Nei capitoli precedenti abbiamo studiato separatamente parabola (74), circonferenza (75), ellisse
(76), iperbole (77-78). Ognuna è stata introdotta come un luogo geometrico diverso (equidistanza da
fuoco-direttrice, equidistanza da un centro, somma o differenza di distanze da due fuochi), con la
sua equazione canonica e con le sue applicazioni. Quattro curve, quattro definizioni, quattro
famiglie di formule.
In questo capitolo facciamo un passo indietro e mostriamo che — sorprendentemente — le
quattro curve sono in realtà aspetti diversi di una stessa famiglia matematica, chiamata appunto
delle coniche. Lo scopriamo da due punti di vista diversi:
geometrico-classico: tutte e quattro si ottengono tagliando un cono retto con un piano
(etimologia del nome) — è la prospettiva di Apollonio di Perga, iii-ii sec. a.C.
metrico-unitario: tutte e quattro si descrivono con una sola formula usando i concetti di
fuoco, direttrice e un parametro \(e\) (eccentricità) che varia in un intervallo continuo. Il tipo
di conica (ellisse, parabola, iperbole) emerge solo dal valore di \(e\).
In più studiamo come distinguere a colpo d’occhio il tipo di conica a partire dalla sua equazione
generale di secondo grado:
\[ A x^2 + B xy + C y^2 + D x + E y + F = 0. \]
La risposta è data dal discriminante della parte quadratica \(\delta = B^2 - 4AC\), e classifica completamente
l’equazione (parabola, ellisse o iperbole), oltre a riconoscere i casi degeneri (un punto, una retta
doppia, due rette parallele, due rette incidenti).
Il capitolo si chiude con un breve quadro storico, dall’Apollonio classico ai pianeti di Keplero ai
principi di Newton, in cui le coniche hanno scritto duemila anni di scienza.
Teorema 79.1 — Coniche come sezioni piane di un
cono
Un piano che taglia un cono retto a due falde dà come intersezione una delle seguenti curve, a
seconda dell’inclinazione del piano rispetto all’asse del cono:
Cerchio — se il piano è perpendicolare all’asse;
Ellisse — se il piano taglia obliquamente, attraversando solo una falda;
Parabola — se il piano è parallelo a una generatrice del cono;
Iperbole — se il piano taglia entrambe le falde (in genere parallelo all’asse).
Casi degeneri (piano passante per il vertice del cono): un punto, una retta, o due rette
incidenti.
(È questa la costruzione che Apollonio formalizzò nel suo trattato Coniche: l’unicità del nome
“conica” viene proprio da qui.)
Figura 79.1: Cono retto a doppia falda con tre sezioni piane: cerchio (sezione orizzontale, blu),
ellisse (sezione obliqua di una sola falda, rossa), parabola (piano parallelo a una generatrice,
verde). L’iperbole (non disegnata) si ottiene con un piano che taglia entrambe le falde.
Definizione unitaria con fuoco, direttrice ed eccentricità
Esiste anche una definizione metrica che racchiude tutti i casi sotto una sola formula. Già nota a
Pappo di Alessandria (iv sec. d.C.), divenne il punto di riferimento moderno per la teoria delle
coniche.
Teorema 79.2 — Definizione unitaria delle
coniche
Dati un punto \(F\) del piano (fuoco), una retta \(d\) con \(F \notin d\) (direttrice), e un numero \(e \geq 0\) (eccentricità),
il luogo geometrico dei punti \(P\) tali che
Per \(e = 1\): la condizione \(\overline {PF} = \mathrm {dist}(P, d)\) è esattamente la definizione della parabola data in 74.
Per \(e \neq 1\): si dimostra (con un calcolo algebrico) che la condizione equivale a \(\overline {PF_1} \pm \overline {PF_2} = 2a\) (somma per
\(e<1\), differenza per \(e>1\)), dove \(F_1\) e \(F_2\) sono i due fuochi, simmetrici rispetto al centro della conica.
Si ritrovano così le definizioni dell’ellisse (76) e dell’iperbole (77).
Per la circonferenza (\(e = 0\)) la definizione fuoco-direttrice degenera (occorre \(\mathrm {dist}(P, d) \to \infty \)); la si recupera
come limite di ellissi con eccentricità tendente a zero.
L’equazione più generale di secondo grado in due variabili è
\[ A x^2 + B xy + C y^2 + D x + E y + F = 0, \]
con \((A, B, C) \neq (0, 0, 0)\) (almeno uno dei termini quadratici non nullo). Vogliamo capire, a colpo d’occhio dai suoi
coefficienti, di quale tipo di conica si tratta.
