Capitolo 141
Studio completo di funzione

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Per quanto sia difficile definire una funzione con una sola formula generale, è sempre possibile, una volta data la sua espressione, indagarne il comportamento: dove cresce e dove decresce, dove raggiunge i suoi massimi e minimi, e disegnarne il grafico nel piano.”

— Leonhard Euler, Introductio in analysin infinitorum (1748), libro II, traduzione adattata

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141.1 Introduzione motivazionale

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Lo studio di funzione è il capitolo culmine di tutta l’analisi liceale: è il punto in cui ogni strumento acquisito — dominio (44), limiti (127), continuità (130), asintoti (132), derivata (133), monotonia e estremi (139), concavità e flessi (140) — viene messo al lavoro insieme, con l’obiettivo unico di tracciare il grafico qualitativo di una funzione assegnata e di interpretarne il comportamento.

L’esperienza didattica suggerisce che lo studio di funzione si fa seguendo uno schema fisso: dapprima si raccoglie informazione globale (dominio, simmetrie, segno, intersezioni), poi si analizza il comportamento “ai bordi” (limiti e asintoti), infine si scava nei dettagli locali (crescenza, estremi, concavità, flessi) usando le derivate. La conclusione è un grafico qualitativo fedele al comportamento della funzione, sufficiente a rispondere a tutte le domande tipiche dell’analisi e dei problemi applicativi (143). Una volta padroneggiata, questa procedura è la più ricca summa di tecnica matematica che il liceo offra.

Nota storica. La possibilità di studiare una funzione tramite calcolo (e non solo per via grafica/geometrica) nasce nel Settecento con Eulero, che nell’Introductio del 1748 e nelle Institutiones calculi differentialis del 1755 fornì la prima trattazione sistematica del concetto moderno di funzione e dei suoi “invarianti” analitici. Cauchy, nel suo Cours d’analyse (1821), trasformò questo programma in un metodo rigoroso, che è essenzialmente quello che usiamo ancora oggi.

141.2 Schema dello studio di funzione

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Lo studio completo di una funzione \(f\) si articola in punti standardizzati. Lo schema non è dogmatico — l’ordine può variare a seconda della funzione — ma è una buona guida operativa.

Procedura  — Schema dello studio di funzione

1.
Dominio \(D\) di \(f\).
2.
Eventuali simmetrie: \(f\) pari (\(f(-x) = f(x)\)), dispari (\(f(-x) = -f(x)\)), periodica (\(f(x + T) = f(x)\)). Le simmetrie permettono di restringere lo studio.
3.
Intersezioni con gli assi: con \(x\) (zeri di \(f\)), con \(y\) (valore \(f(0)\) se \(0 \in D\)).
4.
Segno di \(f\): dove \(f(x) > 0\) e dove \(f(x) < 0\).
5.
Limiti agli estremi del dominio (o dei suoi intervalli di definizione): in particolare ai punti che separano gli intervalli e a \(\pm \infty \) se rilevante.
6.
Asintoti: verticali, orizzontali, obliqui (132).
7.
Derivata prima \(f'(x)\): dominio di \(f'\), eventuali punti di non derivabilità, zeri di \(f'\) (punti critici), segno di \(f'\), intervalli di monotonia, massimi e minimi locali (139).
8.
Derivata seconda \(f''(x)\): segno, intervalli di concavità/convessità, punti di flesso e tipi (140).
9.
Tabella riassuntiva con i comportamenti di \(f, f', f''\).
10.
Tracciato qualitativo del grafico nel piano.

Consigli pratici.

141.3 Dominio e intersezioni con gli assi

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Dominio. Si determina imponendo le condizioni di esistenza tipiche:

Le condizioni si intersecano (tutte devono valere contemporaneamente).

Intersezioni con gli assi.

Esempio 141.1 — Dominio e intersezioni di \(f(x) = \dfrac {x^2 - 1}{x - 2}\)

Dominio: denominatore \(\ne 0\), cioè \(x \ne 2\). \(D = \mathbb{R} \setminus \{2\} = (-\infty , 2) \cup (2, +\infty )\).

