Capitolo 17
Calcolo letterale: polinomi

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Le equazioni algebriche sono il problema più semplice della matematica, e tuttavia il più ricco di conseguenze inattese: tutto l’edificio dell’algebra moderna poggia sullo studio dei polinomi.”

— adattamento da Carl Friedrich Gauss, Disquisitiones Arithmeticae (1801)

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17.1 Introduzione motivazionale

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Il capitolo precedente ci ha fatto familiarizzare con i monomi: i “mattoni” del calcolo letterale. In questo passiamo a costruire qualcosa di più grande: i polinomi, somme di monomi.

I polinomi sono, dopo i numeri, gli oggetti algebrici più importanti che incontrerai al liceo. Una formula come \(a^2+2ab+b^2\), l’espressione del moto \(s(t)=\tfrac {1}{2}a t^2 + v_0 t + s_0\) in cinematica, la regola di calcolo del volume di una scatola di lato \(\ell \) ed altezza \(h\): sono tutti polinomi. Le equazioni polinomiali (di primo, secondo, terzo grado\(\ldots \)) sono il pane quotidiano dell’algebra dei prossimi capitoli, e le funzioni polinomiali \(y = P(x)\) saranno protagoniste in geometria analitica e in analisi.

In questo capitolo introduciamo i polinomi, le loro proprietà e le operazioni elementari (somma, prodotto), e poi la divisione tra polinomi — un’operazione meno familiare ma fondamentale. Concluderemo con tre risultati cardine: la regola di Ruffini per dividere rapidamente per binomi della forma \(x-a\), il teorema del resto che lega il resto a una valutazione del polinomio, e il teorema di Ruffini che caratterizza le radici di un polinomio. Sono gli strumenti centrali per le scomposizioni del capitolo 19 e per la risoluzione di equazioni di grado superiore al secondo.

17.2 Definizione, grado, polinomi ordinati e completi

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Definizione 17.1 — Polinomio

Un polinomio è una somma algebrica di monomi (capitolo 16). Ciascun monomio del polinomio si chiama termine.

Esempio 17.1

Sono polinomi: \(\;3x^2 + 2x - 5\), \(a^3 + b^3 - 7ab\), \(\dfrac {1}{2}x^4 - x + 3\), \(5\) (monomio, caso particolare).

Definizione 17.2 — Polinomio ridotto e forma normale

Un polinomio è ridotto (in forma normale) quando non contiene monomi simili (cioè non si possono più sommare termini come \(3x^2+5x^2\)). Per ridurre un polinomio si applica la somma algebrica dei monomi simili.

Esempio 17.2

\(2x^2 + 3x - 4x^2 + 5x - 1 = (2-4)x^2 + (3+5)x - 1 = -2x^2 + 8x - 1\).
Il polinomio finale è in forma normale (nessun monomio simile rimasto).

Definizione 17.3 — Polinomi notevoli per numero di termini

Definizione 17.4 — Grado di un polinomio

Sia \(P\) un polinomio non nullo in forma normale.

Esempio 17.3

\(P(x,y) = 3x^3 y - 5xy^2 + 7x^2 - 4\).

Definizione 17.5 — Polinomio in una variabile

Un polinomio in una variabile \(x\) ha la forma generale

\[ P(x) = a_n x^n + a_{n-1} x^{n-1} + \cdots + a_1 x + a_0, \]

con \(a_n\neq 0\). I numeri \(a_n, a_{n-1}, \ldots , a_0\) si chiamano coefficienti; \(a_n\) è il coefficiente direttivo (di grado massimo), \(a_0\) è il termine noto (di grado \(0\)).

Definizione 17.6 — Ordinato e completo

Un polinomio in una variabile è

Esempio 17.4

\(P(x) = 2x^3 - 5x + 1\) è ordinato (per potenze decrescenti) ma non completo (manca il termine in \(x^2\)). La sua forma completa è \(P(x) = 2x^3 + 0\cdot x^2 - 5x + 1\), utile quando si imposta una divisione.

