“
Chiamerò differenziale di una grandezza variabile \(x\) una quantità infinitamente piccola, indicata con \(\mathrm {d}x\). Allora il
differenziale di una funzione \(y = f(x)\) è \(\mathrm {d}y = f'(x)\,\mathrm {d}x\). Il calcolo dei differenziali è di gran lunga più potente del calcolo per
quozienti, e si presta meglio alle applicazioni fisiche.”
— Gottfried Wilhelm Leibniz, Nova methodus pro maximis et minimis, Acta Eruditorum (1684), traduzione adattata
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Nel capitolo 133 abbiamo introdotto la derivata \(f'(x_0)\) come limite del rapporto incrementale \(\dfrac {\Delta f}{\Delta x}\). La notazione \(\dfrac {\mathrm {d}f}{\mathrm {d}x}\), dovuta a Leibniz, suggerisce di separare “numeratore” e “denominatore” interpretandoli come oggetti propri: i differenziali \(\mathrm {d}f\) e \(\mathrm {d}x\). Da qui nasce un linguaggio — quello del calcolo differenziale — che si rivela enormemente potente in due direzioni:
Storicamente, il differenziale di Leibniz e il rapporto incrementale di Newton hanno percorsi paralleli e una rivalità feroce; ma la notazione di Leibniz si è imposta perché è più maneggevole nelle applicazioni. Oggi, nell’analisi moderna, \(\mathrm {d}f\) è formalizzato in modo rigoroso (come “forma differenziale”); per i nostri scopi liceali, possiamo trattarlo come una pratica e suggestiva variazione lineare lungo la tangente.
Definizione 142.1 — Differenziale di una funzione
Sia \(f\) derivabile in \(x_0\), e sia \(h \in \mathbb{R} \) (chiamato incremento). Si dice differenziale di \(f\) in \(x_0\) relativo all’incremento \(h\) il numero
Adottando la convenzione \(\mathrm {d}x = h\) (che equivale a dire “il differenziale della variabile indipendente \(x\) coincide con il suo incremento”), si scrive in forma compatta:
Notazione e terminologia.
Esempio 142.1 — Differenziale di funzioni elementari
Esempio 142.2 — Differenziale composto
Se \(y = f(g(x))\) è una composizione, allora per la chain rule (135):
La notazione di Leibniz rende particolarmente naturale la chain rule: \(\mathrm {d}y = (\mathrm {d}y/\mathrm {d}u)(\mathrm {d}u/\mathrm {d}x)\,\mathrm {d}x\).
Geometricamente, il differenziale \(\mathrm {d}f\) rappresenta l’incremento subito dall’ordinata della retta tangente al grafico di \(f\) nel passare da \(x_0\) a \(x_0 + \mathrm {d}x\). La grandezza \(\Delta f\), invece, è l’incremento dell’ordinata sul grafico stesso.
In simboli, il rapporto fra l’errore \(\Delta f - \mathrm {d}f\) e l’incremento \(\mathrm {d}x\) tende a zero quando \(\mathrm {d}x \to 0\):
Questo è il senso preciso in cui “\(\mathrm {d}f\) è la migliore approssimazione lineare di \(\Delta f\)”.
L’idea operativa è semplice: per \(h = \Delta x\) piccolo, ci aspettiamo
e la qualità dell’approssimazione migliora al diminuire di \(|h|\).
Approssimazione lineare (sviluppo del primo ordine).
Equivalentemente, \(f(x) \approx f(x_0) + f'(x_0)(x - x_0)\) è l’equazione della retta tangente al grafico in \((x_0, f(x_0))\): l’approssimazione lineare sostituisce il grafico con la tangente.
Procedura — Calcolare un’approssimazione lineare
Esempio 142.3 — Stima di \(\sqrt {4.1}\)
\(f(x) = \sqrt {x}\), \(x_0 = 4\), \(h = 0.1\). \(f(4) = 2\), \(f'(x) = 1/(2\sqrt {x})\), \(f'(4) = 1/4 = 0.25\). Quindi
Il valore vero è \(\sqrt {4.1} = 2.0248\ldots \), dunque l’errore è \(\approx 0.0002\): ottima approssimazione con \(h/x_0 = 2.5\%\).