Teorema 79.3 — Classificazione delle coniche tramite il
discriminante
Posto \(\delta = B^2 - 4 A C\) (discriminante della parte quadratica), si ha:
\[ \begin {array}{c|l} \delta < 0 & \text {ellisse (o circonferenza, se $A = C$ e $B = 0$; o conica degenere)} \\ \delta = 0 & \text {parabola (o conica degenere)} \\ \delta > 0 & \text {iperbole (o conica degenere)} \end {array} \]
Dimostrazione (idea). Una rotazione degli assi cartesiani (73) di un opportuno angolo
elimina il termine misto \(B'xy\) nella nuova equazione. Per la rotazione di \(\theta \), gli “invarianti” della
parte quadratica \(A x^2 + B xy + C y^2\) sono ad esempio \(A + C\) (somma dei coefficienti puri) e \(B^2 - 4AC\) (discriminante). Il
discriminante quindi non cambia. Una volta annullato \(B'\), l’equazione è del tipo \(A' x'^2 + C' y'^2 + \ldots = 0\) con \(\delta ' = -4 A' C'\). Da qui:
Il discriminante \(\delta \) ci dice la famiglia (ellisse-parabola-iperbole), ma non distingue sempre il caso
“regolare” da quello degenere. Una conica degenere si ottiene quando l’equazione di secondo grado si
fattorizza in fattori lineari (o equivalentemente quando il piano taglia il cono passando per il suo
vertice).
Teorema 79.4 — Coniche degeneri
\[ \begin {array}{l|l} \delta < 0\ \text {(ellittica)} & \text {degenere = un singolo punto, o vuoto reale} \\ \delta = 0\ \text {(parabolica)} & \text {degenere = due rette parallele, una retta doppia, o vuoto} \\ \delta > 0\ \text {(iperbolica)} & \text {degenere = due rette incidenti} \end {array} \]
Esempio 79.2 — Coniche degeneri tipiche
\(x^2 + y^2 = 0\): \(\delta = -4 < 0\), ma l’unica soluzione reale è \((0, 0)\). Ellisse degenere in un punto.
\(x^2 - y^2 = 0\): \(\delta = 4 > 0\). Si fattorizza in \((x-y)(x+y) = 0\), cioè \(y = x\) o \(y = -x\). Iperbole degenere in due rette incidenti (le bisettrici dei
quadranti).
\(x^2 - 4 = 0\): \(\delta = 0\). Si fattorizza in \((x-2)(x+2) = 0\), cioè \(x = 2\) o \(x = -2\). Parabola degenere in due rette parallele.
Lo studio sistematico delle coniche è uno dei capolavori della matematica greca, e ha
attraversato venti secoli di scienza occidentale.
Menecmo (iv sec. a.C.): primo studio delle coniche, scoperte come strumento per risolvere
il problema della duplicazione del cubo. Erano chiamate “sezione del cono acutangolo /
rettangolo / ottusangolo”.
Apollonio di Perga (c. 262–190 a.C.): le sistematizza nella sua opera Coniche in \(8\) libri
(sopravvissuti \(7\), di cui \(4\) in greco e \(3\) in arabo). È lui ad introdurre i nomi parabolè
(“confronto”, “adattamento”), ellipsis (“mancanza”, “difetto”), hyperbolè (“eccesso”),
terminologia che oggi è entrata anche nel linguaggio comune (per esempio: “parabola”
come breve racconto a confronto).
Pappo di Alessandria (iv sec. d.C.): introduce la definizione unitaria tramite
fuoco-direttrice-eccentricità, che è la base della nostra trattazione moderna.
Mondo arabo (ix-xii sec.): i Banū Mūsā, Thābit ibn Qurra, Omar Khayyām sviluppano
notevolmente la teoria. Khayyām usa l’intersezione di coniche per risolvere equazioni
cubiche.
Rinascimento: Federico Commandino traduce le Coniche in latino (1566); l’opera diventa
il testo di riferimento per Galileo e Cartesio.
Galileo Galilei (1638): dimostra che la traiettoria di un proiettile è una parabola, dando
alle coniche una dignità fisica (74).
Johannes Kepler (1609, 1619): le tre leggi sulle orbite ellittiche dei pianeti (76).
Isaac Newton (1687, Principia): mostra che la legge di gravitazione universale implica che
tutte le orbite gravitazionali sono coniche — ellisse (orbita chiusa), parabola (caso limite),
iperbole (orbita aperta). Tutte e quattro le coniche servono per descrivere il cosmo.
Geometria proiettiva (xvii-xix sec.): Desargues, Pascal, Poncelet sviluppano la teoria
proiettiva delle coniche: tutte le coniche non degeneri sono proiettivamente equivalenti, e i
diversi nomi che usiamo nel piano euclideo sono solo manifestazioni della loro intersezione
con la retta all’infinito.