Definizione 17.7 — Polinomio omogeneo

Un polinomio è omogeneo se tutti i suoi termini hanno lo stesso grado complessivo.

Esempio 17.5

\(P(a,b) = a^3 - 3a^2 b + 3a b^2 - b^3\) è omogeneo di grado \(3\) (ogni termine ha grado \(3\)). Riconoscerai presto questo polinomio: è lo sviluppo di \((a-b)^3\) (capitolo 18).

[Picture]

Figura 17.1: Anatomia di un polinomio in una variabile: \(P(x) = 3x^3 + 2x^2 - 5x + 4\). Il termine di grado massimo determina il grado complessivo del polinomio (qui \(3\)). Il suo coefficiente (\(3\)) è il coefficiente direttivo. Il termine senza \(x\) (\(4\)) è il termine noto.

17.3 Addizione e sottrazione

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Procedura  — Somma e differenza di polinomi

Per sommare (o sottrarre) due polinomi:

1.
Si scrivono uno di seguito all’altro tutti i monomi, conservando i loro segni (per la sottrazione si cambiano i segni di tutti i monomi del sottraendo prima di scrivere).
2.
Si riducono i monomi simili sommandone i coefficienti.

Esempio 17.6

\((3x^2 + 5x - 1) + (x^2 - 2x + 4)\).

Soluzione.

\[ 3x^2 + 5x - 1 + x^2 - 2x + 4 = (3+1)x^2 + (5-2)x + (-1+4) = 4x^2 + 3x + 3. \]

Esempio 17.7

\((3x^2 + 5x - 1) - (x^2 - 2x + 4)\).

Soluzione. Cambio di segno il sottraendo:

\[ 3x^2 + 5x - 1 - x^2 + 2x - 4 = (3-1)x^2 + (5+2)x + (-1-4) = 2x^2 + 7x - 5. \]

Attenzione!  — Segno davanti alla parentesi

Attenzione al segno meno davanti a una parentesi: esso cambia il segno di ogni termine interno, non solo del primo.

\[ -(x^2 - 2x + 4) = -x^2 + 2x - 4, \]

non \(-x^2 - 2x + 4\). È un errore tipico, frequente all’inizio.

17.4 Moltiplicazione tra polinomi

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Il prodotto di polinomi si fonda sulla proprietà distributiva, vista nel capitolo 8.

Procedura  — Polinomio per monomio

Per moltiplicare un polinomio per un monomio si distribuisce il monomio su ogni termine del polinomio:

\[ m\cdot (p_1 + p_2 + \cdots + p_n) = m\cdot p_1 + m\cdot p_2 + \cdots + m\cdot p_n. \]

Esempio 17.8

\(3x\cdot (2x^2 - 5x + 4) = 6x^3 - 15x^2 + 12x\).

Procedura  — Polinomio per polinomio

Per moltiplicare due polinomi si applica la distributiva due volte: si moltiplica ogni termine del primo polinomio per ogni termine del secondo, e si sommano tutti i prodotti ottenuti riducendo i simili.

Esempio 17.9

\((x+2)\cdot (x+3) = x\cdot x + x\cdot 3 + 2\cdot x + 2\cdot 3 = x^2 + 3x + 2x + 6 = x^2 + 5x + 6\).

Esempio 17.10

\((2x-1)(x^2 + 3x - 4)\).

Soluzione. Distribuiamo i due termini di \((2x-1)\) su tutto il trinomio:

\[ 2x\cdot (x^2 + 3x - 4) - 1\cdot (x^2 + 3x - 4) = (2x^3 + 6x^2 - 8x) - (x^2 + 3x - 4). \]

Riducendo:

\[ 2x^3 + 6x^2 - 8x - x^2 - 3x + 4 = 2x^3 + 5x^2 - 11x + 4. \]

Nota  — Grado del prodotto

Il grado del prodotto di due polinomi è la somma dei gradi dei fattori. Esempio: grado \(1\cdot \)grado \(2\) = grado \(3\), come nell’esempio sopra. (È coerente con la regola del prodotto delle potenze, capitolo 9.)