Esempio 142.4 — Stima di \(\operatorname{sen} 0.05\)
\(f(x) = \operatorname{sen} x\), \(x_0 = 0\), \(h = 0.05\). \(f(0) = 0\), \(f'(0) = \cos 0 = 1\). Quindi \(\operatorname{sen} 0.05 \approx 0 + 1 \cdot 0.05 = 0.05\). Valore vero: \(0.04998\). Per piccoli angoli (in radianti), \(\operatorname{sen} x \approx x\): è la versione lineare del limite notevole \(\lim _{x \to 0} \operatorname{sen} x / x = 1\), vista in 129.
Esempio 142.5 — Stima di \(\ln 1.02\)
\(f(x) = \ln x\), \(x_0 = 1\), \(h = 0.02\). \(f(1) = 0\), \(f'(1) = 1\). \(\ln 1.02 \approx 0 + 1 \cdot 0.02 = 0.02\). Valore vero: \(0.0198\). In generale \(\ln (1 + h) \approx h\) per \(h\) piccolo.
Esempio 142.6 — Approssimazioni utili al primo ordine
Conviene memorizzare alcune approssimazioni-tipo per \(h\) piccolo:
In laboratorio di fisica, ogni grandezza misurata \(x\) è affetta da un’incertezza (errore sperimentale) \(\Delta x\). Se calcoliamo poi una grandezza derivata \(y = f(x)\), l’incertezza si propaga: l’incertezza su \(y\) sarà \(\Delta y\), e il differenziale ci dà subito una buona stima:
Propagazione lineare dell’errore (caso a una variabile).
La seconda formula è la propagazione dell’errore relativo: il fattore \(|x f'(x)/f(x)|\) è la cosiddetta elasticità di \(f\) in \(x\). Casi notevoli:
Esempio 142.7 — Errore sull’area di un cerchio
Si misura il raggio di un cerchio \(r = 5.0\,{\mathrm{c} \mathrm{m} }\) con incertezza \(\Delta r = 0.1\,{\mathrm{c} \mathrm{m} }\). Quanto vale l’incertezza sull’area \(A = \pi r^2\)?
\(A'(r) = 2 \pi r\). \(\Delta A \approx 2 \pi r \, \Delta r = 2 \pi \cdot 5.0 \cdot 0.1 \,{\mathrm{c} \mathrm{m} ^{2} } = \pi \,{\mathrm{c} \mathrm{m} ^{2} } \approx 3.14\,{\mathrm{c} \mathrm{m} ^{2} }\).
L’area vale \(A = \pi \cdot 25 \,{\mathrm{c} \mathrm{m} ^{2} } \approx 78.5\,{\mathrm{c} \mathrm{m} ^{2} }\), quindi \(A = 78.5 \pm 3.1\,{\mathrm{c} \mathrm{m} ^{2} }\). L’errore relativo: \(\Delta A / A \approx 2 \, \Delta r / r = 4\%\) (il doppio dell’errore relativo sul raggio, come prevede la regola dell’esponente \(n = 2\)).
Esempio 142.8 — Errore sul periodo di un pendolo
Il periodo del pendolo è \(T = 2 \pi \sqrt {L/g}\). Si misura \(L = 1.000\,{\mathrm{m} }\) con incertezza \(\Delta L = 2\,{\mathrm{m} \mathrm{m} }\). Stimare l’errore relativo su \(T\) (assumendo \(g\) noto esattamente).
Trattando \(T(L) = 2\pi \sqrt {L/g}\), \(T \propto \sqrt L\): per la regola della radice quadrata,
Numericamente, con \(L = 1.000\,{\mathrm{m} }\) e \(g = 9.81\,{\mathrm{m} / \mathrm{s} ^{2} }\), \(T \approx 2.006\,{\mathrm{s} }\), \(\Delta T \approx 0.002\,{\mathrm{s} }\).
Limiti della formula. Quando l’incertezza relativa è grande (diciamo \(> 10\%\)) o \(f\) è molto non-lineare nella zona di interesse, la stima lineare \(\Delta y \approx |f'| \Delta x\) può sottovalutare o sovrastimare; in tal caso conviene calcolare direttamente \(f(x + \Delta x)\) e \(f(x - \Delta x)\) e prendere la massima differenza.