Intersezione con asse \(y\): \(f(0) = -1/(-2) = 1/2\), punto \((0, 1/2)\). Intersezione con asse \(x\): \(x^2 - 1 = 0 \iff x = \pm 1\), punti \((-1, 0)\) e \((1, 0)\).

Esempio 141.2 — Dominio di \(f(x) = \ln (x^2 - 4)\)

Condizione: \(x^2 - 4 > 0 \iff x < -2\) oppure \(x > 2\). Dunque \(D = (-\infty , -2) \cup (2, +\infty )\).

141.4 Segno della funzione

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Lo studio del segno di \(f\) dice in quali parti del dominio il grafico sta sopra l’asse \(x\) (\(f > 0\)) e in quali parti sta sotto (\(f < 0\)). Si conducono come disequazioni.

Procedura  — Segno per quoziente di polinomi

\(f(x) = P(x)/Q(x)\):

1.
Studiare separatamente i segni di \(P\) e di \(Q\).
2.
Usare la regola dei segni del quoziente.

Esempio 141.3 — Segno di \(f(x) = \dfrac {x^2 - 1}{x - 2}\)

\(P(x) = x^2 - 1 \ge 0 \iff x \le -1 \lor x \ge 1\). \(Q(x) = x - 2 > 0 \iff x > 2\). Tabella:

\[ \begin {array}{c|ccccccc} & & -1 & & 1 & & 2 & \\ \hline P(x) & + & 0 & - & 0 & + & + & + \\ Q(x) & - & - & - & - & - & 0 & + \\ \hline f(x) & - & 0 & + & 0 & - & \nexists & + \end {array} \]

Dunque \(f > 0\) su \((-1, 1) \cup (2, +\infty )\), \(f < 0\) su \((-\infty , -1) \cup (1, 2)\), e \(f = 0\) in \(x = \pm 1\).

141.5 Limiti e asintoti

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Si calcolano i limiti di \(f\) agli estremi degli intervalli del dominio:

Per la procedura completa di ricerca degli asintoti, vedi 132.

Esempio 141.4 — Limiti e asintoti di \(f(x) = \dfrac {x^2-1}{x-2}\)

A \(\pm \infty \): grado numeratore = grado denominatore + 1, quindi NO asintoto orizzontale, possibile asintoto obliquo. Dividiamo \((x^2 - 1) : (x - 2) = x + 2\), resto \(3\). Cioè

\[ f(x) = x + 2 + \frac {3}{x - 2}. \]

Quindi \(f(x) - (x + 2) = 3/(x - 2) \to 0\) a \(\pm \infty \): asintoto obliquo \(y = x + 2\) ad entrambi.

In \(x = 2\): \(\lim _{x \to 2^-} (x+2 + 3/(x-2)) = 4 + 3 \cdot (-\infty ) = -\infty \). \(\lim _{x \to 2^+} = +\infty \). Asintoto verticale \(x = 2\) (bilaterale).

141.6 Crescenza ed estremi

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Si calcola \(f'(x)\) e se ne studia il segno. Da qui si ricavano:

Esempio 141.5 — Derivata di \(f(x) = \dfrac {x^2-1}{x-2}\)

Usando la forma \(f(x) = x + 2 + 3/(x-2)\):

\[ f'(x) = 1 - \frac {3}{(x-2)^2} = \frac {(x-2)^2 - 3}{(x-2)^2}. \]

\(f'(x) = 0 \iff (x-2)^2 = 3 \iff x = 2 \pm \sqrt {3}\). Segno: numeratore \((x-2)^2 - 3 > 0 \iff |x-2| > \sqrt {3}\); il denominatore è sempre \(> 0\) (tranne \(x=2\)). Quindi \(f' > 0\) per \(x < 2 - \sqrt {3}\) e \(x > 2 + \sqrt {3}\); \(f' < 0\) per \(2 - \sqrt {3} < x < 2 + \sqrt {3}\) (\(x \ne 2\)).