17.5 Divisione tra polinomi

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Per polinomi in una sola variabile esiste un’operazione di divisione del tutto analoga alla divisione euclidea tra interi (capitolo 10).

Teorema 17.1 — Divisione euclidea di polinomi

Siano \(A(x)\) e \(B(x)\) due polinomi in \(x\) a coefficienti reali, con \(B(x)\not \equiv 0\). Esistono e sono unici due polinomi \(Q(x)\) (quoziente) e \(R(x)\) (resto) tali che

\[ A(x) = B(x)\cdot Q(x) + R(x),\qquad \deg R(x) < \deg B(x). \]

Se \(R(x)\equiv 0\) si dice che \(B(x)\) divide \(A(x)\), e si scrive \(B(x)\mid A(x)\).

Procedura  — Algoritmo della divisione polinomiale

Per dividere \(A(x)\) per \(B(x)\) (con \(\deg A\ge \deg B\)):

1.
Si ordinano entrambi i polinomi per potenze decrescenti e si completa \(A\) con eventuali termini mancanti (coefficiente \(0\)).
2.
Si divide il termine di grado massimo di \(A\) per quello di \(B\): si ottiene il primo termine \(q_1\) del quoziente.
3.
Si moltiplica \(q_1\) per \(B\) e si sottrae il risultato da \(A\): il polinomio rimanente ha grado strettamente minore di \(A\).
4.
Si ripete il procedimento finché il polinomio rimanente ha grado strettamente minore di \(\deg B\): quello è il resto.

Esempio 17.11 — Divisione lunga

Dividere \(A(x) = 2x^3 - 3x^2 + x + 5\) per \(B(x) = x - 2\).

Soluzione. Schema della divisione:

\[ \begin {array}{r|l} 2x^3 - 3x^2 + x + 5 & x-2 \\ \cline {2-2} \multicolumn {2}{l}{\quad \text {tappa 1: } 2x^3 : x = 2x^2,\ \text {primo termine del quoziente}} \\ \multicolumn {2}{l}{\quad 2x^2\cdot (x-2)=2x^3-4x^2,\quad A - 2x^2(x-2)=x^2+x+5} \\[2pt] \multicolumn {2}{l}{\quad \text {tappa 2: } x^2 : x = x,} \\ \multicolumn {2}{l}{\quad x\cdot (x-2)=x^2-2x,\quad (x^2+x+5)-(x^2-2x)=3x+5} \\[2pt] \multicolumn {2}{l}{\quad \text {tappa 3: } 3x : x = 3,} \\ \multicolumn {2}{l}{\quad 3\cdot (x-2)=3x-6,\quad (3x+5)-(3x-6)=11.} \end {array} \]

Il quoziente è \(Q(x) = 2x^2 + x + 3\) e il resto è \(R = 11\). Verifica:

\[ (x-2)(2x^2+x+3) + 11 = 2x^3+x^2+3x-4x^2-2x-6+11 = 2x^3-3x^2+x+5 = A(x). \checkmark \]

17.6 Regola di Ruffini

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Quando il divisore è un binomio della forma \(x-a\) (con \(a\in \mathbb{R} \)), c’è una scorciatoia molto rapida: la regola di Ruffini (Paolo Ruffini, 1804). È un metodo tabellare che produce direttamente i coefficienti del quoziente e il resto.

Procedura  — Regola di Ruffini per dividere \(P(x)\) per \((x-a)\)

1.
Si scrivono in riga i coefficienti di \(P(x)\) ordinato e completo (zeri al posto dei termini mancanti).
2.
Si scrive il valore \(a\) a sinistra, separato da una linea verticale.
3.
Si abbassa il primo coefficiente come primo coefficiente del quoziente.
4.
Si moltiplica per \(a\) e si scrive il prodotto sotto il coefficiente successivo. Si somma in colonna: ottieni il coefficiente successivo del quoziente.
5.
Si ripete fino all’ultimo coefficiente: l’ultimo numero ottenuto in colonna è il resto, gli altri (in sequenza) sono i coefficienti del quoziente, che ha grado \(\deg P - 1\).

