In molti calcoli mi è apparsa di tal sorta una radicale quantità di numero negativo, ed ho trovato esser cosa
nuova, e non mai più trattata da nessuno, e di gran piacere a riguardarla.”
La storia dei numeri complessi è una delle più affascinanti della matematica. Per duemila
anni i matematici si rifiutarono di accettare l’idea di una “radice quadrata di un numero negativo”.
Poi, nel xvi secolo, durante la sfida tra Cardano e Tartaglia per la risoluzione delle equazioni
cubiche, accadde qualcosa di strano: la formula risolutiva (formula di Cardano, 1545) richiedeva,
anche per equazioni con soluzioni reali, di passare attraverso radici quadrate di numeri negativi
come passaggio intermedio.
Cardano stesso li chiamò quantitates sofisticae (“quantità sofistiche”) — un’altra
terminologia che riflette il disagio del tempo è numeri impossibili, immaginari, fantastici. Fu
Rafael Bombelli (1572) a sistemare per primo le regole di calcolo, mostrando che,
trattando questi nuovi numeri secondo regole coerenti, si ottenevano alla fine risposte reali
corrette.
Per tre secoli i complessi rimasero strumenti pratici di calcolo accettati con sospetto. La svolta
arriva nel xviii-xix sec.:
Leonhard Euler (1748) introduce il simbolo \(i\) per \(\sqrt {-1}\) e scopre la formula \(e^{i\pi } + 1 = 0\), considerata da molti
la più bella della matematica.
Carl Friedrich Gauss (1799) dimostra il Teorema fondamentale dell’algebra: ogni
equazione polinomiale di grado \(n\) ha esattamente \(n\) soluzioni in \(\mathbb{C} \) (contate con la loro
molteplicità). I complessi diventano indispensabili.
Sempre Gauss (1831) introduce la rappresentazione geometrica nel piano complesso (oggi
detto piano di Gauss), togliendo definitivamente l’aura “immaginaria” al concetto.
L’estensione di \(\mathbb{R} \) a \(\mathbb{C} \) è solo l’ultimo di una serie di ampliamenti del concetto di numero che hai già
attraversato:
Nessun numero reale \(x\) soddisfa questa equazione, perché ogni quadrato reale è \(\geq 0\) (49). Quindi,
restando nei reali, l’equazione non ha soluzioni.
Lo stesso problema si presenta per ogni equazione \(x^2 = k\) con \(k < 0\), e più in generale per ogni equazione di
secondo grado \(a x^2 + b x + c = 0\) con discriminante negativo (\(\Delta = b^2 - 4ac < 0\)).
Nota — Il caso storico delle cubiche
Per le cubiche \(x^3 + px + q = 0\), la formula di Cardano (1545) ha la forma
Esistono casi (detti casus irreducibilis) in cui l’equazione ha tre soluzioni reali, ma
il termine \((q/2)^2 + (p/3)^3\) sotto radice è negativo. Per ottenere la risposta reale, dobbiamo passare
attraverso radici quadrate di numeri negativi e cancellarle poi nei calcoli.
Esempio classico (Bombelli, 1572): \(x^3 = 15x + 4\) ha la soluzione reale evidente \(x = 4\). La formula di Cardano
dà \(x = \sqrt [3]{2 + \sqrt {-121}} + \sqrt [3]{2 - \sqrt {-121}}\). Bombelli scoprì che — manipolando coerentemente le “radici di numeri negativi”
— queste espressioni si semplificano e danno proprio \(x = 4\).
La soluzione: ampliare l’insieme dei numeri, introducendo un nuovo numero — l’unità
immaginaria — che soddisfi \(i^2 = -1\).
In matematica e fisica si usa \(i\) per l’unità immaginaria. In ingegneria elettrica, dove \(i\) è
già usata per l’intensità di corrente, si usa \(j\) al suo posto. Ma il significato è lo stesso.
Teorema 88.1 — Potenze di \(i\)
Le potenze intere di \(i\) seguono un ciclo di periodo \(4\):
Le quattro operazioni di addizione, sottrazione, moltiplicazione, divisione si estendono ai
complessi trattando \(i\) come una variabile, ma usando sistematicamente la regola \(i^2 = -1\). Le formule
risultanti sono semplici:
(Verifica: \(x_1\cdot x_2 = 1^2 + 2^2 = 5\) = termine noto/coefficiente di \(x^2\) = \(5/1\). \(x_1 + x_2 = 2\) = \(-b/a\). \(\checkmark\)Vale anche per i complessi la relazione
di Viète, 50.)
