Capitolo 140
Concavità e flessi con la derivata seconda

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Quando una curva si presenta convessa verso un certo asse, le sue ordinate crescono in modo che il loro incremento secondo sia positivo; quando si presenta concava, l’incremento secondo è negativo. Nei punti in cui la curva passa dall’una all’altra disposizione, l’incremento secondo si annulla.”

— Leonhard Euler, Institutiones calculi differentialis (1755), Cap. XII, traduzione adattata

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140.1 Introduzione motivazionale

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Nel capitolo precedente (139) abbiamo visto come la derivata prima \(f'\) controlli la crescenza di una funzione e ci permetta di individuare massimi e minimi locali. Ora facciamo un passo in più: la derivata seconda \(f'' = (f')'\) controlla un’altra proprietà geometrica fondamentale del grafico, la concavità (la sua “curvatura”), e ci offre uno strumento alternativo al test del segno di \(f'\) per classificare i punti critici.

Intuitivamente: dove la velocità con cui \(f\) cresce sta a sua volta aumentando (cioè \(f'\) è crescente, ovvero \(f'' > 0\)), il grafico “si curva verso l’alto” come una conca aperta; dove la velocità sta diminuendo (\(f'' < 0\)), il grafico “si curva verso il basso”. I punti in cui il grafico cambia tipo di curvatura si chiamano punti di flesso.

Questa lettura geometrica, già intuita da Newton e formalizzata da Eulero nel Institutiones calculi differentialis (1755), completa il quadro degli strumenti a derivate di cui disponiamo per analizzare il comportamento qualitativo di una funzione. Nel capitolo successivo (141) li metteremo tutti insieme nello studio completo di funzione.

140.2 Concavità di una funzione

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Definizione 140.1 — Funzione convessa, concava (definizione geometrica)

Sia \(f\) definita su un intervallo \(I\). Diciamo che \(f\) è:

Se le disuguaglianze sono strette per \(t \in (0, 1)\), si parla di convessità (o concavità) stretta.

Attenzione!

La terminologia varia da testo a testo. Convessa è anche detta “concava verso l’alto” (perché la curva ricorda una conca aperta verso l’alto, \(\smile \)). Concava è anche detta “concava verso il basso” (\(\frown \)). In questo testo useremo convessa per il primo caso e concava per il secondo, ma manterremo per chiarezza il riferimento visivo.

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Figura 140.1: Convessità (corda sopra il grafico) e concavità (corda sotto il grafico).

La definizione geometrica via corde è quella “primaria”, ma per funzioni derivabili due volte il legame con la derivata seconda è semplice e operativo.

Teorema 140.1 — Criterio di concavità con la derivata seconda

Sia \(f\) derivabile due volte su un intervallo \(I\). Allora:

Idea della dimostrazione. \(f'' = (f')'\). Se \(f'' > 0\) allora \(f'\) è strettamente crescente (criterio di monotonia, 137): la pendenza della tangente aumenta da sinistra verso destra. Una funzione la cui pendenza aumenta è proprio una funzione convessa (la tangente in un punto giace sotto il grafico, e equivalentemente la corda fra due punti giace sopra). La dimostrazione formale si fa applicando Lagrange su \([x_1, x]\) e \([x, x_2]\) per ottenere la disuguaglianza della corda.

Esempio 140.1 — Concavità di \(f(x) = x^2\)

\(f''(x) = 2 > 0\) ovunque: la parabola \(y = x^2\) è strettamente convessa su tutto \(\mathbb{R} \) (cosa intuitivamente chiara dal suo grafico a conca aperta verso l’alto).

Esempio 140.2 — Concavità di \(f(x) = \ln x\)

\(f'(x) = 1/x\), \(f''(x) = -1/x^2 < 0\) per ogni \(x > 0\): il logaritmo è strettamente concavo sul suo dominio. Questa proprietà è alla base, ad esempio, della disuguaglianza tra media aritmetica e geometrica: \(\ln \bigl (\frac {a+b}{2}\bigr ) \ge \frac {\ln a + \ln b}{2}\), da cui \(\frac {a+b}{2} \ge \sqrt {ab}\).

Esempio 140.3 — Concavità mista di \(f(x) = x^3\)

\(f''(x) = 6x\). Quindi \(f\) è concava per \(x < 0\) (\(f'' < 0\)) e convessa per \(x > 0\) (\(f'' > 0\)). Il punto \(x = 0\), in cui la concavità cambia, è un punto di flesso (definito nella prossima sezione).

