Contare oggetti, misurare lunghezze, indicare un debito, ripartire una pizza in parti
uguali: a ognuna di queste azioni corrisponde un tipo di numero diverso. La storia della
matematica è in larga parte la storia dell’ampliamento progressivo del concetto di numero:
dai naturali agli interi relativi, dai relativi ai razionali, dai razionali ai reali (e oltre, ai
complessi).
Ogni ampliamento risponde a un’esigenza precisa: c’è un’operazione che vorremmo poter fare,
ma che non rimane all’interno dell’insieme di partenza. Sottrarre \(7\) da \(5\), dividere \(1\) per \(3\), estrarre \(\sqrt {2}\):
ciascuno di questi passi forza l’introduzione di un nuovo insieme numerico, contenente quello
vecchio ma più ricco di possibilità.
In questo capitolo facciamo conoscenza con i tre insiemi numerici del biennio: i naturali \(\mathbb{N} \), gli
interi relativi \(\mathbb{Z} \), i razionali \(\mathbb{Q} \). Studieremo le proprietà di ciascuno, le motivazioni dietro a ogni
estensione, e impareremo a rappresentarli sulla retta numerica — la prima e più potente immagine
geometrica dei numeri. L’estensione a \(\mathbb{R} \) (i reali), legata ai numeri irrazionali, sarà ripresa nel capitolo
15.
Si indica con \(\mathbb{N} ^*\) l’insieme dei naturali non nulli: \(\mathbb{N} ^*=\mathbb{N} \setminus \{0\}=\{1,2,3,\ldots \}\).
Nota — Lo zero in \(\mathbb{N} \)
La convenzione adottata in questo libro — e ormai prevalente nella matematica italiana
— è di includere \(0\) tra i naturali. Esistono testi che lo escludono e definiscono \(\mathbb{N} =\{1,2,3,\ldots \}\): la
distinzione è solo nominale, ma è importante sapere su quale convenzione ci si sta
muovendo.
In \(\mathbb{N} \) sono definite due operazioni che danno sempre come risultato un naturale: la somma (\(+\)) e il
prodotto (\(\cdot \)). Si dice perciò che \(\mathbb{N} \) è chiuso rispetto a queste operazioni.
Teorema 7.1 — Proprietà di somma e prodotto in
\(\mathbb{N} \)
Nota — Ordinamento e principio del buon
ordinamento
\(\mathbb{N} \) è totalmente ordinato: dati due naturali \(a,b\), si ha sempre una e una sola tra \(a<b\), \(a=b\), \(a>b\). In più ha
una proprietà fondamentale, il principio del buon ordinamento: ogni sottoinsieme
non vuoto di \(\mathbb{N} \) ha un minimo. Questa proprietà sta alla base del principio di induzione
(capitolo 163).
Attenzione! — Sottrazione non sempre possibile in
\(\mathbb{N} \)
La sottrazione \(a-b\) ha senso in \(\mathbb{N} \) solo se \(a\ge b\): \(5-3=2\in \mathbb{N} \), ma \(3-5\) non è un naturale. Allo stesso modo, la
divisione \(a:b\) ha senso in \(\mathbb{N} \) solo se \(b\mid a\) (cioè \(b\) divide \(a\) esattamente): \(6:3=2\in \mathbb{N} \), ma \(5:3\) non è un naturale.
Queste limitazioni motivano i prossimi ampliamenti.
Si ottiene ampliando \(\mathbb{N} \) con gli opposti dei naturali non nulli. Per ogni \(n\in \mathbb{N} \) esiste un unico \(-n\in \mathbb{Z} \)
tale che \(n+(-n)=0\).
In \(\mathbb{Z} \) sono ora chiuse tre operazioni: somma, prodotto e sottrazione, che si può sempre
interpretare come somma con l’opposto: \(a-b = a+(-b)\).