Esempio 17.12 — Ruffini su un esempio

Dividere \(P(x) = 2x^3 - 3x^2 + x + 5\) per \((x-2)\) con la regola di Ruffini.

Soluzione. \(a=2\). Coefficienti di \(P\): \(2,\ -3,\ 1,\ 5\).

\[ \begin {array}{c|cccc} & 2 & -3 & 1 & 5 \\ \cline {2-5} a=2 \;\Big | & & 4 & 2 & 6 \\ \cline {2-5} & 2 & 1 & 3 & 11 \end {array} \]

Spiegazione passo passo: \(2\) si abbassa; \(2\cdot 2 = 4\), \(-3+4=1\); \(1\cdot 2 = 2\), \(1+2=3\); \(3\cdot 2 = 6\), \(5+6=11\).

Quoziente: \(Q(x) = 2x^2 + x + 3\). Resto: \(R = 11\). Stesso risultato del metodo lungo, in molto meno tempo.

[Picture]

Figura 17.2: Schema visivo della regola di Ruffini per dividere \(P(x)=2x^3-3x^2+x+5\) per \((x-2)\). I coefficienti del polinomio in alto, il valore di \(a\) a sinistra; nella seconda riga i prodotti \(a\times (\text {coefficiente già abbassato})\); la riga finale dà coefficienti del quoziente (in viola) e resto (in arancio, ultimo).

Attenzione!  — Solo divisore \(x-a\)

La regola di Ruffini funziona esclusivamente quando il divisore è un binomio di primo grado del tipo \(x-a\). Per divisori di grado maggiore o con coefficiente direttivo \(\neq 1\) va riscritto opportunamente: per esempio, dividere per \(2x-3\) si riconduce a dividere per \(x-\tfrac {3}{2}\) aggiustando il quoziente, ma con il metodo lungo è spesso più sicuro.

17.7 Teorema del resto

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Teorema 17.2 — Teorema del resto

Sia \(P(x)\) un polinomio e \(a\in \mathbb{R} \). Il resto della divisione di \(P(x)\) per \((x-a)\) è il valore \(P(a)\):

\[ P(x) = (x-a)\cdot Q(x) + P(a). \]

Dimostrazione. Per il teorema della divisione, esistono unici \(Q(x)\) e \(R\) (resto di grado \(0\), cioè costante) tali che \(P(x)=(x-a)\,Q(x)+R\). Valutando in \(x=a\): \(P(a) = (a-a)\,Q(a) + R = 0 + R = R\). Dunque \(R=P(a)\).

Esempio 17.13

Calcolare il resto della divisione di \(P(x) = x^4 - 2x^3 + x - 5\) per \((x-1)\), senza eseguire la divisione.

Soluzione. Per il teorema del resto, \(R = P(1) = 1 - 2 + 1 - 5 = -5\).

\[ \text {resto della divisione di } P(x) \text { per } (x-a) = P(a). \]

17.8 Teorema di Ruffini

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Definizione 17.8 — Radice di un polinomio

Un valore \(a\in \mathbb{R} \) si dice radice (o zero) di un polinomio \(P(x)\) se \(P(a)=0\).

Teorema 17.3 — Teorema di Ruffini

Sia \(P(x)\) un polinomio e \(a\in \mathbb{R} \). Allora \((x-a)\) divide \(P(x)\) se e solo se \(a\) è radice di \(P\), cioè \(P(a)=0\).

Dimostrazione. È un corollario diretto del teorema del resto. \((x-a)\mid P(x)\) significa che il resto della divisione è zero: per il teorema del resto, questo equivale a \(P(a)=0\), ossia \(a\) è radice.