140.3 Punti di flesso

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Definizione 140.2 — Punto di flesso

Sia \(f\) continua in \(x_0\). Si dice che \(x_0\) è un punto di flesso per \(f\) se \(f\) è concava in un intorno sinistro di \(x_0\) e convessa in un intorno destro, oppure viceversa. In altre parole, \(x_0\) è un punto in cui la concavità cambia segno.

Nel punto \((x_0, f(x_0))\) il grafico di \(f\) ha la particolarità geometrica di attraversare la propria tangente (quando questa esiste): la tangente sta da una parte del grafico prima di \(x_0\), e dall’altra dopo.

Teorema 140.2 — Condizione necessaria per un flesso (con \(f''\))

Se \(f\) è derivabile due volte in \(x_0\) e \(x_0\) è un punto di flesso, allora

\[ f''(x_0) = 0. \]

Dimostrazione. Se \(x_0\) è un flesso, \(f''\) cambia segno in \(x_0\). Ma \(f''\) è continua (lo stiamo assumendo derivabile due volte e in pratica con \(f''\) continua); una funzione continua che cambia segno deve annullarsi.

Attenzione!

Anche qui, come per il lemma di Fermat sui punti critici (137), la condizione \(f''(x_0) = 0\) è necessaria ma non sufficiente. Esempio: \(f(x) = x^4\). \(f''(0) = 0\), ma \(f''(x) = 12 x^2 \ge 0\) ovunque, dunque \(f\) è convessa su tutto \(\mathbb{R} \) e \(x = 0\) non è un flesso.

Attenzione!

Esistono flessi anche in punti dove \(f''\) non esiste o \(f\) non è derivabile due volte. Per esempio \(f(x) = \sqrt [3]{x}\) ha un flesso a tangente verticale in \(x = 0\), sebbene \(f''(0)\) non sia definita (vedi 136 e la sezione 140.5).

Esempio 140.4 — Flesso del cubico

\(f(x) = x^3\). \(f''(x) = 6x\), che si annulla in \(x = 0\) e cambia segno (negativa per \(x < 0\), positiva per \(x > 0\)). Quindi \(x = 0\) è punto di flesso. Poiché \(f'(0) = 0\), il flesso è “a tangente orizzontale” (l’asse \(x\) è tangente al grafico nel flesso).

Esempio 140.5 — Flessi di \(f(x) = \operatorname{sen} x\)

\(f''(x) = -\operatorname{sen} x\). Si annulla per \(x = k \pi \), \(k \in \mathbb{Z} \), e cambia segno in ciascuno di essi: tutti i multipli interi di \(\pi \) sono punti di flesso. In ciascuno la pendenza è \(f'(k\pi ) = \cos (k\pi ) = \pm 1 \ne 0\): i flessi sono a tangente obliqua.

140.4 Ricerca con la derivata seconda

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La derivata seconda permette, oltre a determinare la concavità, anche di classificare un punto critico (zero di \(f'\)) come massimo o minimo locale, alternativa al test del segno di \(f'\) visto in 139.

Teorema 140.3 — Test della derivata seconda per estremi locali

Sia \(f\) derivabile due volte in un intorno di \(x_0\), con \(f'(x_0) = 0\). Allora:

Idea della dimostrazione. Se \(f'(x_0) = 0\) e \(f''(x_0) > 0\), allora \(f\) è (localmente) convessa intorno a \(x_0\); in un intorno di un punto a tangente orizzontale di una funzione convessa il grafico sta sopra la tangente orizzontale stessa, cioè \(f(x) \ge f(x_0)\), dunque \(x_0\) è minimo. Analogamente per il massimo.

Attenzione!

Il caso \(f'(x_0) = f''(x_0) = 0\) non dice nulla: serve un’analisi caso per caso. Esempi:

Regola generale (derivate superiori). Se la prima derivata non nulla in \(x_0\) è \(f^{(n)}(x_0)\) con \(f'(x_0) = \cdots = f^{(n-1)}(x_0) = 0\), allora: se \(n\) è pari, \(x_0\) è estremo locale (max se \(f^{(n)} < 0\), min se \(f^{(n)} > 0\)); se \(n\) è dispari, \(x_0\) è un flesso a tangente orizzontale.