Nota — Valore assoluto
A ogni intero \(a\in \mathbb{Z} \) associamo il suo valore assoluto\(|a|\):
Lo zero ha un comportamento speciale: \(a\cdot 0=0\) per ogni \(a\), e \(a\cdot b=0\) implica \(a=0\) oppure \(b=0\) (legge di
annullamento del prodotto). Riprenderemo queste regole nel capitolo 8.
Attenzione! — Divisione ancora non chiusa
\(\mathbb{Z} \) è chiuso per somma, prodotto, sottrazione, ma non per divisione: \(5:2\) non è un intero. È
questo il motivo del prossimo ampliamento.
Anche \(\mathbb{Z} \), come \(\mathbb{N} \), è un insieme ordinato: dati due interi si sa sempre dire qual è il minore (è quello
più a sinistra sulla retta: \(-5<-2<0<3\)). Sulle uguaglianze e sulle disuguaglianze valgono quattro regole che
useremo continuamente, dalle equazioni alle disequazioni.
Teorema 7.2 — Leggi di monotonia
Siano \(a,b,c\in \mathbb{Z} \).
Prima legge di monotonia (somme): aggiungendo lo stesso numero ai due membri,
un’uguaglianza resta un’uguaglianza e una disuguaglianza mantiene il verso:
Seconda legge di monotonia (prodotti): moltiplicando i due membri per lo stesso
numero \(c\neq 0\), un’uguaglianza resta un’uguaglianza; una disuguaglianza mantiene il verso
se \(c>0\) e lo inverte se \(c<0\):
Sono le leggi di monotonia lette al contrario: un addendo comune ai due membri si può
togliere, e un fattore comune \(c\neq 0\) si può eliminare.
Prima legge di cancellazione (somme): \(a+c=b+c \Rightarrow a=b\); \(a+c<b+c \Rightarrow a<b\).
Seconda legge di cancellazione (prodotti): \(a\cdot c=b\cdot c \Rightarrow a=b\) (con \(c\neq 0\)); per le disuguaglianze il verso resta
se \(c>0\) e si inverte se \(c<0\).
Esempio 7.2 — Monotonia e cancellazione
all’opera
Da \(2<5\), aggiungendo \(-7\) ai due membri: \(-5<-2\) (verso conservato).
Da \(2<5\), moltiplicando per \(-1\): \(-2>-5\) (verso invertito).
Da \(x+3=10\) si toglie \(3\) ai due membri: \(x=7\) (prima legge di cancellazione).
Da \(-3x<12\), dividendo per \(-3\): \(x>-4\) (seconda legge, il verso si inverte).
Attenzione! — Il caso che tradisce
Moltiplicare o dividere una disuguaglianza per un numero negativo inverte il verso: \(-2<3\) ma
\((-2)\cdot (-1)=2>-3=3\cdot (-1)\). È l’errore più frequente nelle disequazioni.
Un numero razionale è dunque il rapporto fra un intero (numeratore) e un intero non
nullo (denominatore).
Definizione 7.4 — Frazioni equivalenti
Due frazioni \(\tfrac {a}{b}\) e \(\tfrac {c}{d}\) rappresentano lo stesso numero razionale se e solo se \(a\cdot d = b\cdot c\). Si scrive \(\tfrac {a}{b}=\tfrac {c}{d}\) e le
frazioni si dicono equivalenti.
Esempio 7.3
\(\tfrac {1}{2}=\tfrac {2}{4}=\tfrac {3}{6}=\tfrac {-5}{-10}\) rappresentano tutte lo stesso razionale. La forma ridotta ai minimi termini è quella in
cui numeratore e denominatore non hanno fattori comuni e il denominatore è positivo:
per il razionale qui sopra è \(\tfrac {1}{2}\). Riprenderemo le operazioni con le frazioni nel capitolo 12.