Per ciascuna delle seguenti equazioni di secondo grado, calcola \(\delta = B^2 - 4AC\) e classifica la conica
(regolare o degenere). Se possibile, riducila in forma canonica:
(a) \(x^2 + y^2 - 4x + 2y - 11 = 0\);
(b) \(4 x^2 + y^2 - 16 = 0\);
(c) \(x^2 - 4y^2 - 4 = 0\);
(d) \(x^2 - 6x + y + 5 = 0\);
(e) \(y^2 - 4x - 4y + 8 = 0\);
(f) \(9 x^2 - 4 y^2 + 18 x - 8 y + 14 = 0\).
2.
Riconosci e classifica:
(a) \(x^2 - 6x + 9 = 0\);
(b) \(x^2 + y^2 + 6x + 4y + 13 = 0\);
(c) \(x^2 - 9y^2 = 0\);
(d) \(4 x^2 - 4 xy + y^2 + 2x - y - 3 = 0\) (attenzione al termine \(xy\)).
3.
Trova l’equazione della conica di fuoco \(F(0, 0)\), direttrice \(y = 4\) ed eccentricità \(e = 1/2\).
4.
Trova l’equazione della conica di fuoco \(F(3, 0)\), direttrice \(x = -3\) ed eccentricità \(e = 1\). (Risposta: una
parabola con asse orizzontale.)
5.
Trova l’equazione della conica di fuoco \(F(3, 0)\), direttrice \(x = 1\) ed eccentricità \(e = 2\). Riconosci che si tratta
di un’iperbole.
6.
Disegna sullo stesso piano cartesiano le tre coniche con fuoco \(F(2, 0)\), direttrice \(x = -2\), ed eccentricità
rispettivamente \(e = 0.5\), \(e = 1\), \(e = 2\). Confrontale.
7.
Mostra che, completando i quadrati, l’equazione \(x^2 + 4y^2 - 2x + 8y + 1 = 0\) rappresenta un’ellisse. Trova centro,
semiassi, eccentricità.
8.
Determina il valore del parametro \(k\) in modo che \(kx^2 + (k+1)y^2 - 4 = 0\) rappresenti: (a) una circonferenza; (b)
un’ellisse con asse focale verticale; (c) un’iperbole.
9.
(Discussione.) Spiega perché la circonferenza è “un’ellisse degenere” (caso \(e = 0\)) nella
definizione unitaria, e perché tale degenerazione richiede “passare al limite” (la direttrice
tende all’infinito).
10.
(Sfida — proiettiva.) Mostra geometricamente che, sezionando un cono retto con un piano,
l’eccentricità della conica risultante dipende dall’angolo \(\alpha \) formato dal piano con l’asse
del cono e dall’apertura \(\beta \) del cono (semiangolo al vertice). Più precisamente:
\(e = \cos \alpha /\cos \beta \).
Coniche come sezioni di un cono: tagliando un cono retto a due falde con un piano,
si ottiene una circonferenza (piano perpendicolare all’asse), un’ellisse (piano obliquo,
una sola falda), una parabola (piano parallelo a una generatrice), un’iperbole (piano
che taglia entrambe le falde).
Definizione unitaria di Pappo: data una coppia (fuoco \(F\), direttrice \(d\)) e un’eccentricità
\(e \geq 0\), la conica è il luogo dei punti \(P\) tali che
\[ \frac {\overline {PF}}{\mathrm {dist}(P, d)} = e. \]
più i casi degeneri (punto, due rette parallele o coincidenti, due rette incidenti, vuoto).
Caso scolastico con \(B = 0\): \(A\) e \(C\) stesso segno \(\Rightarrow \) ellisse (se \(A = C\), circonferenza); segno opposto \(\Rightarrow \)
iperbole; uno dei due nullo \(\Rightarrow \) parabola.
Riduzione a forma canonica: si effettuano una rotazione (per eliminare \(Bxy\)) e una
traslazione (per portare il centro nell’origine), ottenendo una delle equazioni canoniche
già viste (74÷78).
Storia in pillole: Menecmo (iv sec. a.C.) \(\rightarrow \) Apollonio (Coniche, 8 libri, iii sec. a.C.) \(\rightarrow \)
Pappo (iv sec. d.C., definizione unitaria) \(\rightarrow \) riscoperta araba (ix-xii sec.) \(\rightarrow \) Galileo (1638,
parabola del proiettile) \(\rightarrow \) Keplero (1609, orbite ellittiche) \(\rightarrow \) Newton (1687, orbite coniche
dalla gravitazione) \(\rightarrow \) geometria proiettiva (xvii-xix sec.).
Visione finale: in geometria proiettiva, tutte le coniche non degeneri sono equivalenti.
La distinzione ellisse/parabola/iperbole nel piano euclideo deriva da come la conica
interseca la “retta all’infinito” (rispettivamente: in nessun punto, in un punto, in due
punti).