In \(x = 2 - \sqrt {3} \approx 0.27\): cambio \(+ \to -\), massimo locale. \(f(2-\sqrt {3}) = (2-\sqrt {3}) + 2 + 3/(-\sqrt {3}) = 4 - \sqrt {3} - \sqrt {3} = 4 - 2\sqrt {3} \approx 0.54\).

In \(x = 2 + \sqrt {3} \approx 3.73\): cambio \(- \to +\), minimo locale. \(f(2+\sqrt {3}) = 4 + 2\sqrt {3} \approx 7.46\).

Curiosità: il minimo locale è maggiore del massimo locale! Questo accade perché i due estremi locali si trovano in rami diversi del grafico (separati dall’asintoto verticale \(x = 2\)).

141.7 Concavità e flessi

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Si calcola \(f''(x)\) e se ne studia il segno, ottenendo gli intervalli di concavità (140) e i punti di flesso (zeri di \(f''\) dove il segno cambia).

Esempio 141.6 — Concavità di \(f(x) = \dfrac {x^2-1}{x-2}\)

Da \(f'(x) = 1 - 3(x-2)^{-2}\), deriviamo

\[ f''(x) = 6(x-2)^{-3} = \frac {6}{(x-2)^3}. \]

\(f''\) non si annulla mai (no flessi) ed ha il segno di \((x-2)^3\): \(f'' < 0\) per \(x < 2\) (concava, \(\frown \)), \(f'' > 0\) per \(x > 2\) (convessa, \(\smile \)).

141.8 Tracciato del grafico

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Una volta raccolte tutte le informazioni, si traccia il grafico qualitativo. La procedura standard:

Procedura  — Tracciato del grafico

1.
Disegnare gli assi cartesiani e gli asintoti (verticali, orizzontali, obliqui).
2.
Marcare le intersezioni con gli assi.
3.
Marcare i massimi e i minimi locali e i flessi, con le loro coordinate.
4.
Tracciare il grafico, rispettando: il segno di \(f\) (sopra/sotto \(x\)), la crescenza, la concavità, l’avvicinamento agli asintoti.

[Picture]

Figura 141.1: Grafico di \(f(x) = (x^2-1)/(x-2)\). Asintoti \(y = x + 2\) (obliquo) e \(x = 2\) (verticale). Massimo locale in \((2 - \sqrt {3}, 4 - 2\sqrt {3})\), minimo locale in \((2 + \sqrt {3}, 4 + 2\sqrt {3})\). Concavità: \(\frown \) per \(x < 2\), \(\smile \) per \(x > 2\).

Tabella riassuntiva. È utile compilare una tabella con i segni di \(f'\), \(f''\) e l’andamento di \(f\):

\[ \begin {array}{c|cccccccccc} x & -\infty & & 2-\sqrt {3} & & 2 & & 2+\sqrt {3} & & +\infty \\ \hline f'(x) & & + & 0 & - & \nexists & - & 0 & + & \\ f''(x) & & - & - & - & \nexists & + & + & + & \\ f(x) & -\infty & \nearrow \frown & \max & \searrow \frown & \nexists & \searrow \smile & \min & \nearrow \smile & +\infty \end {array} \]

141.9 Lettura del grafico (problema inverso)

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Il problema inverso consiste nel ricavare informazioni quantitative o qualitative su \(f\), \(f'\) e \(f''\) dato il grafico di una di esse (in particolare di \(f\)). È un esercizio molto richiesto, perché verifica che lo studente abbia compreso il significato di derivata e derivata seconda al di là del puro calcolo algebrico.