Nota  — Importanza del teorema

Il teorema di Ruffini è uno strumento di scomposizione: se troviamo una radice \(a\) di \(P(x)\) (per esempio per tentativi), allora possiamo scomporre \(P(x) = (x-a)\cdot Q(x)\), con \(Q(x)\) ottenibile con Ruffini. Iterando, si scompone \(P\) il più possibile. Lo applicheremo nel capitolo 19.

Esempio 17.14 — Trovare una radice e scomporre

Scomporre \(P(x) = x^3 - 6x^2 + 11x - 6\).

Soluzione. Per il teorema di Ruffini, basta trovare una radice. Per tentativi sui divisori del termine noto \(-6\), proviamo \(a=1\): \(P(1)=1-6+11-6=0\). \(\checkmark\) Allora \((x-1)\mid P(x)\). Con Ruffini:

\[ \begin {array}{c|cccc} & 1 & -6 & 11 & -6 \\ \cline {2-5} 1\;\Big | & & 1 & -5 & 6 \\ \cline {2-5} & 1 & -5 & 6 & 0 \end {array} \]

Quindi \(P(x) = (x-1)(x^2-5x+6) = (x-1)(x-2)(x-3)\) (l’ultima scomposizione di \(x^2-5x+6\) si ottiene cercando due numeri di somma \(5\) e prodotto \(6\)). Le radici di \(P\) sono \(1, 2, 3\).

Nota  — Trovare le radici razionali: criterio

Se \(P(x)=a_n x^n + \cdots + a_0\) ha coefficienti interi e \(a_n\neq 0\), le sue eventuali radici razionali \(\tfrac {p}{q}\) ridotte ai minimi termini soddisfano: \(p\mid a_0\) e \(q\mid a_n\). Ne segue il metodo di tentativi per cercare radici intere: provare i divisori di \(a_0\). È quello che abbiamo applicato qui sopra (divisori di \(-6\)).

17.9 Esempi svolti

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Esempio 17.15 — Riduzione e classificazione

Considera \(P(x,y) = 3xy + 2x^2 y - 5xy + x^2 y + 7\). Riducilo, indica grado complessivo, grado rispetto a \(x\) e a \(y\), e stabilisci se è omogeneo.

Soluzione. Riducendo i monomi simili:

\[ P(x,y) = (2+1)x^2 y + (3-5)xy + 7 = 3x^2 y - 2xy + 7. \]

Esempio 17.16 — Prodotto e riduzione

Calcolare \((x^2 - 2x + 3)(x + 1)\).

Soluzione. Distribuiamo:

\[ x^2(x+1) - 2x(x+1) + 3(x+1) = x^3 + x^2 - 2x^2 - 2x + 3x + 3 = x^3 - x^2 + x + 3. \]

Esempio 17.17 — Divisione lunga

Eseguire \((x^3 + 2x^2 - 3) : (x^2 - 1)\).

Soluzione. Completiamo il dividendo: \(x^3 + 2x^2 + 0\cdot x - 3\).

Resto \(x-1\) ha grado \(1 < 2 = \deg B\), ci fermiamo. Quindi \(Q(x) = x + 2\), \(R(x) = x - 1\).

Esempio 17.18 — Ruffini e teorema del resto

Calcolare il resto della divisione di \(P(x) = 2x^4 - 3x^3 + x - 1\) per \((x+1)\).

Soluzione. Per il teorema del resto, \(R = P(-1) = 2 + 3 - 1 - 1 = 3\). Il resto è \(3\). (Nota: \((x+1)=(x-(-1))\), dunque \(a=-1\).)

Esempio 17.19 — Scomporre con Ruffini

Scomporre \(P(x) = x^3 - 7x + 6\) usando il teorema di Ruffini.