Procedura  — Studio di concavità e flessi con la derivata seconda

1.
Determinare il dominio di \(f\) e calcolare \(f'(x)\) e \(f''(x)\).
2.
Risolvere \(f''(x) = 0\) e individuare i punti in cui \(f''\) non esiste.
3.
Studiare il segno di \(f''(x)\) negli intervalli del dominio determinati al punto precedente.
4.
Riportare i risultati in una tabella analoga a quella per \(f'\):
  • dove \(f'' > 0\): \(f\) è convessa (\(\smile \));
  • dove \(f'' < 0\): \(f\) è concava (\(\frown \));
  • nei punti in cui \(f''\) cambia segno: flesso.
5.
Per ciascun flesso, calcolare le coordinate \((x_0, f(x_0))\) e il coefficiente angolare \(f'(x_0)\) della tangente.

Esempio 140.6 — Concavità e flessi di \(f(x) = x^3 - 3x\)

\(f'(x) = 3x^2 - 3\), \(f''(x) = 6x\). \(f''(x) = 0 \iff x = 0\). Segno: \(f'' < 0\) per \(x < 0\) (concava), \(f'' > 0\) per \(x > 0\) (convessa). \(x = 0\) è un flesso, \(f(0) = 0\), \(f'(0) = -3\): flesso a tangente obliqua di equazione \(y = -3 x\). Confrontato con l’Esempio di AN-014: estremi locali in \(x = \pm 1\) (massimo a \(-1\), minimo a \(1\)), il flesso \(0\) sta esattamente tra i due estremi.

Esempio 140.7 — Test della derivata seconda applicato

\(f(x) = x^3 - 6x^2 + 9x + 1\). \(f'(x) = 3x^2 - 12 x + 9 = 3(x-1)(x-3)\), zeri in \(x = 1\) e \(x = 3\). \(f''(x) = 6x - 12\).

Inoltre \(f''(x) = 0 \iff x = 2\), con cambio di segno: flesso in \(x = 2\), \(f(2) = 8 - 24 + 18 + 1 = 3\), \(f'(2) = 12 - 24 + 9 = -3\): flesso a tangente obliqua \(y - 3 = -3(x - 2)\), ovvero \(y = -3x + 9\).

140.5 Flessi a tangente orizzontale, obliqua, verticale

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I punti di flesso si distinguono a seconda di come si presenta la tangente al grafico in quel punto:

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Figura 140.2: I tre tipi di flesso: tangente orizzontale (pendenza zero), obliqua (pendenza finita non nulla), verticale (pendenza infinita).

Procedura  — Distinguere i tipi di flesso

Una volta accertato che \(x_0\) è un punto di flesso (cambio di concavità):

1.
Calcolare \(f'(x_0)\) (se esiste come limite finito).
2.
Se \(f'(x_0) = 0\): flesso a tangente orizzontale.
3.
Se \(f'(x_0)\) è un numero finito non nullo: flesso a tangente obliqua.
4.
Se \(f'(x_0) = \pm \infty \) (la funzione è continua in \(x_0\), ma le derivate laterali divergono entrambe allo stesso infinito): flesso a tangente verticale.

Nota: i flessi a tangente verticale sono casi particolari di punti di non derivabilità (136), ma è importante distinguerli dalle cuspidi, in cui le derivate laterali divergono a infiniti di segno opposto e la concavità da entrambi i lati è la stessa (la cuspide non è un flesso).

140.6 Esempi svolti

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Esempio 140.8 — Studio completo concavità e flessi di un polinomio

\(f(x) = x^4 - 4 x^3 + 4 x^2\). \(f'(x) = 4x^3 - 12 x^2 + 8 x = 4x(x^2 - 3x + 2) = 4x(x-1)(x-2)\). \(f''(x) = 12 x^2 - 24 x + 8 = 4(3 x^2 - 6 x + 2)\). \(f''(x) = 0 \iff x = \dfrac {6 \pm \sqrt {36 - 24}}{6} = \dfrac {6 \pm 2\sqrt {3}}{6} = 1 \pm \dfrac {\sqrt {3}}{3} \approx 0.42; 1.58\). Segno: \(f'' > 0\) all’esterno delle radici (concava in alto \(\smile \)), \(f'' < 0\) all’interno (\(\frown \)).

\[ \begin {array}{c|ccccc} & & 1 - \sqrt {3}/3 & & 1 + \sqrt {3}/3 & \\ \hline f''(x) & + & 0 & - & 0 & + \\ f & \smile & \text {flesso} & \frown & \text {flesso} & \smile \end {array} \]

Due punti di flesso, entrambi a tangente obliqua. Numericamente: in \(x \approx 0.42\), \(f(x) \approx 0.49\); in \(x \approx 1.58\), \(f(x) \approx 0.49\).