Nota — Razionali come decimali
Ogni razionale si può scrivere come numero decimale eseguendo la divisione \(a:b\). Il risultato è
sempre uno di due tipi:
un decimale finito, se nella scomposizione di \(b\) ridotta ai minimi termini compaiono
solo i fattori \(2\) e \(5\) (es. \(\tfrac {3}{4}=0{,}75\), \(\tfrac {7}{8}=0{,}875\));
Viceversa, ogni decimale finito o periodico è un razionale. Approfondiremo la conversione nel
capitolo 13.
In \(\mathbb{Q} \) sono chiuse quattro operazioni: somma, prodotto, sottrazione e divisione (per un razionale
non nullo). Si dice che \((\mathbb{Q} ,+,\cdot )\) è un campo.
Teorema 7.4 — Densità di \(\mathbb{Q} \)
Tra due numeri razionali distinti esiste sempre un altro razionale. In simboli: per ogni \(p,q\in \mathbb{Q} \)
con \(p<q\), esiste \(r\in \mathbb{Q} \) tale che \(p<r<q\).
Dimostrazione. Basta prendere la media aritmetica \(r=\tfrac {p+q}{2}\). Poiché \(p\) e \(q\) sono razionali, anche \(r\) lo è.
Inoltre, da \(p<q\) si ha \(2p<p+q<2q\), dunque \(p<r<q\).
Nota — Conseguenza della densità
Iterando la costruzione, tra \(p\) e \(r\) c’è un altro razionale, e tra quello e \(r\) ce n’è un altro
ancora…Tra due razionali distinti, per quanto vicini, ci sono infiniti razionali. È una
proprietà geometricamente sorprendente: a differenza di \(\mathbb{N} \) e \(\mathbb{Z} \), \(\mathbb{Q} \) non ha “punti consecutivi”.
Ma — e lo vedremo nel capitolo 15 — questo non significa che \(\mathbb{Q} \) riempia tutta la retta:
ci sono “buchi” che corrispondono ai numeri irrazionali.
Ogni inclusione è stretta: in \(\mathbb{Z} \) ci sono interi (i negativi) che non sono naturali; in \(\mathbb{Q} \) ci sono
razionali (le frazioni non intere) che non sono interi.
Nota — Identificazione di un naturale con un intero, di un intero con un
razionale
L’inclusione \(\mathbb{N} \subset \mathbb{Z} \) è da intendersi nel senso che ogni naturale \(n\) è identificato con l’intero \(+n\).
Analogamente, ogni intero \(a\in \mathbb{Z} \) è identificato con il razionale \(\tfrac {a}{1}\in \mathbb{Q} \). Operazioni e ordinamento del
sistema più piccolo coincidono con quelli del sistema più grande quando applicate ai suoi
elementi.
Figura 7.1: Catena di inclusioni \(\mathbb{N} \subset \mathbb{Z} \subset \mathbb{Q} \subset \mathbb{R} \). Ogni insieme è strettamente contenuto nel successivo:
gli esempi mostrano un naturale (\(3\)), un intero negativo (\(-2\in \mathbb{Z} \setminus \mathbb{N} \)), un razionale non intero (\(\tfrac {3}{5}\in \mathbb{Q} \setminus \mathbb{Z} \)), un
irrazionale (\(\sqrt {2}\in \mathbb{R} \setminus \mathbb{Q} \)). L’insieme \(\mathbb{R} \) è introdotto nel capitolo 15.
I numeri possono essere rappresentati su una retta orientata, detta retta numerica.
Procedura — Costruzione della retta
numerica
1.
Si traccia una retta orientata (di solito orizzontale, con la freccia verso destra).
2.
Si sceglie un punto qualsiasi e lo si chiama origine: gli si associa il numero \(0\).
3.
Si fissa un segmento unitario: il primo punto a destra dell’origine, a distanza pari
all’unità, rappresenta \(1\). I successivi punti equidistanti rappresentano \(2\), \(3\), \(4\), …
4.
I punti a sinistra dell’origine, a distanza \(1\), \(2\), \(3\), …, rappresentano \(-1\), \(-2\), \(-3\), …
5.