Soluzione. Cerchiamo una radice tra i divisori di \(6\): \(\pm 1, \pm 2, \pm 3, \pm 6\).
\(P(1) = 1 - 7 + 6 = 0\). \(\checkmark\) Quindi \((x-1)\) divide \(P\). Ruffini:

\[ \begin {array}{c|cccc} & 1 & 0 & -7 & 6 \\ \cline {2-5} 1\;\Big | & & 1 & 1 & -6 \\ \cline {2-5} & 1 & 1 & -6 & 0 \end {array} \]

Quoziente \(x^2 + x - 6 = (x+3)(x-2)\) (somma \(-1\)? attento: \(x^2+x-6=(x-2)(x+3)\) visto che \(-2+3=1\) e \(-2\cdot 3=-6\)). Quindi:

\[ P(x) = (x-1)(x-2)(x+3). \]

Radici: \(1, 2, -3\).

17.10 Esercizi proposti

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Esercizio 17.1

1.
Riduci a forma normale e indica grado complessivo: (a) \(2a^2 b - 3ab + 4 a^2 b + ab - 7\); (b) \(x^3 - 2x^2 + x - x^3 + 3x^2 + 5\); (c) \(5xy - 3y^2 x + 2xy + y^2 x - xy\).
2.
Stabilisci grado, ordina (per potenze decrescenti di \(x\)), completa con eventuali \(0\): (a) \(5 + 3x - x^4 + 2x^2\); (b) \(4x^5 - x^3 + 7\); (c) \(x^3 + x^2 - x + 1\) (verifica che è già completo).
3.
Calcola: (a) \((x^2 - 3x + 5) + (2x^2 + 4x - 1)\); (b) \((3a^2 - 5ab + b^2) - (a^2 + 2ab - b^2)\); (c) \((x^3 - x + 2) - (x^3 + x^2 - 3)\).
4.
Calcola il prodotto: (a) \(-2x\cdot (3x^2 - 5x + 4)\); (b) \((x+3)(x-2)\); (c) \((2x-1)(x^2 + x - 1)\); (d) \((a+b)(a^2 - ab + b^2)\) (riconosci il risultato!).
5.
Esegui la divisione lunga e indica quoziente e resto: (a) \((x^2 + 5x + 6) : (x + 2)\); (b) \((2x^3 - x^2 + 4x - 1) : (x - 1)\); (c) \((x^4 - 1) : (x^2 + 1)\) (suggerimento: \(x^4-1=(x^2-1)(x^2+1)\)); (d) \((x^3 + 8) : (x + 2)\).
6.
Esegui con la regola di Ruffini: (a) \((x^3 - 2x^2 + 3x - 4) : (x - 1)\); (b) \((x^3 + x^2 - x + 1) : (x + 2)\); (c) \((2x^4 - 5x^3 + x - 6) : (x - 3)\); (d) \((x^5 - 1) : (x - 1)\).
7.
Per ciascuno dei seguenti polinomi, calcola con il teorema del resto il resto della divisione per il binomio indicato (senza eseguire la divisione): (a) \(P(x) = x^3 - 4x + 1\) per \((x-2)\); (b) \(P(x) = 2x^4 + x^2 - 3\) per \((x+1)\); (c) \(P(x) = x^5 - x - 6\) per \((x-1)\).
8.
Usa il teorema di Ruffini per trovare le radici reali (almeno una intera) e scomporre: (a) \(P(x) = x^3 - 3x^2 - x + 3\); (b) \(P(x) = x^3 - 4x^2 + x + 6\); (c) \(P(x) = 2x^3 + x^2 - 5x + 2\) (suggerimento: prova \(x=1\) e \(x=-2\)).
9.
(Discussione.) Un compagno osserva che il polinomio \(P(x) = x^2 + 1\) non ha radici reali. Dimostra che effettivamente \(P(a)>0\) per ogni \(a\in \mathbb{R} \). (Cenno: studieremo le sue radici complesse nel capitolo 88.)

17.11 Riepilogo del capitolo

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Presentazioni— slide NotebookLM (clic per aprire il PDF)