Procedura  — Dal grafico di \(f\) alle informazioni su \(f'\) e \(f''\)

Esempio 141.7 — Dal grafico di \(f\) a quello di \(f'\)

Sia \(f\) con grafico che assomiglia a una “S allungata” avente:

Allora \(f'\) avrà: zero in \(x = 0\) (cambio \(+ \to -\)), zero in \(x = 3\) (cambio \(- \to +\)), e minimo in \(x \approx 1.5\) (perché \(f' = \) “pendenza di \(f\)”, che è minima dove la pendenza scende di più, cioè al flesso da concavo a convesso).

141.10 Esempi svolti

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Esempio 141.8 — Studio completo di \(f(x) = x e^{-x}\)

1. Dominio: \(\mathbb{R} \).

2. Simmetrie: nessuna (mescola \(x\) e \(e^{-x}\)).

3. Intersezioni: \(f(0) = 0\); \(f(x) = 0 \iff x = 0\) (poiché \(e^{-x} > 0\)). Unico zero: \((0, 0)\).

4. Segno: \(e^{-x} > 0\) ovunque, quindi \(\operatorname{sgn} f = \operatorname{sgn} x\). \(f > 0\) per \(x > 0\), \(f < 0\) per \(x < 0\).

5–6. Limiti e asintoti:

7. Derivata prima: \(f'(x) = e^{-x} - x e^{-x} = e^{-x}(1 - x)\). Zero in \(x = 1\). Segno: \(e^{-x} > 0\), quindi \(\operatorname{sgn} f' = \operatorname{sgn} (1 - x)\): \(f' > 0\) per \(x < 1\), \(f' < 0\) per \(x > 1\). Massimo locale (e assoluto) in \(x = 1\), \(f(1) = e^{-1} \approx 0.368\).

8. Derivata seconda: \(f''(x) = -e^{-x}(1-x) + e^{-x}(-1) = e^{-x}(x - 2)\). Zero in \(x = 2\). Segno: \(f'' < 0\) per \(x < 2\) (\(\frown \)), \(f'' > 0\) per \(x > 2\) (\(\smile \)). Flesso in \(x = 2\), \(f(2) = 2 e^{-2} \approx 0.271\). \(f'(2) = -e^{-2}\): flesso a tangente obliqua di pendenza \(-e^{-2}\).

9. Tabella:

\[ \begin {array}{c|ccccccc} x & -\infty & & 1 & & 2 & & +\infty \\ \hline f'(x) & & + & 0 & - & - & - & \\ f''(x) & & - & - & - & 0 & + & \\ f(x) & -\infty & \nearrow \frown & \max & \searrow \frown & \text {flex} & \searrow \smile & 0^+ \end {array} \]

10. Tracciato: la funzione parte da \(-\infty \) a sinistra (crescendo), passa per l’origine, raggiunge il massimo \((1, 1/e)\), scende attraverso il flesso \((2, 2/e^2)\), e si accosta asintoticamente all’asse \(x\) da sopra.

[Picture]

Esempio 141.9 — Studio completo di \(f(x) = \ln (x^2 + 1)\)

Dominio: \(x^2 + 1 > 0\) sempre, \(D = \mathbb{R} \).

Simmetrie: \(f(-x) = \ln ((-x)^2 + 1) = \ln (x^2 + 1) = f(x)\): pari. Studio per \(x \ge 0\).

Intersezioni: \(f(0) = \ln 1 = 0\). Zeri: \(\ln (x^2 + 1) = 0 \iff x^2 + 1 = 1 \iff x = 0\).

Segno: \(x^2 + 1 \ge 1\), quindi \(\ln \ge 0\): \(f \ge 0\), con uguaglianza solo in \(x = 0\).

Limiti: \(\lim _{x \to \pm \infty } \ln (x^2 + 1) = +\infty \). AOBL: \(f(x)/x = \ln (x^2+1)/x\). A \(+\infty \): \(\ln (x^2)/x = 2\ln x / x \to 0\), dunque \(m = 0\), no AOBL (è solo asintotico l’ordine inferiore al lineare).