Carl Friedrich Gauss (1831) ebbe l’intuizione fondamentale: identificare ogni numero complesso \(z = a + ib\)
con il punto \((a, b)\) del piano cartesiano. Questa identificazione — il piano di Gauss o piano complesso
— restituisce ai complessi una piena “visibilità” geometrica.
Teorema 88.5 — Corrispondenza biunivoca
La mappa \(z = a + ib \mapsto (a, b)\) è una biiezione tra \(\mathbb{C} \) e \(\mathbb{R} ^2\).
Nella rappresentazione geometrica:
l’asse \(x\) è chiamato asse reale (contiene i complessi della forma \(z = a\));
l’asse \(y\) è chiamato asse immaginario (contiene gli immaginari puri \(z = ib\));
l’origine è il numero \(0\).
Figura 88.1: Piano di Gauss. Il numero complesso \(z = a + ib\) è il punto \((a, b)\). Il modulo \(|z|\) è la distanza
dall’origine. Il coniugato \(\bar z\) è il riflesso di \(z\) rispetto all’asse reale. L’opposto \(-z\) è il simmetrico
rispetto all’origine.
Nota — Interpretazione geometrica delle
operazioni
La somma \(z_1 + z_2\) corrisponde alla regola del parallelogramma (come la somma di vettori).
Il modulo \(|z|\) è la distanza di \(z\) dall’origine.
Il coniugato \(\bar z\) è il riflesso di \(z\) rispetto all’asse reale.
L’opposto \(-z\) è il simmetrico rispetto all’origine.
Il prodotto ha un’interpretazione meno immediata in forma algebrica: corrisponde a
una rotazione + dilatazione che si vedrà chiaramente in forma trigonometrica (120).
Nota — Modulo come distanza
Il modulo \(|z|\) non è solo la distanza di \(z\) dall’origine: più in generale, \(|z_1 - z_2|\) è la distanza tra i due
punti \(z_1\) e \(z_2\) nel piano di Gauss. Ritroviamo così le strutture metriche del piano cartesiano
(69).
Verifica per \(z = 2 - 3i\) che \(z\cdot \bar z = |z|^2\).
8.
Verifica per \(z_1 = 1 + i\) e \(z_2 = 2 - 3i\) che \(\overline {z_1\cdot z_2} = \bar z_1\cdot \bar z_2\).
9.
Trova \(z\) tale che \(z + \bar z = 4\) e \(z - \bar z = 6i\).
10.
Rappresenta nel piano di Gauss: \(z_1 = 2 + 3i\), \(z_2 = -1 + 4i\), \(z_3 = -3 - 2i\), \(z_4 = 5 - i\). Indica i loro coniugati e moduli.
11.
Calcola \((1 + i)^{10}\). (Suggerimento: usa \((1+i)^2 = 2i\) e calcola \((2i)^5\).)
12.
(Discussione.) È possibile definire un ordinamento “\(<\)” sui complessi compatibile con le
operazioni (come per i reali)? Argomenta. (Suggerimento: pensa al segno di \(i\): se \(i > 0\), allora \(i^2 > 0\) —
assurdo. Se \(i < 0\), lo stesso problema.)
13.
(Sfida — equazione di Bombelli.) Verifica che \(\sqrt [3]{2 + 11i} = 2 + i\) (cioè \((2 + i)^3 = 2 + 11i\)). Questa identità di Bombelli (1572) è
la chiave per cui \(x = \sqrt [3]{2 + 11i} + \sqrt [3]{2 - 11i} = (2 + i) + (2 - i) = 4\) — soluzione reale dell’equazione \(x^3 = 15x + 4\).
Piano di Gauss: \(z = a + ib \mapsto (a, b)\). L’asse \(x\) è l’asse reale, l’asse \(y\) l’asse immaginario. Il modulo \(|z|\) è la
distanza dall’origine; \(\bar z\) è il riflesso di \(z\) rispetto all’asse reale; \(-z\) è il simmetrico rispetto
all’origine.
Equazioni di secondo grado: in \(\mathbb{C} \) ogni equazione \(az^2 + bz + c = 0\) ha sempre \(2\) soluzioni (anche se \(\Delta < 0\)): \(z = (-b \pm \sqrt {\Delta })/(2a)\), con \(\sqrt {\Delta } = i\sqrt {|\Delta |}\) se
\(\Delta < 0\).
Teorema fondamentale dell’algebra (Gauss 1799): ogni polinomio di grado \(n\) in \(\mathbb{C} \) ha
esattamente \(n\) radici (con molteplicità).
Prossimi passi: forma trigonometrica ed esponenziale (120); formula di de Moivre e radici
\(n\)-esime (121).