Caso multivariata. Se \(y = f(x_1, \dots , x_n)\), la formula generale è
ma per il liceo ci si limita di solito al caso a una variabile. (Il caso multivariata si tratta sistematicamente all’università.)
Esempio 142.9 — Stima della radice cubica \((8.06)^{1/3}\)
\(f(x) = x^{1/3}\), \(x_0 = 8\), \(h = 0.06\). \(f(8) = 2\), \(f'(x) = \frac {1}{3} x^{-2/3}\), \(f'(8) = \frac {1}{3 \cdot 4} = \frac {1}{12}\). Quindi
Valore vero: \(2.00499\). Errore \(< 1\times 10^{-5}\).
Esempio 142.10 — Stima di \(\operatorname{tg} 46^\circ \)
\(f(x) = \operatorname{tg} x\) (radianti). \(x_0 = 45^\circ = \pi /4\), \(h = 1^\circ = \pi /180\). \(f(\pi /4) = 1\), \(f'(x) = 1 + \operatorname{tg} ^2 x\), \(f'(\pi /4) = 2\). Quindi
Valore vero: \(1.0355\). Buona approssimazione con errore \(\approx 0.06\%\).
Esempio 142.11 — Errore sul volume di una sfera
Una sfera ha raggio \(r = 10.0\,{\mathrm{c} \mathrm{m} }\) con incertezza \(\Delta r = 0.5\,{\mathrm{c} \mathrm{m} }\). Stimare il volume e la sua incertezza.
\(V(r) = \frac {4}{3} \pi r^3\). \(V(10) \approx 4189\,{\mathrm{c} \mathrm{m} ^{3} }\). \(V'(r) = 4 \pi r^2\), \(V'(10) = 400\pi \,{\mathrm{c} \mathrm{m} ^{2} } \approx 1257\,{\mathrm{c} \mathrm{m} ^{2} }\). \(\Delta V \approx 1257 \cdot 0.5 \,{\mathrm{c} \mathrm{m} ^{3} } \approx 628\,{\mathrm{c} \mathrm{m} ^{3} }\).
Risultato: \(V = 4200 \pm 600\,{\mathrm{c} \mathrm{m} ^{3} }\) (l’errore relativo è \(15\% = 3 \cdot 5\%\), come prevede la regola \(\Delta V/V = 3\,\Delta r / r\)).
Esempio 142.12 — Differenziale di una funzione composta
Sia \(y = \ln (1 + x^2)\). \(\mathrm {d}y = \dfrac {2 x}{1 + x^2}\,\mathrm {d}x\). Calcolare il differenziale in \(x = 1\) per \(\mathrm {d}x = 0.1\): \(\mathrm {d}y = \dfrac {2}{2} \cdot 0.1 = 0.1\). Stimato così, \(\ln (1 + 1.1^2) = \ln 2.21 \approx \ln 2 + 0.1 = 0.793\). Valore vero: \(0.793\). Coincidono nelle 3 cifre.
Esempio 142.13 — Confronto \(\Delta f\) vs \(\mathrm {d}f\)
\(f(x) = x^2\) in \(x_0 = 3\), \(h = 0.2\). \(\Delta f = f(3.2) - f(3) = 10.24 - 9 = 1.24\). \(\mathrm {d}f = 2 \cdot 3 \cdot 0.2 = 1.2\). Differenza \(\Delta f - \mathrm {d}f = 0.04 = h^2\), esattamente di ordine \(h^2\) (infinitesimo di ordine superiore rispetto a \(h = \mathrm {d}x\)).
Esempio 142.14 — Errore relativo nella legge di Boyle
Nella legge dei gas ideali \(PV = \) cost, fissato il volume vale \(P \propto T\), ma se invece teniamo \(T\) fissa, \(P = k/V\). Misurato \(V = 2.00\,{\mathrm{L} }\) con incertezza \(0.05\,{\mathrm{L} }\) (errore relativo \(2.5\%\)), l’errore relativo su \(P\) è uguale a quello su \(V\) (in modulo), perché \(P = k/V\) ha \(|x f'/f| = 1\).
Esercizio 142.1
Riepilogo