Derivata prima: \(f'(x) = \dfrac {2x}{x^2 + 1}\). Zero in \(x = 0\). \(\operatorname{sgn} f' = \operatorname{sgn} x\): \(f' < 0\) per \(x < 0\), \(f' > 0\) per \(x > 0\). Minimo assoluto in \(x = 0\), \(f(0) = 0\).

Derivata seconda:

\[ f''(x) = \frac {2(x^2 + 1) - 2x \cdot 2x}{(x^2+1)^2} = \frac {2 - 2 x^2}{(x^2+1)^2} = \frac {2(1 - x^2)}{(x^2+1)^2}. \]

\(f''(x) = 0 \iff x = \pm 1\). Segno: \(f'' > 0\) per \(|x| < 1\) (\(\smile \)), \(f'' < 0\) per \(|x| > 1\) (\(\frown \)). Flessi in \(x = \pm 1\), \(f(\pm 1) = \ln 2 \approx 0.693\).

Tracciato: una funzione pari, con minimo in \(0\), che cresce simmetricamente verso \(+\infty \) ma a un ritmo logaritmico (più lento di ogni retta).

Esempio 141.10 — Funzione irrazionale: \(f(x) = \sqrt {x^2 - 1}\)

Dominio: \(x^2 - 1 \ge 0 \iff |x| \ge 1\). \(D = (-\infty , -1] \cup [1, +\infty )\).

Simmetrie: pari (\(f(-x) = f(x)\)).

Intersezioni: \(f(\pm 1) = 0\). Niente intersezione con asse \(y\) (\(0 \notin D\)).

Segno: \(f \ge 0\) sempre.

Limiti: \(\lim _{x \to \pm \infty } \sqrt {x^2 - 1} = +\infty \). AOBL a \(+\infty \): \(m = \lim \sqrt {x^2-1}/x = 1\); \(q = \lim (\sqrt {x^2-1} - x) = \lim \frac {-1}{\sqrt {x^2-1}+x} = 0\). AOBL: \(y = x\). Per simmetria, a \(-\infty \): \(y = -x\).

Derivata prima: \(f'(x) = \dfrac {x}{\sqrt {x^2 - 1}}\). Definita per \(|x| > 1\). In \(x = \pm 1\) la derivata diverge a \(\pm \infty \): tangente verticale (i punti \((\pm 1, 0)\) hanno tangente verticale; il grafico parte verticalmente). Segno: \(\operatorname{sgn} f' = \operatorname{sgn} x\) sul dominio. \(f\) decresce su \((-\infty , -1]\), cresce su \([1, +\infty )\). Minimo assoluto \(f(\pm 1) = 0\).

Derivata seconda: dopo qualche calcolo, \(f''(x) = -1/(x^2 - 1)^{3/2} < 0\) sul dominio: sempre concava. Niente flessi.

Osservazione geometrica: \(y = \sqrt {x^2 - 1}\) è il ramo superiore dell’iperbole equilatera \(x^2 - y^2 = 1\) (73). Gli asintoti \(y = \pm x\) del nostro studio ritrovano i due asintoti dell’iperbole.

Esempio 141.11 — Lettura del grafico: dal grafico di \(f\) a quelli di \(f'\) e \(f''\)

Si consideri una funzione \(f\) continua su \([-3, 3]\), con grafico crescente su \([-3, 0]\), decrescente su \([0, 2]\), crescente su \([2, 3]\). Si supponga inoltre che il grafico sia convesso (\(\smile \)) su \([-3, -1]\), concavo (\(\frown \)) su \([-1, 1]\) e convesso (\(\smile \)) su \([1, 3]\).