I razionali \(\tfrac {a}{b}\) si rappresentano dividendo l’unità in \(b\) parti uguali e contando \(a\) di queste
parti a partire dall’origine (verso destra se \(a>0\), verso sinistra se \(a<0\)).
Figura 7.2: Retta numerica con esempi di naturali (verde), interi negativi (blu) e razionali
non interi (viola). Tra ogni coppia di razionali se ne possono inserire infiniti altri (densità di
\(\mathbb{Q} \)); tuttavia, restano “buchi” che non corrispondono a nessun razionale, e che saranno riempiti
dai numeri reali (capitolo 15).
Nota — Ordine e retta
L’ordinamento di un qualsiasi insieme numerico (\(\mathbb{N} \), \(\mathbb{Z} \) o \(\mathbb{Q} \)) si rispecchia sulla retta: \(a<b\) se e solo
se il punto associato ad \(a\) sta a sinistra del punto associato a \(b\).
Verifichiamo: \(\tfrac {2}{5}=0{,}4\), \(\tfrac {1}{2}=0{,}5\), \(\tfrac {3}{5}=0{,}6\). Effettivamente \(\tfrac {2}{5}<\tfrac {1}{2}<\tfrac {3}{5}\). Iterando, tra \(\tfrac {2}{5}\) e \(\tfrac {1}{2}\) ce n’è un altro, e così via all’infinito.
Esempio 7.6 — Frazioni equivalenti
Stabilire se \(\tfrac {6}{15}=\tfrac {10}{25}\).
Soluzione. Per la definizione di equivalenza, basta verificare \(6\cdot 25 = 15\cdot 10\). A sinistra: \(6\cdot 25 = 150\). A destra: \(15\cdot 10 = 150\). Le
due frazioni sono equivalenti. La forma ridotta è \(\tfrac {2}{5}\) in entrambi i casi: si è infatti diviso
numeratore e denominatore per \(3\) nella prima, per \(5\) nella seconda.
Esempio 7.7 — Operazione che esce
dall’insieme
Indicare per ciascuna operazione se il risultato resta nell’insieme di partenza.
Soluzione.
\(3+5=8\in \mathbb{N} \): somma di naturali, resta naturale. \(\checkmark\)
\(5-8=-3\notin \mathbb{N} \), ma \(\in \mathbb{Z} \): in \(\mathbb{N} \) l’operazione non è possibile.
\((-4)\cdot (-2)=8\in \mathbb{Z} \): prodotto di interi, resta intero. \(\checkmark\)
\(7:3=\tfrac {7}{3}\notin \mathbb{Z} \), ma \(\in \mathbb{Q} \): la divisione esce da \(\mathbb{Z} \).
\(\tfrac {1}{2}+\tfrac {1}{3}=\tfrac {5}{6}\in \mathbb{Q} \): somma di razionali, resta razionale. \(\checkmark\)
Si vede in pratica la “catena di chiusure”: ogni ampliamento chiude un’operazione che era
ancora aperta nel precedente.
Indica a quali tra \(\mathbb{N} \), \(\mathbb{Z} \), \(\mathbb{Q} \) appartiene ciascun numero: \(12\); \(-7\); \(0\); \(\tfrac {5}{4}\); \(-\tfrac {2}{3}\); \(0{,}25\); \(-3{,}5\); \(\tfrac {0}{7}\).
2.
Riduci ai minimi termini e indica numeratore e denominatore in forma ridotta: \(\tfrac {12}{18}\); \(\tfrac {-15}{25}\);
\(\tfrac {24}{-36}\); \(\tfrac {0}{9}\); \(\tfrac {49}{56}\).
3.