Esempio 140.9 — Test della derivata seconda inconclusivo: \(f(x) = x^4\)

\(f'(x) = 4 x^3\), \(f''(x) = 12 x^2\). \(f'(0) = 0\), \(f''(0) = 0\). Il test fallisce. Usiamo il test della derivata prima (139): \(f' < 0\) per \(x < 0\), \(f' > 0\) per \(x > 0\); cambio \(- \to +\): \(x = 0\) è minimo locale (anzi, è anche assoluto). Inoltre \(f''(x) \ge 0\) ovunque, quindi \(f\) è convessa su \(\mathbb{R} \) senza flessi.

Esempio 140.10 — Esponenziale gaussiana

\(f(x) = e^{-x^2}\) (la famosa “campana”). \(f'(x) = -2 x e^{-x^2}\), \(f''(x) = (-2)e^{-x^2} + (-2x)(-2x)e^{-x^2} = (4 x^2 - 2) e^{-x^2} = 2(2 x^2 - 1) e^{-x^2}\). \(f''(x) = 0 \iff x = \pm 1/\sqrt {2}\). Segno: \(f'' < 0\) per \(|x| < 1/\sqrt {2}\) (\(\frown \)), \(f'' > 0\) per \(|x| > 1/\sqrt {2}\) (\(\smile \)). Due flessi simmetrici in \(x = \pm 1/\sqrt {2}\), \(f(\pm 1/\sqrt {2}) = e^{-1/2} \approx 0.607\), \(f'(\pm 1/\sqrt {2}) = \mp \sqrt {2} \, e^{-1/2} \approx \mp 0.858\). La famosa larghezza “a metà altezza” della gaussiana è legata proprio alla posizione di questi flessi (in statistica corrispondono ai punti a \(\pm 1\) deviazione standard quando \(f\) è la densità normale standard).

Esempio 140.11 — Logistica

\(f(x) = \dfrac {1}{1 + e^{-x}}\) (sigmoide). \(f'(x) = \dfrac {e^{-x}}{(1+e^{-x})^2} = f(x)(1 - f(x))\). Per calcolare \(f''\) scriviamo \(f' = f - f^2\) e deriviamo: \(f'' = f' - 2 f f' = f'(1 - 2f) = f(1-f)(1 - 2f)\). \(f''(x) = 0 \iff f(x) = 1/2 \iff x = 0\). Per \(x < 0\), \(f < 1/2\) quindi \(1 - 2f > 0\), \(f'' > 0\): convessa. Per \(x > 0\), concava. Flesso in \(x = 0\), \(f(0) = 1/2\), \(f'(0) = 1/4\): tangente \(y = \frac {x}{4} + \frac {1}{2}\) (è la migliore approssimazione lineare della sigmoide vicino allo zero).

Esempio 140.12 — Flesso a tangente verticale

\(f(x) = \sqrt [3]{x - 1} = (x-1)^{1/3}\). \(f'(x) = \frac {1}{3}(x-1)^{-2/3}\), definita per \(x \ne 1\), e \(\lim _{x \to 1} f'(x) = +\infty \). \(f''(x) = -\frac {2}{9}(x-1)^{-5/3}\). Per \(x < 1\): \((x-1)^{-5/3} < 0\) quindi \(f''(x) > 0\) (\(\smile \)). Per \(x > 1\): \((x-1)^{-5/3} > 0\) quindi \(f''(x) < 0\) (\(\frown \)). La concavità cambia in \(x = 1\): flesso a tangente verticale (la funzione è continua in \(1\), \(f(1) = 0\), e \(f'\) diverge a \(+\infty \) con stesso segno da entrambi i lati).