Allora:

141.11 Esercizi proposti

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Esercizio 141.1

1.
Studiare le seguenti funzioni razionali e tracciarne il grafico qualitativo:
(a)
\(f(x) = \dfrac {x^2}{x - 1}\);
(b)
\(f(x) = \dfrac {x}{x^2 - 1}\);
(c)
\(f(x) = \dfrac {x^2 - 4}{x^2 - 1}\);
(d)
\(f(x) = \dfrac {x^3}{x^2 + 1}\).
2.
Studiare le seguenti funzioni irrazionali:
(a)
\(f(x) = \sqrt {x^2 + 4 x}\);
(b)
\(f(x) = x \sqrt {1 - x^2}\) su \([-1, 1]\);
(c)
\(f(x) = \sqrt [3]{x^3 - 3 x}\).
3.
Studiare le funzioni esponenziali/logaritmiche:
(a)
\(f(x) = x^2 e^{-x}\);
(b)
\(f(x) = \dfrac {\ln x}{x}\);
(c)
\(f(x) = e^{1/x}\);
(d)
\(f(x) = x - \ln (1 + x^2)\).
4.
Studiare la funzione \(f(x) = \dfrac {1}{1 + e^{-x}}\) (la sigmoide logistica) e disegnarne il grafico, evidenziando l’asintoto a \(\pm \infty \), la simmetria centrale in \((0, 1/2)\), e il flesso in \(x = 0\).
5.
Studiare la funzione \(f(x) = \operatorname{sen} x + \cos x\) su \([0, 2\pi ]\) e determinarne estremi e flessi.
6.
Sia \(f(x) = x + \dfrac {1}{x}\). Mostrare che \(f\) ha simmetria dispari, calcolare massimi, minimi e asintoti, e disegnare il grafico.
7.
Sia \(f(x) = \operatorname{arctg} (x^2 - 1)\). Determinare dominio, simmetrie, asintoti, monotonia e concavità.
8.
Sia \(f\) continua su \(\mathbb{R} \) con grafico simmetrico rispetto all’asse \(y\), con massimo assoluto \(f(0) = 4\) e \(\lim _{x \to \pm \infty } f = 0^+\), due flessi in \(x = \pm 1\). Disegnare un grafico plausibile e descrivere il grafico di \(f'\).
9.
Sia \(f\) derivabile su \(\mathbb{R} \) con \(f' > 0\) ovunque, \(f'' < 0\) ovunque, \(\lim _{x \to -\infty } f = -\infty \), \(\lim _{x \to +\infty } f = 5\). Disegnare un grafico plausibile di \(f\) e descrivere \(f''\).
10.
Determinare per quali \(a \in \mathbb{R} \) la funzione \(f(x) = x^3 + a x^2 + 3 x + 1\) ha due punti critici. Per tali \(a\), classificare i due punti.
11.
Problema inverso. Il grafico di \(f'\) è una parabola con vertice in \((2, -1)\) e zeri in \(x = 1\) e \(x = 3\). Sapendo che \(f(1) = 0\), descrivere il comportamento di \(f\): monotonia, estremi, concavità.
12.
Studiare la famiglia di funzioni \(f_a(x) = e^{-x^2/(2 a^2)}\) (gaussiane di parametro \(a > 0\)): determinare massimo, flessi, e mostrare come variano con \(a\).
13.
Sia \(f(x) = (1 + 1/x)^x\). Determinare il dominio e calcolare \(\lim _{x \to +\infty } f\) (risposta: \(e\)). Discutere monotonia e disegnare un grafico qualitativo.
14.
Studiare \(f(x) = x^x\) su \((0, +\infty )\) (suggerimento: scrivere \(f(x) = e^{x \ln x}\)). Determinare l’eventuale minimo.
15.
Sfida. Si consideri \(f(x) = \dfrac {x}{\ln x}\) su \((0, 1) \cup (1, +\infty )\). Determinare dominio, asintoti (verticali e obliqui), estremi locali, concavità. Mostrare in particolare che esiste un minimo locale in \(x = e\), \(f(e) = e\). (Questa funzione compare nella stima del numero di primi \(\le N\) in teoria dei numeri: il teorema dei numeri primi dice \(\pi (N) \sim N/\ln N\).)

141.12 Riepilogo del capitolo

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