Stabilisci se le seguenti coppie di frazioni rappresentano lo stesso razionale: (a) \(\tfrac {3}{4}\) e \(\tfrac {9}{12}\);
(b) \(\tfrac {2}{5}\) e \(\tfrac {6}{14}\); (c) \(\tfrac {-7}{8}\) e \(\tfrac {7}{-8}\); (d) \(\tfrac {0}{3}\) e \(\tfrac {0}{-100}\).
4.
Trova un razionale strettamente compreso tra ciascuna coppia data e verifica con la
rappresentazione decimale: (a) \(\tfrac {1}{3}\) e \(\tfrac {1}{2}\); (b) \(\tfrac {3}{7}\) e \(\tfrac {4}{7}\); (c) \(-\tfrac {1}{4}\) e \(-\tfrac {1}{5}\).
5.
Calcola, indicando in quale insieme cade il risultato: (a) \(7-12\); (b) \((-6)\cdot 4\); (c) \((-8):(-2)\); (d) \(5:3\); (e)
\(\tfrac {1}{2}-\tfrac {1}{3}\).
6.
Rappresenta sulla retta numerica, scegliendo come unità \(1\,\mathrm {cm}\): \(0\); \(1\); \(-2\); \(\tfrac {3}{2}\); \(-\tfrac {5}{4}\); \(\tfrac {7}{3}\).
7.
Stabilisci il valore di verità delle seguenti proposizioni e, se false, fornisci un
controesempio: (a) \(\mathbb{N} \subset \mathbb{Z} \); (b) \(\mathbb{Q} \subset \mathbb{Z} \); (c) \(\forall a,b\in \mathbb{Z} :\ a-b\in \mathbb{Z} \); (d) \(\forall a,b\in \mathbb{Z} :\ a:b\in \mathbb{Z} \); (e) \(\forall a,b\in \mathbb{Q} \) con \(b\neq 0\): \(a:b\in \mathbb{Q} \).
8.
(Discussione.) È vero che tra \(0\) e \(\tfrac {1}{1000}\) esistono solo un numero finito di razionali? Motiva
la risposta usando il teorema di densità di \(\mathbb{Q} \).
I naturali \(\mathbb{N} =\{0,1,2,3,\ldots \}\) sono chiusi rispetto a somma e prodotto. Vale il principio del buon
ordinamento. Sottrazione e divisione non sono sempre possibili.
Gli interi relativi \(\mathbb{Z} =\{\ldots ,-2,-1,0,1,2,\ldots \}\) estendono \(\mathbb{N} \) con gli opposti dei naturali. In \(\mathbb{Z} \) è chiusa la sottrazione:
\(a-b=a+(-b)\).
Valore assoluto: \(|a|=a\) se \(a\ge 0\), \(|a|=-a\) se \(a<0\). Regola dei segni nel prodotto: \(-\cdot -=+\).
I razionali \(\mathbb{Q} =\{\tfrac {a}{b}\mid a\in \mathbb{Z} ,\ b\in \mathbb{Z} \setminus \{0\}\}\) sono i rapporti tra interi. Due frazioni \(\tfrac {a}{b}\) e \(\tfrac {c}{d}\) rappresentano lo stesso razionale
se e solo se \(ad=bc\). In \(\mathbb{Q} \) sono chiuse somma, prodotto, sottrazione e divisione per un razionale
non nullo: \((\mathbb{Q} ,+,\cdot )\) è un campo.
Ogni razionale ha una rappresentazione decimale finita oppure periodica.
Approfondimento: capitolo 13.
Catena di inclusioni: \(\mathbb{N} \subset \mathbb{Z} \subset \mathbb{Q} \subset \mathbb{R} \) (l’ultima estensione, ai reali, è introdotta nel capitolo 15).
Densità di \(\mathbb{Q} \): tra due razionali distinti esistono infiniti altri razionali. Conseguenza: \(\mathbb{Q} \)
non ha “punti consecutivi”.
I numeri si rappresentano sulla retta numerica: l’ordinamento si rispecchia nella
posizione sulla retta (a sinistra = minore, a destra = maggiore).