Esempio 140.13 — Verifica del test della derivata seconda con un quartico “flesso”-trabocchetto

\(f(x) = x^4 - 4 x\). \(f'(x) = 4 x^3 - 4 = 4(x^3 - 1)\), zero in \(x = 1\). \(f''(x) = 12 x^2\), \(f''(1) = 12 > 0\): minimo locale (anzi, assoluto) in \(x = 1\), \(f(1) = -3\). Verifichiamo che \(f''(x) = 0 \iff x = 0\), ma \(f''\) non cambia segno in \(0\) (\(f''(x) \ge 0\) ovunque): \(x = 0\) è uno zero di \(f''\), ma non è un flesso. La funzione è convessa su tutto \(\mathbb{R} \).

140.7 Esercizi proposti

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Esercizio 140.1

1.
Determinare gli intervalli di concavità e i punti di flesso delle seguenti funzioni:
(a)
\(f(x) = x^3 - 6 x^2 + 9 x\);
(b)
\(f(x) = x^4 - 6 x^2 + 8 x + 10\);
(c)
\(f(x) = x^5 - 5 x^4\);
(d)
\(f(x) = x e^{-x}\).
2.
Classificare con il test della derivata seconda gli estremi locali di \(f(x) = 2 x^3 - 3 x^2 - 12 x + 5\).
3.
Studiare concavità e flessi di \(f(x) = \ln (1 + x^2)\) su \(\mathbb{R} \).
4.
Studiare concavità e flessi di \(f(x) = x + \cos x\) su \([0, 2\pi ]\).
5.
Per quali \(a \in \mathbb{R} \) la funzione \(f(x) = a x^4 - 12 x^2 + 1\) è convessa su tutto \(\mathbb{R} \)?
6.
Sia \(f(x) = \dfrac {1}{1 + x^2}\). Determinare gli eventuali punti di flesso.
7.
Mostrare che il polinomio \(p(x) = x^3 + a x + b\) con \(a > 0\) è strettamente crescente e ha esattamente un flesso. Determinare la sua posizione.
8.
Stabilire se \(x = 0\) è massimo, minimo o flesso per ciascuna funzione: \(f(x) = x^4\), \(g(x) = x^5\), \(h(x) = x^6\), \(k(x) = -x^6\), \(\ell (x) = x^4 + x^5\). Motivare con la regola sulle derivate superiori.
9.
Determinare per quali valori di \(a, b \in \mathbb{R} \) il polinomio \(f(x) = x^3 + a x^2 + b x\) ha un flesso nel punto \((1, 0)\) e tangente con coefficiente angolare \(-3\) nel flesso.
10.
Studiare concavità e flessi di \(f(x) = \sqrt [3]{x^2 - 1}\). (Attenzione ai punti di non derivabilità!)
11.
Mostrare che, se \(f\) è strettamente convessa su un intervallo \(I\), allora ha al più un minimo locale, e se ce l’ha è anche assoluto.
12.
Mostrare con un controesempio che il viceversa del teorema “\(f''(x_0) = 0\) è necessaria per un flesso” è falso, ossia esibire una funzione con \(f''(x_0) = 0\) ma \(x_0\) non flesso (suggerimento: già visto in questo capitolo).
13.
Sia \(f(x) = e^{-1/x^2}\) prolungata in \(0\) con \(f(0) = 0\). Mostrare che \(f\) è \(C^\infty \) in \(0\) con tutte le derivate nulle in \(0\). Cosa concludete sulla natura del punto \(x = 0\)? (Sfida: connessione con le funzioni analitiche.)
14.
Mostrare che la funzione \(f(x) = x^3 \operatorname{sen} (1/x)\) con \(f(0) = 0\) ha un flesso in \(0\)? Argomentare con cautela, esaminando il segno di \(f''\) in un intorno.
15.
Sfida (disuguaglianza di Jensen). Sia \(f\) convessa su un intervallo \(I\) e siano \(x_1, \dots , x_n \in I\), \(\lambda _1, \dots , \lambda _n \ge 0\) con \(\sum \lambda _i = 1\). Mostrare per induzione su \(n\) che
\[ f\Bigl ( \sum _{i=1}^n \lambda _i x_i \Bigr ) \le \sum _{i=1}^n \lambda _i f(x_i). \]

Dedurre, applicando \(f = -\ln \) su \(\mathbb{R} ^+\), che la media geometrica di numeri positivi è \(\le \) della media aritmetica.

140.8 Riepilogo del capitolo

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