercizio 66.1

1.
Per ciascuno dei seguenti esperimenti aleatori, scrivi lo spazio campionario \(\Omega \):
  • (a) lancio di una moneta;
  • (b) lancio di un dado a \(6\) facce;
  • (c) lancio di un dado a \(20\) facce;
  • (d) estrazione di una pallina da un’urna con palline numerate da \(1\) a \(10\);
  • (e) lancio di tre monete (in ordine).
2.
Per il lancio di un dado a \(6\) facce, descrivi per elencazione i seguenti eventi:
  • \(A\) = “esce un numero primo”;
  • \(B\) = “esce un numero divisibile per \(3\)”;
  • \(C\) = “esce un numero \(> 4\)”;
  • \(D\) = “esce un numero quadrato perfetto”.

Poi calcola \(A\cup B\), \(A\cap C\), \(\bar C\), \(A\cap B\cap C\).

3.
Per il lancio di due dadi:
  • (a) descrivi l’evento “il prodotto dei numeri è \(12\)”;
  • (b) descrivi l’evento “i due numeri differiscono di \(1\)”;
  • (c) determina \(|\Omega |\) e il numero di esiti di ciascun evento.
4.
Lancio di tre monete: \(\Omega = \{TTT, TTC, TCT, CTT, TCC, CTC, CCT, CCC\}\). Descrivi per elencazione e calcola \(|E|\) per:
  • (a) \(E_1\) = “escono almeno due teste”;
  • (b) \(E_2\) = “esce testa sulla prima moneta”;
  • (c) \(E_3\) = “escono esattamente due teste”;
  • (d) \(E_1\cap E_2\), \(E_1\cup E_3\), \(\bar {E_1}\).
5.
Determina se le seguenti coppie di eventi sono incompatibili, complementari, o nessuno dei due (esempio: lancio di un dado):
  • (a) “pari” e “dispari”;
  • (b) “\(<3\)” e “\(\geq 4\)”;
  • (c) “pari” e “primo”;
  • (d) “\(\leq 4\)” e “\(> 4\)”.
6.
Trova due eventi \(A\) e \(B\), definiti nel lancio di un dado a \(6\) facce, tali che:
  • (a) \(A\cap B = \{2\}\), \(A\cup B = \{1,2,3,5\}\);
  • (b) \(A\subseteq B\), \(|A|=2\), \(|B|=4\);
  • (c) \(A\) e \(B\) siano complementari con \(|A|=4\).
7.
Verifica entrambe le leggi di De Morgan per \(A=\{1,2,4\}\) e \(B=\{2,3,5\}\) nel lancio di un dado.
8.
Costruisci una partizione di \(\Omega = \{1,2,\ldots ,6\}\) (lancio di un dado) in:
  • (a) \(2\) eventi;
  • (b) \(3\) eventi;
  • (c) \(6\) eventi (la più fine possibile).
9.
(Vero o falso, con giustificazione.)
  • (a) Due eventi complementari sono sempre incompatibili.
  • (b) Due eventi incompatibili sono sempre complementari.
  • (c) Se \(A\subseteq B\), allora \(A\cap B = A\).
  • (d) \(\overline {A\cap B} = \bar A\cap \bar B\).
  • (e) L’evento certo è il complementare dell’evento impossibile.
10.
(Discussione.) Definisci un esperimento aleatorio della vita reale (non legato a giochi d’azzardo) e descrivi tre eventi interessanti su di esso, indicando lo spazio campionario.

66.9 Riepilogo del capitolo

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